PUBBLICO IMPIEGO: IL GRANDE IMBROGLIO

Lamezia Terme -

L’eco dei mass-media su quanto successo a Roma nei giorni scorsi, dimostra, se ce ne fosse mai bisogno, che è in atto una iniziativa costante volta a screditare tutti i dipendenti pubblici

Noi dell’USB, ovviamente, non difendiamo chi imbroglia e froda dichiarando cose false per non andare a lavoro. Ma non sopportiamo neanche le false verità.

La vicenda dei vigili di Roma, fa comprendere come il Grande Imbroglio continui imperterrito a fare la sua strada, producendo danni per tutti noi.

In quella vicenda, infatti, non si sono tenute in alcun conto le ragioni dei vigili ed inoltre si sono gonfiati, in modo assolutamente capzioso e malevolo, i dati, facendo risultare malato l’83% dei vigili.

E’ stato chiarito che la realtà è un po’ diversa, i vigili sotto osservazione, alla fine non erano affatto 834, ma semplicemente 44 con posizioni che, ovviamente, dovranno essere valutate dalle autorità competenti e che se fraudolente, dovranno essere punite.

Però non c’è dubbio che siamo di fronte ad un attacco mediatico violento e sistematico contro i dipendenti pubblici, additati come rubastipendi e fannulloni, non a caso si è preso subito spunto dall'episodio di Roma per far capire che ci sarà un ennesimo giro di vite contro noi dipendenti.

Tutto questo serve a far credere che il privato è bello e conviene a tutti, così possono continuare a smantellare la pubblica amministrazione, che ci costa tanto ed è in mano a fannulloni corrotti, e tagliare i servizi pubblici (cioè per tutti); nel contempo, si favoriscono le imprese private in modo che i servizi saranno a pagamento (e, quindi, per pochi).

Per farlo hanno messo in atto IL GRANDE IMBROGLIO!

Un grande imbroglio, sì, perché:

-          Non è vero che con la crisi bisogna per forza tagliare i dipendenti pubblici: l’Italia è l’unico Paese europeo, Grecia a parte, dove i dipendenti pubblici sono diminuiti. Negli altri Paesi, invece soprattutto in questo periodo di crisi, il pubblico impiego è cresciuto molto: +36,1% in Irlanda, +29,6% in Spagna, +9,5 in Gran Bretagna, ecc.

-          Non è vero che i dipendenti pubblici nel nostro Paese siamo troppi, anzi è vero il contrario: in Italia, infatti, ci sono 56 impiegati nella P.A. ogni mille abitanti e, mentre la Germania è in linea con l’Italia (54 su mille), in Spagna sono 65, in Gran Bretagna 92 ed in Francia 94!!!!. Nell’ultimo anno, poi, grazie al blocco del turn over ed alla spending review, il numero dei dipendenti pubblici è diminuito di altre 300 mila unità.

-          Non è vero che in Italia i dipendenti pubblici in Italia stiano bene: in Italia gli stipendi medi sono di € 1.410, contro una media europea di € 1.904,00, con le punte di Germania € 2.580 e Gran Bretagna € 2.570, mentre la Spagna ha stipendi di € 1.960. Non solo, ma il costo della vita da noi si mangia l’83,8% del nostro stipendio, mentre in Germania incide solo per il 43,2%, in Spagna e Gran Bretagna il 58,8%.

-          Non è vero che tagliando sui dipendenti, sui servizi ai cittadini e sullo stato sociale, si risparmia, infatti, malgrado tutti i sacrifici imposti ai lavoratori, a fronte di questi tagli, non solo il costo della spesa pubblica non è affatto diminuito, anzi è aumentato del 2,7%, ma il debito pubblico è aumentato in modo vertiginoso; il problema, quindi, non sono certamente i lavoratori, ma la corruzione e l’evasione fiscale.

-          Non è vero poi che i costi della P.A. in Italia siano altissimi, anzi sono tra i più bassi d’Europa e, mentre da noi si taglia, negli altri Paesi si aumentano gli investimenti nella Pubblica Amministrazione: la media Europea registra un aumento di 10 miliardi di euro, la Francia + 41 mld, la Germania + 39 mld, l’Italia, invece, - 6 mld!!!

Insomma, tutto ciò che sta portando a colpire i lavoratori pubblici, si basa su enormi falsità!
Tutto questo senza dimenticare che l’ultimo aumento di stipendio è stato fatto il 2008, ben 7 anni fa!

Noi come USB siamo convinti che la Pubblica Amministrazione (e tutti i lavoratori) ci garantisce i servizi per tutti, per questo va difesa, va salvaguardata e va incentivata.

Ognuno di noi, da utente si sarà trovato ad avere esperienze negative davanti ad uno sportello, però non dobbiamo credere che quella esperienza negativa sia il mondo del pubblico impiego, che è fatto, invece, di lavoro, di sacrifici, ma anche di umiliazioni, di demotivazioni, di mancanza di prospettive future.

Ma soprattutto non dobbiamo crediamo ciecamente a quello che vogliono farci intendere con le campagne denigratorie martellanti: nel 2012 le assenze per malattie nel settore pubblico sono state pari a 16,2 giorni, mentre nel settore privato 18,11!!!!!

Senza contare che nel pubblico ogni giorno di malattia dà luogo ad una diminuzione dello stipendio (alla faccia del diritto alla salute).

Gli altri sindacati nella vicenda di Roma, così come in tutti gli accordi che stanno uccidendo il lavoro pubblico si sono schierati, ancora una volta, contro i dipendenti.

USB, INVECE, E’ SEMPRE AL FIANCO DEI LAVORATORI

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