Rassegna Stampa Il Quotidiano

30 marzo 2007

Lamezia Terme -

Dure accuse della RdB/Cub al direttore generale Di Tommaso

 

Troppi servizi esterni all’Asl 6

intervenga Doris Lo Moro

 

 

La Dilagante esternalizzazione dei servizi all’As6 di Lamezia Terme, fa il paio con la mancata valorizzazione delle risorse interne, secondo l’esecutivo regionale della Federazione RdB-Cub, che rivolge un appello all’Assessore Regionale alla Sanità Doris Lo Moro, tra l’altro cittadina di Lamezia, chiedendole se sia veramente a conoscenza dello smantellamento in atto e se intende adottare provvedimenti per salvare l’As n. 6.

“La Salute come l’Acqua deve rimanere nelle mani pubblica e non svenduta ai privati, afferma Luciano Vasta dell’esecutivo regionale, nell’azienda sanitaria di Lamezia si stanno costruendo strutture in cemento, acquistando grosse apparecchiature sicuramente necessarie, ma non si sta investendo sul personale interno, come se da sole le apparecchiature possano migliorare la qualità dei servizi.

Stranamente nessuno parla delle trasformazioni della sanità lametina e delle consulenze esterna per redazione delle uste paghe affidate alla Società Sigma Informatica di Venezia.

“E’ ipotizzabile immaginare che in tutta la AS n. 6 non ci sia un gruppo di dipendenti che sappia fare una busta paga, come avveniva tempo fa prima dell’arrivo di questa manager e perché non si è formato il personale? Si chiede Vasta, osservando che il servizio è particolarmente oneroso, un importo annuo di 110 mila euro che però non si trovano quando si tratta di retribuire in modo più dignitoso il personale che con sacrifici manda avanti le strutture”.

Ed ancora affidamento alla cooperativa sociale “Attivà” (Privat Assistenza) dell’Assistenza Domiciliare che, fino a un paio di mesi fa, è stata tenuta brillantemente da personale interno, tanto che nel 2006 nella ASL 6 sono state garantite 15.000 prestazioni infermieristiche.

“La cosa incredibile, afferma Luciano Vasta, è che l’amministrazione precedente di centro-destra aveva tolto il servizio ai privati reinternalizzandolo ed ora paradossalmente, proprio mentre governa a tutti i livelli il centro-sinistra, si privatizza un servizio che a detta di tutti gli operatori funzionava bene”.

Non è rimasta indenne nemmeno l’informatizzazione delle ricette mediche per le prestazioni specialistiche” si meraviglia Vasta che rileva la stranezza che nel 2007 nell’As n. 6 “non ci sia nessun operatore che sappia digitare al computer delle ricette”.

E come definire l’affidamento diretto del parcheggio alla cooperativa sociale “Ciarapaniì” senza nessun tipo di gara, mentre la Multiservizi è stata esautorata dopo che aver preparato in tutti i dettagli il progetto per la gestione dei parcheggi?

Così come decine e decine di consulenze, forse non sempre necessarie, sono state affidate a professionisti esterni, come anticipato dal “Quotidiano”, tra tutte quelle al plurindagato Gallorini.

“La precarietà, come è noto, passa anche attraverso l’esternalizzazione dei servizi pubblici, con tanti giovani chiamati a svolgere i servizi senza la tutela dei diritti e senza alcuna garanzia del futuro”.

Si sarà preoccupatala direttrice si è preoccupata di verificare che il personale di queste cooperative sia regolarmente assunto o affida i servizi pubblici ad operatori non assunti o non qualificati creando nuovo precariato, contro il quale le RdB/CUB si sono sempre battute?

Possibile che i manager non abbiano mai sentito parlare della valorizzazione delle risorse umane? E’ possibile che non colgano l’aspetto deleterio di queste scelte, che finiscono per demotivare tutto il personale sia medico, sia infermieristico che amministrativo? Si chiede ancora Luciano Vasta, il quale auspica che “la sanità pubblica non sia smantellata e si cambi questa gestione privatistica dei servizi pubblici”.

Siamo stanchi di amministratori che hanno quale obiettivo solo quello di far sì che i conti economici siano in regola: questi sono ovviamente importanti, ma solo se a ciò si accompagna una buona qualità dei servizi, cosa che a Lamezia, assai palesemente, non avviene – conclude Vasta -. Perciò chiediamo all’Assessore Regionale Doris Lo Moro di intervenire con direttive a tutti i Direttori Generali per valorizzare realmente e al meglio le Risorse Umane interne alle strutture, ricordando che la federazione RdB/CUB andrà avanti fino in fondo, certa che la salute dei cittadini sia un diritto che non deve essere in alcun modo assoggettato alle logiche del mercato”

                                                Raffaele Spada

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