RENZI CONTINUA A SFUGGIRE IL CONFRONTO CON LA GENTE

Reggio Calabria -

Come sta accadendo quasi sempre in tutte le parti d’Italia, anche ieri a Reggio Calabria, il premier Renzi sfugge le contestazioni ed evita il confronto con quei cittadini in attesa di risposte che lui non è in grado di dare.

La USB, come sempre in prima fila, ha atteso inutilmente assieme a centinaia e centinaia di lavoratori e di gente comune, l’arrivo del premier che, però, ha preferito la vergognosa entrata dalla porta di servizio per celebrare, al museo di Reggio, l’ennesima, inutile passerella in compagnia di quei politici che, suoi complici, hanno contribuito a condurre la regione Calabria alle disastrose condizioni  attuali.

Renzi ha chiesto, come ogni buon regime fa, di non contestare e di accettare, quindi, passivamente tutte le decisioni che stanno riducendo il nostro Paese e la nostra regione ad un cumulo di macerie sociali.

Coerentemente a questa affermazione, ieri a Reggio, come a Pisa, come in altre posti del Paese, ha inviato la polizia a fronteggiare chi chiedeva soltanto di essere ascoltato.

Lui ci accusa di saper dire solo di no, ma questo non è assolutamente vero.

La USB non è affatto il sindacato del no, noi siamo, al contrario, il sindacato del sì!

Sì al diritto di avere un lavoro,

Sì alle assunzioni regolari,

Sì al rispetto dei diritti dei lavoratori,

Sì agli aumenti salariali,

Sì a pensioni dignitose,

Sì a tasse eque per tutti,

Sì ad un welfare funzionante.

La USB in Calabria, come in tutto il resto d’Italia, sarà in testa ai lavoratori, ai disoccupati, ai pensionati, perché questa rabbia verso l’insensibilità della politica possa sfociare in risultati concreti in termini di conquiste per i lavoratori.

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