NO A NUOVE DISCARICHE IN CALABRIA

CALABRIA TRA COSTRUZIONI DI DISCARICHE

E DISTRUZIONE DEL TERRITORIO

 

Lamezia Terme -

L’apertura della discarica di Scala Coeli (CS), una struttura di cui non se ne sente assolutamente il bisogno, rappresenta la NON SOLUZIONE al problema rifiuti, mentre, certamente, rappresenta una risorsa economica per la Bieco, impresa autorizzata a realizzarla in barba alla tutela della bio agricoltura, delle colture pregiati e del paesaggio.

E come non rammentare cosa è avvenuto con la discarica di Pianopoli in provincia di Catanzaro, dove gli enti preposti dichiararono che si stava perpetrando una “distruzione delle bellezze naturali”.

Risultato?

La regione Calabria con una delibera “sanò” il deturpamento, con un semplice pezzo di carta così tutto è rientrato nella norma, salvo, successivamente assistere al sequestro, da parte del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, con l’accusa di discarica abusiva.

Oggi, anche per le pressioni delle emergenze rifiuti, quella discarica privata, gestita dalla Daneco, lavora nuovamente e a pieno regime ed accoglie spazzatura da tutta la regione.

Cosi come quello di Alli dove la società è stata denunciata per frode fiscale ed, in barba alla legge, continua ad accogliere rifiuti.

L’USB ritiene che non si tratti di un problema tecnico – giuridico – amministrativo, bensì di una volontà ben precisa delle istituzioni che considerano una pattumiera la regione nel suo complesso, permettendo, con una sorta di commistioni e di cointeressi speculativi che niente hanno a che vedere con gli interessi dei cittadini, continui disastri ecologici come, ad esempio, la trasformazione delle centrali elettriche in impianti a carbone, la Marlane che continua a provocare morti, i rifiuti tossici abbandonati in mare, ecc.

D’altra parte il fatto che la gestione dei rifiuti in Calabria sia commissariata da ben 15 anni, la dice lunga sulla volontà politica di intervenire sulla questione.

Ben altro servirebbe per valorizzare l’ambiente e il territorio, in una regione martoriata a causa del totale disinteresse di chi, invece, dovrebbe: tutelare il diritto alla salute dei cittadini mentre si chiudono decine di strutture ospedaliere; recuperare il territorio devastato da decenni di speculazioni edilizie;  ripristinare il dissesto idrogeologico e la deturpazione di buona parte degli oltre ottocento chilometri di costa, ecc..

Operando in questa direzione si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro  in una Calabria dove il 50 % dei giovani non trova lavoro, dove esiste una disoccupazione endemica, dove ci sono oltre cinquemila LSU-LPU e ATA (lavoratori sotto pagati e con pochi diritti) con una età media di cinquanta anni e dove buona parte di quei pochi occupati  nel lavoro privato sono sotto pagati, con lavoro a termine e ricattati.

Riteniamo centrale la tutela del territorio e dell’ambiente poiché strettamente collegata agli interessi e alle condizioni di vita sia dei lavoratori che dei cittadini.

La  Calabria rappresenta il fanalino di coda per quanto concerne la raccolta differenziata, infatti, incide per il 6 %, tranne qualche comune che ha percentuali più elevate e riteniamo che il governo regionale debba avviare un progetto che coinvolga un numero consistente di cittadini nella raccolta differenziata porta a porta, cosa alquanto fattibile considerato che altrove alcuni territori raggiungono risultati elevati, come Salerno dove la differenziata incide per il 72 % .

Il fatto che la differenziata rappresenta in Calabria il 6 % della gestione totale dei rifiuti determina una emergenza continua e devastante per la salute dei cittadini e per la distruzione del territorio.

Riteniamo, dunque, che la soluzione del problema rifiuti non debba consistere nell’ampliamento di discariche esistenti e nella costruzione di altre.

E’ necessario un progetto di riciclo totale dei rifiuti per arrivare alla definizione di un progetto a rifiuti zero, la qualcosa significa che tra riciclaggio, compostaggio, raccolta differenziata e altre modalità di gestione non inquinanti, come avviene in altre nazioni con il riuso delle bottiglie di vetro o di plastica, si elimina la fase di incenerimento che è la causa scatenante di malattie respiratorie e neoplasie varie.

Un progetto che oltre a proteggere la salute dei cittadini, l’ambiente e il territorio può rappresentare una fonte di occupazione rilevante.

L’Unione Sindacale di Base è al fianco di tutte le realtà organizzate in Calabria che lottano per la difesa del territorio e dei diritti

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