Lettera aperta ai lavoratori della AMC Catanzaro

Catanzaro -

 

Lavoratori, scriviamo a voi dopo la sentenza del giudice di Catanzaro che condanna l’azienda amc per antisindacalità. E’questo è un fatto incontrovertibile. Ora dall’alto della loro onniscienza .. andassero a Strasburgo o dalla regina Elisabetta liberissimi ...in ogni caso un atteggiamento: Disgustoso, irriguardoso, stomachevole, un arrampicarsi sugli specchi, ma sono fatti loro!! Aver fatto soccombere i padroni delle ferriere..a Catanzaro per noi è già una vittoria a prescindere !!Orgogliosi di non essere ben accetti vuol dire che siamo “puliti” siamo il sindacato e non collusi con le aziende e non abbiamo bisogno della benedizione di nessuno. La domanda che ci dobbiamo porre è : come mai tutte le organizzazioni sono ben gradite e la USB ...NO?? Ecco, questa è la madre di tutte le domande. Ma non c’è risposta ed alla quale domanda se ne legano altre?Ormai il loro è diventato il soliloquio dello “stormo buon appetito “ ...( il gabbiano Jonathan) e giustamente con i soldi dei cittadini è facile far arricchire consulenti ed avvocati., chissà se dovevano sborsare di tasca loro qualche lire, se andavanoa trovare sofismi per mantenerci lontani dalla loro allegra mangiatoia!?? -unico nostro interesse sono i lavoratori. E’ una strategia politica di una azienda che dimostra tutta la sua pochezza ( x essere educati ), come la maggior parte dei suoi cortigiani, che li spinge ancora più in basso! Uno spin doctor tutto personalizzato. E soprattutto cari lavoratori, pensate come sono stati solerti nel rispondere attraverso la stampa che ricorreranno alla regina d’Inghilterra, una solerzia che non abbiamo mai notato quando si trattava di rispondere alle note del sindacato -quando spendevano i soldi per le loro promozioni con l’avallo sottoscritto dei sindacati –ognuno si promoveva il suo?? Tripli e quadrupli salti carpiati di parametri superiori -In spregio a qualsiasi regola -Un milione di euro all’anno per amici e parenti. Ed i lavoratori sempre allo stesso palo!Oppure quando circuivano lavoratori prossimi alla pensione per trasferirsi a Roma per far arrivare in sede locale altri amici e parenti .. Ed i lavoratori sempre allo stesso palo!Oppure quando tra vari intrallazzi medici e tecnici si portavano in ufficio il personale dell’area della mobilità, autisti in ufficio ed autisti per le strisce blu –lavoratori “sani” dichiarati ammalati ed ammalati dichiarati “sani”!! Ed i lavoratori sempre allo stesso palo! Con ore ed ore di guida senza nemmeno un orinatoio !Oppure Vi siete chiesti come mai non hanno mai mai fatto ricorso contro il malaffare in questi anni quando assumevano manager interdetti dai pubblici uffici? – lavoratori che con varie escamotage “concordate” si rivolgevano al tribunale per il riconoscimento delle mansioni svolte ed in molto casi nemmeno si sono presentati o hanno opposto contro/ricorso –oppure distribuzione di ore straordinarioin forma clientelare senza opporsi come regalie sottobanco ad amici e parenti diventati top manager con stipendi di oltre 3000 € ... Ed i lavoratori sempre allo stesso palo! Chissà perché lo fanno solo con la USB ?? Perché siamo il sindacato! Quello che altri hanno svenduto per due lenticchie, non siamo marionette del loro teatrino dove a muovere le fila.. dove tutti ballano la stessa tarantella ( non quella regionale ) sono top manager e sindacati gialli. Non rispondiamo nuovamente sulle pagine dei giornali perché non sono loro i nostri interlocutori ma Voi, che vivete le dinamiche di questa azienda diventata un saponificio dove ogni giorno si emanano bolle di sapone vuote dentro –vuote dentro per il personale quello “sano” ma hanno una finalità e degli obiettivi precisi per entourage che amministra. Non ricorriamo alle pagine del giornale come fecero loro quando nel primo giudizio, a noi negativo ricordate? -sono usciti sui giornali in fretta e furia di domenica tutti fieri .. peccato che ora gli è andata male ora ricorreranno al principe di Edimburgo nella speranza magari di trovare un “petrini” di turno?? Stiamo parlando a Voi lavoratori -sappiamo che non volete problemi.. il quieto vivere.. ( non è proprio cosi ) o altro, ma vi invitiamo solo a leggere e per una volta schierarVi contro questa allegra mangiatoia, anche per non alimentarli ed essere complici -non chiediamo altro!A tutti quei lavoratori onesti che ci sono in questa azienda diciamo: non continuate a cullarVI ancora, rimanendo nell’alveo della prudenza e del dubbio che questa allegra mangiatoia faccia i vostri interessi!! No..NO.. è ora di scrollarci gente questo alone di malaffare! Intimiditi come siete dalla paura d' andar contro corrente Vi ricordo che cioè può apparire unatto di sottomissione agli affabulatori che in questi anni si sono costruiti la carriera all’interno alle vostre spalle; non siate complici ... non capite o non volete capire che qui se vogliamo avere un minimo di dignità lavorative bisogna ribaltare ilmodus operandi ... non facciamoci ancora annientare oltremodo, perché quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri si diventa.. tutti gli altri!Lavoratori tornado al nostro “ gabbiano Jonathan Livingston”, Jonathan è un gabbiano diverso dagli altri: mentre tutti gli altri gabbiani si affannano per trovare il cibo e sopravvivere, senza badare ad altro, lui adora volare ... Per questo è rimproverato dagli altri componenti del suo stormo, lo Stormo Buonappetito, ( del tipo che conoscete bene voi ) che non comprendono la sua passione .Ci auspichiamo che : come succede leggendo un libro al momento giusto, si ha il potere di trasformarela visione che abbiamo sempre avuto delle cose... La bellissima metafora del volo utilizzata da Richard Bach èdiventato un esempio, proprio per questa sua capacità di parlare a chiunque in ogni luogo e non grazie a colpi di scena sconvolgenti o ad avventure mirabolanti, perché ha tentato di spiegare la cosa più difficile da dire: la libertà, non avere catene attaccate dai top manager che per meriti SPECIALI amministrano. Non è una vita vissuta senza responsabilità o obblighi verso se stessi o il prossimo: in questo, è un libro anche estremamente duro, doloroso, perché non nasconde il difficile cammino che si può aprire dinanzi nel momento in cui si trova il coraggio di prendere atto della propria condizione limitata e della voglia inarrestabile di cambiarla.

Voliamo più alti... lavoratori.

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