Servizi psichiatrici nel reggino, la crisi continua: USB denuncia una pericolosa vacatio amministrativa

Reggio Calabria -

USB Reggio Calabria ha ricevuto per conoscenza la nota trasmessa dalla Cooperativa Sociale Città del Sole al Presidente Occhiuto e al Dipartimento Salute della Regione Calabria, con la quale viene rappresentata una situazione che, se confermata nei termini esposti, appare di estrema gravità e non più tollerabile.
Parliamo di una realtà impegnata in un settore delicatissimo come quello della residenzialità psichiatrica, un ambito che in questi anni ha visto la nostra organizzazione sindacale protagonista di numerose iniziative, mobilitazioni, denunce pubbliche e vertenze territoriali per restituire dignità ai lavoratori, assistenza agli utenti e trasparenza ad un sistema troppo spesso segnato da precarietà, sottodimensionamento, incertezze amministrative e logiche estranee al diritto alla cura, nonché da un vergognoso blocco dei ricoveri.
Da quanto emerge dalla comunicazione ricevuta, il procedimento di accreditamento istituzionale della struttura risulterebbe definito sotto il profilo istruttorio e sostanzialmente pronto alla conclusione già nelle scorse settimane. Nonostante ciò, ad oggi, tutto sembrerebbe ancora fermo, mentre una struttura che da oltre trent’anni garantisce assistenza a persone particolarmente fragili continua ad operare in condizioni di evidente penalizzazione, con posti autorizzati ma non utilizzabili, equilibrio economico compromesso e livelli occupazionali esposti a rischi sempre più concreti.
Come USB denunciamo con forza che la tanto strombazzata uscita dal commissariamento della sanità calabrese rischia di essersi tradotta, nei fatti, in una pericolosa fase di vacatio amministrativa, una terra di mezzo nella quale il passaggio di consegne tra struttura commissariale e Regione Calabria sembrerebbe avere prodotto rallentamenti, incertezze decisionali e paralisi su procedimenti che riteniamo sostanzialmente definiti e che avrebbero dovuto essere conclusi senza ulteriori rinvii.
Se questo scenario dovesse trovare conferma, ci troveremmo davanti ad una responsabilità politica e amministrativa gravissima, perché i ritardi burocratici non restano chiusi negli uffici ma ricadono direttamente sulla pelle dei lavoratori, degli utenti, delle famiglie e dell’intero sistema sociosanitario del territorio.
USB chiede che venga fatta immediata chiarezza sui procedimenti ancora bloccati nella fase post-commissariale, sui tempi certi di conclusione degli iter già definiti e sulle responsabilità di eventuali ritardi.
Non consentiremo che lavoratori, utenti e territori paghino il prezzo di passaggi di consegne tra apparati istituzionali. In un settore delicato come quello della salute mentale, dove la continuità assistenziale rappresenta un presidio sociale fondamentale, ogni ritardo amministrativo può trasformarsi in un danno concreto per chi lavora, per chi cura e per chi ha bisogno di essere curato.