Lettera ai lavoratori ACI di Catanzaro

Catanzaro -

Ai lavoratori della Direzione Territoriale Aci

di   Catanzaro

 

 

La USB P.I, secondo il mandato ricevuto dall’assemblea della Direzione Territoriale dell’Aci di Catanzaro, ha incontrato nei giorni scorsi a Roma i vertici nazionali dell’ente, prima il Direttore del Personale, poi il Segretario Generale.

In entrambe le occasioni, la USB ha chiesto con forza la rimozione dell’attuale dirigente di Catanzaro, per  l’evidente situazione di degrado in cui ha fatto precipitare l’ufficio. Nelle more che ciò avvenga, la USB P.I. ha chiesto anche l’immediato ripristino delle regole democratiche a Catanzaro, con l’archiviazione di tutti i procedimenti disciplinari in corso, ingiustamente attivati, con il rispristino delle firme per i colleghi a cui erano state sospese, con la nomina del vicario, con il chiarimento sulla questione inerente alla convalida delle formalità presentate dall’A.C. Catanzaro e con la soluzione del problema dei parcheggi, inibiti alla maggior parte del personale.

Il segretario Generale, ha chiesto tempo per la soluzione del problema più spinoso (la rimozione del dirigente), mentre ha formalmente assicurato l’immediata soluzione per tutte le altre richieste avanzate.

Per la USB e per il personale di Catanzaro, l’impegno primario è e rimane quello della sostituzione dell’attuale dirigente; ma, dobbiamo amaramente constatare che, nonostante la USB abbia mantenuto un confronto quotidiano con i vertici dell’ente, neanche le questioni di “contorno”, hanno avuto ad oggi la soluzione assicurata negli incontri di Roma.

La USB P.I., nel prenderne atto, ritiene che solo un’azione di forza, che veda coinvolto tutto il personale, possa far comprendere la gravità della situazione di Catanzaro; per cui, secondo una precisa richiesta avanzata dall’assemblea, non essendosi dichiarato disponibile il Segretario Generale a scendere il Calabria, la USB propone ai lavoratori di convocare un’assemblea direttamente a Roma, costringendo i vertici a partecipare ed ascoltare le posizioni dei lavoratori.

La USBP.I. rimane, quindi, in attesa delle decisioni dei lavoratori per convocare direttamente l’assemblea a Roma.

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