Ferrovie della Calabria: di tutto e di più!!!

Cosenza -

Dopo gli scambi di azienda autorizzati a personale dipendente che aveva già maturato i requisiti per il trattamento pensionistico, nel solco delle consolidate tradizioni afferenti l’assenza del minimo criterio di trasparenza amministrativa, siamo arrivati alle assunzioni dirette del personale.

Non bastavano più quelle scandalose operazioni legate a una gestione che continua a negare i diritti contrattuali e di legge ad alcuni dipendenti per accontentare coloro che hanno santi politici e sindacali in paradiso!!!!

Oramai siamo in presenza di una gestione senza freni, si è andati e si continua ad andare oltre.

Sono di questi giorni, almeno per l’USB, le notizie che altre immissione in ruolo siano state concluse nonostante l’art 18 del D.lgs. 122/del 2008 convertito con legge 133/2008 stabilisca per le aziende pubbliche obblighi ben precisi per il reclutamento del personale e per il conferimento di incarichi professionali.

Norme che stabiliscono in modo inequivocabile come devono svolgersi le selezioni, modalità che la società Ferrovie della Calabria ignora grazie anche l’assenso dei sindacati complici i quali continuano ad aspettare tanto da ricordarci l’esilarante imitazioni  del Guzzanti/Prodi fermo lungo i binari di una stazione.

Siamo venuti a conoscenza in questi  giorni che il Cda ha deliberato la nuova struttura apicale dell’azienda, cosa normale, ma stranamente non ne ha fornito copia alla scrivente Organizzazione sindacale, forse allo scopo di nascondere scelte incomprensibili come quella di inserire nella struttura, ovviamente tutto da verificare, un Co.Co.Co. al quale sembrerebbe sia  stata affidata la gestione delle attività manutentive del settore autoservizi.

Va fatta salva, ovviamente, la trasformazione del contratto in lavoratore dipendente, ma sarebbe in contrasto con le norme richiamate e quindi palesemente illegittima.

Di tutto questo è sicuramente responsabile la politica visto che discutiamo di un’azienda di proprietà della Regione Calabria, una politica che utilizza le aziende pubbliche come serbatoio di consenso elettorale e non come strumenti e beni comuni per erogare servizi di pubblica utilità adeguati ai bisogni dei cittadini.

La stessa politica che oggi discute su come ridurre il numero delle municipalizzate o delle partecipate, diventate il simbolo dello sperpero di danaro pubblico, senza domandarsi perché e per demerito di chi questo succede.

Una politica del cambiamento a prescindere che, in modo arrogante e senza nessuna autocritica, propone come unica via la privatizzazione delle aziende che gestiscono servizi essenziali come acqua, trasporti, ambiente ecc.

Tutti beni assolutamente indispensabili per le famiglie che la politica delle riforme regressive, imposte dalla Troika ai governi nazionali che Renzi, il PD e il CDX sostengono convintamente, prova a togliere dalle disponibilità sociali per trasformarli in merce.

Ma questa classe politica non crede che forse sarebbe meglio far gestire le imprese pubbliche a persone capaci, magari selezionate con ferree procedure, invece di affidarne la gestione ai trombati vari o a rampanti portaborse che, per mandato politico, sono “obbligati” dal mandatario a  gestire le imprese con sistemi clientelari?

Succede, inoltre, purtroppo per i lavoratori e per le lavoratrici nonché per i cittadini che utilizzano i servizi, che questi pseudo manager siano supportati in questo modello gestionale anche dalle OO.SS concertative le quali pensano di risolvere i problemi del lavoro e dei diritti con la cogestione e non attraverso il naturale conflitto che resta l’unico strumento a disposizione per le lavoratrici e i lavoratori per migliorare la propria condizione.

Che cosa dicono i “renzini” calabresi sulla gestione delle Ferrovie della Calabria?

Aspettano di utilizzarla nel caso vincessero le prossime elezioni per accontentare qualche amico o portatore di consenso e voti, una volta al governo della Regione come già successo con la giunta Loiero,o si attiveranno per valutare l’attuale gestione ovvero fermare il disastro in atto?

Se cambiamento dovrà essere anche in Calabria, nutriamo molti dubbi a riguardo visto quello che ha combinato come detto il CSX nella passata legislatura, noi speriamo che questo avvenga anche per questa società.

Le scelte e/o le posizioni che la costituente coalizione assumerà nell’oramai indefinita area del CSX su questioni socialmente rilevanti come la gestione dei trasporti e della sanità sono elementi che daranno la giusta misura di come sarà governata in futuro la Calabria e quindi la Ferrovie della Calabria.

In questo momento, visto il silenzio, pensiamo che nulla cambierà. Continueranno le clientele e le gestioni politiche a favore di lobby e salotti buoni.

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