RIAPRIAMO GLI SPORTELLI – RILANCIAMO LA LOTTA

Catanzaro -

 

La stagione estiva e la successiva tornata elettorale sono definitivamente alle spalle, ma delle tracce di ripresa per il nostro paese che erano state sbandierate ai quattro venti dal “Governo dei migliori” e da una propaganda a reti unificate che non si è vista nemmeno ai tempi dell’Istituto Luce, ovviamente non ci sono tracce.

 

O meglio, non c’è niente di positivo che possa riguardare la popolazione comune, che si è ritrovata a dover subire l’ennesimo salasso sotto forma di rincaro delle bollette fino addirittura al 40%, l’ennesima legnata nei denti, come se non fosse bastata l’ondata di licenziamenti seguito allo sblocco dello scorso 9 luglio e che ha avuto degli echi anche qui nella nostra città, come dimostra la grottesca situazione dell’ “Abramo Komunika” in cui ci tocca assistere sempre allo stesso copione: aumenta il lavoro, aumentano i profitti eppure si continua a licenziare padri di famiglia e a mettere persone in mezzo alla strada, senza contare che da luglio i lavoratori continuano ad attendere ancora le ore di cassa integrazione.

Ma in Calabria di attacco al mondo del lavoro ne possiamo fare a iosa; dai tirocinanti, alla sicurtransport, ai licenziamenti nelle attività stagionali stabilimenti, ai servizi di portierato negli ospedali pubblici…  

Ormai la misura è colma e il paese reale si sta rendendo progressivamente conto sulla propria pelle di quale sia la natura di questo esecutivo, il più neo-liberista e ferocemente antipopolare di tutti i suoi predecessori e neanche tutti quei talk-show in cui a prendere parola per spiegarci che il costo del lavoro è insostenibile e che i tagli e la delocalizzazione siano inevitabili vengono invitati bocconiani, manager di ogni risma e altra gente che non ha mai mosso un dito in vita sua.

Per questo riteniamo che sia giunto il momento di alzare la testa una volta per tutte per non correre il rischio di non doverla tenere china per tutto il resto della vita, come dimostra lo splendido esempio dello sciopero generale della scorsa settimana, o quello del corteo di Firenze lo scorso 18 settembre, dove nonostante il silenzio totale dei media nazionali, decine di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro i licenziamenti ingiusti alla fabbrica GKN e che hanno visto accogliere le proprie rimostranze dal tribunale che ha bloccato i licenziamenti, stabilendo che si è trattato di condotta antisindacale, il tutto mentre il colosso che controlla la fabbrica, la Melrose, perdeva quattro punti in borsa.  Riteniamo ciò non solo la dimostrazione che lottando e non arrendendosi si può ancora vincere e ottenere il diritto a un’esistenza dignitosa.

Ed è proprio per tutte queste motivazioni che abbiamo deciso di implementare i servizi disponibili presso gli sportelli sociali e patronato,  della nostra sede di Via Mario Greco – le mattine dal martedì al giovedì dalle 09.30 alle 12.00 -  che fungeranno da raccordo per tutti quei tipi di vertenze che finora non erano inquadrabili nel sindacalismo classico e che giorno dopo giorno aumentano a dismisura per via del vuoto normativo, creando quelle nuove contraddizioni di cui si alimenta il ciclo di produzione: dalle badanti ai lavoratori stagionali che hanno subito una feroce quanto immotivata campagna di odio mediatico, ma anche per i braccianti per i migranti che hanno problemi nel regolarizzare la propria posizione, finanche agli affittuari con problemi coi padroni di casa e ai disoccupati, perché solo unendoci riusciremo a non essere trattati come merce, perché è giunto il momento di alzare la testa

 

USB Federazione del sociale

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