Rassegna Stampa Gazzetta del Sud

10.04.07

Lamezia Terme -

L'ex direttore accusa Angela di Tommaso

 

«Il direttore generale dell'Asl lametina Angela Di Tommaso sta portando avanti una gestione singolare che lascia di stucco: significativa, a tal proposito, la spesa per la sostituzione del responsabile dell'unità operativa di ginecologia». L'ha detto l'ex direttore generale dell'azienda sanitaria Giuseppe Maione che critica l'operato dell'attuale direttore riguardo la gestione aziendale.

«Bisognava far ricorso per la sostituzione al personale interno, composto di ben 17 unità operative di comprovata capacità professionale, che avrebbe comportato una spesa mensile di poche centinaia di euro - ha affermato Maione - ma la direzione aziendale ha ritenuto di dovere effettuare un'assunzione, sia pure temporanea, per un posto già coperto senza previa individuazione dei requisiti richiesti e delle modalità per il conferimento dell'incarico, in assenza del parere delle organizzazioni sindacali, affrontando oneri finanziari superiori a quelli necessari per la sostituzione con personale interno, conferendo l'incarico per un periodo inferiore a quello minimo previsto dalla norma e quindi con il pericolo di pagamento a vuoto di un anno di stipendio».

La direzione aziendale, ha aggiunto l'ex amministratore, «insiste nell'errore, pubblicando ora altro avviso pubblico per il conferimento degli incarichi di direttore delle strutture complesse di chirurgia generale e radiologia: mortifica ancora una volta il personale interno e disattende le norme contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro dell'area della dirigenza medica e veterinaria del servizio nazionale dell'8 giugno 2000».

Altre note di critica da parte di Maione riguardano la gestione delle buste paga, agli incarichi di consulenza, l'utilizzazione dei contratti di collaborazione professionale, il mancato avvio delle procedure di stabilizzazione dello stesso personale e lo smantellamento del Centro di neurogenetica. «Se la direzione aziendale vuole ridurre il deficit e contribuire a salvare i finanziamenti del fondo nazionale – ha concluso Maione – deve cominciare a preoccuparsi seriamente di far "guarire" l'azienda sanitaria tagliando le spese, ma effettivamente e prendendo in considerazione le proposte che giungono dal basso».

Da ultimo, ma non per ordine di importanza, afferma l'ex manager Maione, «la direttrice generale ha ritenuto di dover chiudere contemporaneamente le tre sale operatorie del presidio ospedaliero di Soveria Mannelli, interpretando in modo assolutamente erroneo una disposizione di legge che ne imponeva la messa a norma. Avrebbe potuto procedere alla esecuzione degli interventi necessari su una sala operatoria per volta, lasciando in funzione le altre due, e consentendo al presidio ospedaliero di svolgere senza eccessivi ostacoli o impedimenti tutti gli interventi operatori previsti nell'atto aziendale. Così», aggiunge l'ex direttore generale dell'Asl lametina, «non avrebbe privato la popolazione del diritto di utilizzare una struttura esistente sul territorio, costringendo praticamente alla paralisi il presidio ospedaliero di Soneria Mannelli e depotenziando, in conseguenza, anche il nosocomio cittadino».

Infine Maione chiarisce che il suo è un intervento «a titolo personale e non quale coordinatore di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Gli improperi della dottoressa Di Tommaso potranno quindi riguardare solo me e non l'associazione di volontariato alla quale mi onoro di appartenere».

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