Mancato accesso dei delegati sindacali USB nel compendio del Viminale

Catanzaro -

Prot. 32/conf-reg. del 4 aprile 2019

 

Al Ministro Matteo Salvini

 

Al Sottosegretario Stefano Candiani

 

Ai Parlamentari della Repubblica Italiana

 

Onorevoli e Parlamentari,

premettiamo che l’organizzazione sindacale in questo paese è libera, ed attuatutte le sue prerogative e modalità al fine di sostenere le istanze che pervengono dalla categoria dei vigili del fuoco cui rappresentiamo, anche con posizioni diverse e con

modalità che possono, pure, non essere condivise.

 

Percorsi sindacali, le nostre, in contrapposizione ad alcune riforme attuate da

questa amministrazione, che la categoria giudica non confacenti alle reali esigenze

della categoria.

 

Non seguono un percorso credibile di riforme da anni auspicate per migliorare

i servizi e le funzioni esercitate dai VV.F, attraverso la valorizzazione delle

lavoratrici e dei lavoratori; secondo la loro professionalità, a qualunque categoria o

anzianità di servizio appartengano.

 

Sono anni che conduciamo le nostre battaglie sindacali insieme al personale senza alcun problema di sorta, per indirizzare le scarse risorse destinate al corpo

nazionale VV.F, e nel principio del reciproco rispetto delle parte in termini di

relazioni sindacali, il dialogo è sempre stato aperto e libero.

 

Per quanto sopra dobbiamo oggi registrare la presa di posizione di questo ministero nei nostri riguardi, di un immotivato DIVIETO di accesso e limitazione delle attività sindacali – antisindacalità - nel compendio di tutto il ministero dell’interno che non trova riferimenti storici in questo paese.

 

Sono stati travalicati i principi per cui è nato il ministero dell’interno quei principi disciplinati dai decreti del presidente della Repubblica affidando al ministero dell'Interno l’attuazione della politica interna dello Stato, dell'amministrazione generale di tutti gli affari interni della società italiana, istituzionale e civile; la garanzia dei dettami costituzionali, dopo la caduta del fascismo.

 

In sostanza, in questa vicenda non ci è piaciuto – onorevoli - il metodo utilizzato nei confronti della scrivente, di vietare le funzioni ed il ruolo del sindacato confederale, il merito di sottrarsi alla dialettica sindacale, utilizzando strumenti di ventennale memoria, e soprattutto il risultato in termini di rapporti di questo dicastero con la categoria dei vigili del fuoco di questo paese, ( non solo quelli che noi rappresentiamo ) ne esce fuori una immagine poco edificante come “ nuovi “ parlamentari che dovevano distaccarsi dai vecchi schemi politici.

 

 

Ieri abbiamo avuta la sensazione di essere tornati ai tempi antecedenti allo statuto dei lavoratori, quando ai sindacalisti e delegati veniva impedito qualsiasi esercizio sindacale ed i lavoratori erano costretti a riunirsi nei sotto borghi.

 

Tutto quanto successo, il DIVIETO di accesso al nostro posto di lavoro, era fuori programma ma ci ha pensato la vostra “nuova “ politica di governo, e la gendarmeria all’ingresso del Viminale, a riesumare quei tempi molto bui, contro le libertà dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali.

 

Nel principio di posizioni dissimili, siamo con la presente a chiedere un immediato intervento per ristabilire principi di democrazia in questo paese e per continuare ad avere un normale rapporto sindacale con la USB, settore vigili del fuoco, senza ulteriori DIVIETI, provocazioni e pressioni da parte di chi pensa di amministrare la cosa pubblica a colpi di repressione delle attività sindacali.

 

4 aprile 2019

Antonio JIRITANO

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