LETTERINA DI NATALE DEL FIGLIO DI UN PRECARIO

Catanzaro -

Carissimo Presidente della Repubblica Italiana;

Presidente del Consiglio della Camera dei Deputati;

Ministro dell’Interno ;

Sotto Segretario di Stato,

Capo del Corpo CNVVF ;

Capo Dipartimento CNVVF;

Carissimi Onorevoli della Camera dei Deputati;

Direttori Regionali del CNVVF;

Comandanti Provinciali del CNVVF;

Ai Governatori delle Regioni;

Onorevoli del Consiglio Regionali;

 

mi presento, sono il figlio di uno dei tanti precari dei Vigili del Fuoco che state licenziando e mandando tutti a casa.

Nella notte di Natale vi scrivo dalla mia dolce stanzetta “del nulla”, ove la mia stanca mano vuole portare a conoscenza a tutti quanti voi, che da parecchi anni vedo il mio papà poche volte (poiché è impegnato nelle lotte, per tentare di riprendersi quello che gli avete portato via). Quelle poche volte che i miei occhi lo vedono è perennemente giù di morale, per la poca possibilità che ha di darmi il futuro che merito e che ogni padre dovrebbe essere in grado di regalare ai propri figli, quantomeno una speranza concreta che la vita non è solo fatta di sacrifici ma anche soddisfazioni e di meritocrazia, altrimenti vivere si riduce ad un percorso alternativo alla felicità, un percorso finalizzato all’arrivo della fine.

In questo mondo c’è chi decide, chi deve essere felice e chi deve pagare il prezzo degli errori commessi da terze parti, che non curanti della vita altrui si affannano a rubare quanto più vite possibili.

Abbiamo tutti diritto a soddisfare i nostri bisogni e a mettere in pratica i nostri sogni, senza dover passare le pene dell’inferno per ottenere ciò che ci spetta di diritto.

Mio padre ha scelto il duro e faticoso mestiere del Vigile del Fuoco, come voi avete scelto il vostro, ora perché voi tutti “Rappresentanti dello Stato” gli state negando questa possibilità?

Ai vostri figli portereste via quello che di più caro tiene al mondo? Perché volete fare questo al mio papà e ai tanti papà precari del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco?

Ecco perché oggi ho voluto scrivervi, perché voglio chiedere a voi, che siete stati chiamati a gestire la vita di tutti noi, a voi che potete scegliere se io e gli altri possiamo essere felici, a voi che spesso dimenticate quanta gente spera che un giorno scendendo dal letto prendiate la decisione più giusta.

Non dimenticate mai quanto il vostro compito sia importante per la vita di tutti noi.

Impegnatevi! Sempre! Di più! Poiché voglio un papà felice e fiero del “SUO” mestiere!

                                           Il figlio di un precario VVF licenziato da gennaio 2016

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