Ferrovie della Calabria: un'azienda monorotaia

Cosenza -

La chiara mancanza di investimenti e di strategie industriali utili a rilanciare il settore automobilistico delle Ferrovie della Calabria, stanno spingendo questo strategico settore verso lo scadimento assoluto.

Non basta il mantenimento dell’unicità gestionale dei servizi eserciti da Ferrovie della Calabria a garantire lo sviluppo di un settore che accusa preoccupanti deficit strutturali e operativi.

L’abbandono di questo settore, una scelta industriale folle e scriteriata, dovuta anche a precise scelte politiche riscontrabili nell’accordo sottoscritto il 27 di ottobre dalla Regione Calabria, dall’azienda  e dai sindacati trattanti, non tiene assolutamente conto del suo valore industriale che, dati alla mano, garantisce, oltre che il diritto alla mobilità a milioni di cittadini, incassi per oltre cinque milioni di euro.

Un accordo, quello del 27 ottobre, che dopo aver messo le mani nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori - taglio del salario accessorio in media di oltre tremila euro annui insieme al licenziamento di 75 unità di cui 41 conducenti e del conseguente aumento di produttività e flessibilità anche in deroga ai CCNL - non mette a riparo le lavoratrici e i lavoratori da nuovi possibili sacrifici quali ulteriori tagli del personale e del salario.

Un settore, a nostro parere strategico per le FdC considerando che il TPL regionale si svolge prevalentemente su gomma, che a differenza  di quello ferroviario, viene abbandonato a se stesso  allo scopo di rilanciare l’idea della sua insostenibilità finanzia e riproporre quindi, il progetto di privatizzazione che per strategia del management e della Regione Calabria è stato solo sospeso  nell’attesa di realizzare la famosa Azienda Regionale del TPL.

Un progetto tanto caro a quasi tutti i sindacati concertativi che ritengono le liberalizzazioni, insieme alle privatizzazioni, essere le soluzione ai problemi dei lavoratori e delle lavoratrici.

Oramai  tutti i cittadini hanno sperimentato sulla propria pelle i disservizi che giornalmente si manifestano per queste scellerate scelte.

Lo sanno gli amministratori dei circa duecento comuni interessati ai servizi ai quali si rivolgono i cittadini per capire come evitare i disagi causati da questi disservizi.

Solo l’On. Orsomarso, delegato ai trasporti, non ne è a conoscenza e continua nella sua interminabile campagna elettorale parlando di un sistema di trasporti che immagina ma che non esiste.

Allo stesso modo non è “informato” il Dipartimento regionale dei trasporti della Regione Calabria che ha l’obbligo della vigilanza sui servizi che nulla pone in essere per verificare le inadempienze contrattuali compiute da FdC.

Corse soppresse o in ritardo, autobus superaffollati e che quotidianamente si fermano durante i percorsi per la scarsa o inesistente manutenzione, biglietti introvabili, pulizia inesistente.

Insomma un servizio da terzo mondo con costi europei che vengono scaricati sui cittadini, sulle lavoratrici e sui lavoratori.

Potrebbe essere questa la strategia per alienare il settore degli autoservizi visto che nulla è stato proposto nel tanto decantato piano aziendale, presentato in pompa magna in questi giorni a Cosenza dal Presidente Scopelliti , allo scopo di migliorare i servizi offerti ai cittadini per attrarre nuovo traffico e di conseguenza confermare l’importanza del settore nel sistema della mobilità calabrese.

Nel piano si interviene invece sui livelli occupazionali con il licenziamento di quarantuno conducenti, una scelta che renderà difficile la continuità del servizio e inapplicabili le garanzie per la fruizione dei riposi e dei concedi per il personale di guida, precarizzando ulteriormente una situazione già difficile che, insieme alle problematiche esposte,  sta mettendo in discussione il diritto alla mobilità dei cittadini.

Crediamo che questo settore e di conseguenza il personale debba essere tutelato e che  non puo più assumersi responsabilità causate delle nefaste scelte industriali in ordine a:

far viaggiare in piedi i cittadini su autobus senza autorizzazioni regionali allo scopo - tale condizione è stata già denunciata con una formale comunicazione indirizzata ai Prefetti delle cinque province calabresi e siamo in attesa di interventi tesi a ripristinare le più elementari condizioni di legalità per la sicurezza stradale.

Continuare a espletare i servizi con un parco autobus vetusto e insufficiente rispetto ai servizi da erogare previsti nei contratti che la Regione obbliga a sottoscrivere.

Utilizzare autobus oggetto di processi manutentivi  insufficiente a garantire la sicurezza dei trasporti come relazionano giornalmente gli operatori dell’esercizio.

Noi non ci stiamo a questi condizioni.

Vogliamo chiarezza sul futuro del settore, vogliamo certezze sugli investimenti allo scopo di tutelare i livelli occupazionali e garantire uno sviluppo industriale del settore rispondente alle richieste di mobilità dei cittadini calabresi.

                                                                             RSA F.d.C. / USB Trasporti

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