Rassegna Stampa Calabria Ora

Catanzaro -

La rabbia dei cancellieri in piazza

Sit in di protesta: in 10 anni giudici raddoppiati, a noi non pensa nessuno

 

Catanzaro.

Le rappresentanza sindacali di base del pubblico impiego non ci stanno e scendono in piazza contro il protocollo che prevede la  riqualificazione subordinata all’istituzione dell’ufficio del processo, con conseguente affidamento ai cancellieri di compiti attualmente svolti dai magistrati. Un centinaio di lavoratori - si legge in una nota - ha lasciato gli uffici, bloccando l’operatività del Tribunale, per partecipare a questa iniziativa che ha messo l’accento su alcune questioni che sono divenute ormai insostenibili e che stanno portando il settore giustizia allo sbando: pochissime risorse, personale sempre più ridotto e con carichi di lavoro ormai insostenibili, blocco delle assunzioni che peggiora sempre di più la situazione a fronte di personale che lascia l’attività per la pensione". Alla manifestazione ha partecipato la responsabile nazionale del settore giustizia delle RdB/CUB, Pina Todisco, che ha illustrato la situazione drammatica in cui versa il settore. Il presidio di oggi a Catanzaro fa parte di una serie di iniziative iniziate ieri a Napoli, e che vedrà altre due tappe, a Bari e a Torino, prima di concludersi il 24 e 25 maggio a Roma, con un presidio davanti il ministero della Funzione Pubblica.  “Dal 1995 in poi i giudici sono praticamente raddoppiati – dichiara Daniele Rosina dell’esecutivo nazionale giustizia  delle RdB Cub – con l’istituzione dei giudici onorari, sono passati da più di 9.000 magistrati togati a circa 20.000, perché hanno avuto almeno 10.000 magistrati onorari tra giudici di pace , giudici onorari e dopo. Noi non abbiamo cancellieri, anzi siamo diminuiti dal ’95 ad oggi, da 55.000 unità a 42.000. Mentre è aumentato a dismisura il carico di lavoro per quanto ci riguarda, ecco perché noi siamo quelli che prendono schiaffi da tutti, perché poi l’utenza, che è quella che deve dialogare con noi, ci accusa di determinate cose. Si è così creata l’immagine del pubblico dipendente fannullone, noi siamo in piazza per rispedirla al mittente. La maggior parte dei colleghi butta il sangue in questa amministrazione. Io – continua Rosina – faccio un invito a tutti a girare per le cancellerie a vedere cosa fa il pubblico dipendente della giustizia, costretto a lavorare senza mezzi, addirittura senza carta per le fotocopie. Io questa cosa la manderei al ministro Mastella che intanto con una nuova riforma vuole portare la durata media dei processi a cinque anni, con quali mezzi e con quale personale? Da trent’anni a questa parte ci sono state una miriade di riforme messe in campo solo dal personale e a costo zero. Quindi il personale si è già riqualificato sul campo. Ad esempio per l’istituzione del giudice di pace, nessuno ha tenuto un corso per sapere cosa sarebbe cambiato, ci siamo dovuti inventare le cose, questa è la situazione in cui versa la giustizia”.

 

Maurizio CACIA

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