LSU/LPU: riflessioni sul 3 dicembre 2013, una giornata di lotta

Lamezia Terme -

Lavoratori,

a 2 giorni dalla manifestazione di Villa S. Giovanni, pensiamo sia giusto riflettere, anche in modo critico, sulla questione precariato in Calabria.

Attraversiamo certamente un momento storico particolare, in cui avere un lavoro retribuito degnamente, a tempo indeterminato e soprattutto attinente alle proprie aspettative e capacità, è un lusso quasi inarrivabile, ma proprio per questo pensiamo che l’altro ieri per tantissimi LSU/LPU, sia stata una occasione persa per rivendicare il diritto al lavoro.

 

Certamente va messa in conto anche la pioggia ed il maltempo, va messa la stanchezza (vi stanno sfiancando nel tempo), va messa anche la fiducia che qualcuno ancora ripone verso quei sindacati che il PRECARIATO HANNO DETERMINATO (accordi del 1993, dove decisero che bisognava avere meno diritti, meno soldi e meno dignità!!!), però alla fine, anche se eravamo in pochi rispetto alla massa dei lavoratori calabresi interessati (con la USB sempre a fianco, anche perché non ci arrenderemo mai fino a quando non si parlerà di stabilizzazione), c’è stata comunque una forte tenuta sul fronte sindacale, con la protesta che dalla mattina è proseguita fino al tardo pomeriggio.

 

Si può dire che, malgrado tutto, è stata scritta un’altra pagina di lotta nella questione della vertenza LSU/LPU.

Adesso, però, ci si deve rendere conto, e ci rivolgiamo direttamente a quei lavoratori che hanno preferito rimanere a casa o seduti dietro le scrivanie, pensando che il problema lo debbano risolvere altri, che si sta vivendo il momento più difficile della propria vita professionale.

 

Dopo tanti anni di beata ignoranza, ci si deve rendere conto di come, andando avanti in questo modo, diventa sempre più difficile mantenere uno “straccio“ di lavoro e di come mese per mese bisogna lottare per rincorrere questa politica, per far comprendere il dramma della mancanza di lavoro, ad ogni livello.

 

Ma Vi chiediamo e ci chiediamo come può questa politica comprendere chi non ha un salario quando ha a disposizione un pozzo senza fondo da cui attingere ogni giorno di milioni e milioni di euro???

- Il costo totale della politica è 2,5 miliardi;

- 0,5 miliardi sono gli emolumenti a deputati, senatori e consiglieri regionali e provinciali (ciò che guadagnano effettivamente, senza dover presentare ricevute);

- altri 200 mln per rimborsi spese, contributi ai gruppi etc.;

- quasi 400 mln per pensioni a deputati, senatori e consiglieri regionali;

- 1 miliardo per remunerazioni e pensioni del personale;

- La remunerazione annuale di un deputato è di 240.000 euro lordi, di cui circa 200.000 “intascabili” senza documentazione né ricevute;

- La remunerazione media di un consigliere regionale è di 200.000 euro lordi;

- La remunerazione media di un consigliere provinciale è di circa poco più di 17.000 euro lordi.

(u gurdu, po’ capiri u dijunu??).

Infatti, la politica che si rintana nei comodi uffici pagati da Noi, per poter mantenere le proprie poltrone, manda la polizia a “trattare” con i lavoratori: non so se avete fatto caso anche voi, ma nelle vertenze non si discute più con la politica, ma a “trattare” con i manifestanti sono i vari poliziotti, che fanno la guardia al bidone della politica; che dire, invece di difendere l’ordine pubblico, l’unica preoccupazione è di difendere questa politica indifendibile!!!!

 

Siamo proprio messi bene!!

 

Ma noi/voi, LSU/LPU, continuiamo con il nostro modo di essere, di lavoratori che forniscono servizi alla popolazione, che poi è l’unico che conosciamo per vivere sereni con noi stessi, quello che ci permette di guardarci allo specchio e vedere persone che ancora hanno stima di se stessi.

 

Perché allora permettiamo a questa politica di essere così accondiscendente verso i meccanismi finanziari e bancari e di salvare così le banche, anziché salvare i nuclei famigliari?

 

Ci stanno massacrando con sacrifici insostenibili, ed il peggio forse ancora non lo abbiamo visto, per che cosa??? Per salvare le BANCHE!!!

 

Per questo non capiamo la scelta di chi sceglie di non scendere in piazza.

 

Tutto questo meccanismo è inconcepibile, ma crediamo che non sia più possibile subire e per questo vi diciamo di uscire fuori dagli uffici e di riprendere insieme la lotta seria ai diritti, perché la manna che scende da sola dal cielo NON esiste.

 

Non crediamo nemmeno ai sit-in di un ora davanti alle prefetture, proteste fatte così da parte di alcuni sindacati solo per lavarsi la coscienza, giusto per poter dire “anche noi abbiamo fatto”: non ci crede più nessuno in questa gente, perché costoro sono parte integrante di questo sistema ed hanno avallato le scelte degli ultimi governi che ci hanno portato in questo stato. In questi anni le loro scelte sindacali ci hanno appioppato un bel colpo basso, di quelli che fanno piegare in due dal male e che vanno a segno totalizzando il massimo dei punti!!!

 

Cari lavoratori, ora ci apprestiamo all’arrivo delle festività natalizie NON sappiamo in quale stato d’animo; noi dell’USB pensiamo che verranno vissute con grande rammarico per le occasioni sfumate e tanta rabbia per quanta energia bisogna sprecare per chiedere un diritto garantito, IL LAVORO: il rammarico, la rabbia, i pensieri ripetuti e ripetitivi, la tensione, diventano tutti, nostro malgrado, protagonisti delle giornate di VOI/NOI lavoratori LSU/LPU, un pensiero fisso strisciante nelle pieghe della vita, e a farne le spese spesso sono le persone a noi più care, quelle più vicine, a cui bisogna portare un “pezzo di pane”.

 

Pochi giorni fa uno di voi, un lsu della provincia di Cosenza, proprio per portare a casa il pane, è morto sul lavoro, come uno dei tanti lavoratori in nero, perché questo siete per lo Stato che vi paga (si fa per dire), lavoratori in nero.

 

Siamo consapevoli, lavoratori, del rischio di essere inghiottiti in un meccanismo assai pericoloso, per cui mai abbassare la guardia ed esortiamo tutti a non lasciare che la nostra vita ed i nostri affetti vengano avvelenati dalle avversità del nostro lavoro, mai.

 

La USB non si arrende, è come sempre a fianco di chi lotta per ottenere il rispetto dei propri diritti e l’eliminazione dei disagi sociali, ma ha bisogno che dietro alle rivendicazioni PIÙ CHE LEGITTIME, ci siano tutti i lavoratori schierati in piazza, con la propria faccia, con la voglia di essere protagonisti del proprio futuro, con il proprio entusiasmo per portare a termine la battaglia!

 

Se capiamo questo, non ci ferma nessuno!

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