ELETRODOTTI E SALUTE

Cosenza -

Con sincera soddisfazione abbiamo appreso che il portavoce del Comitato “Insieme per la salute” di Montalto Uffugo, Manuele Lupo, è stato ricevuto a Bruxelles dove la commissione Petizioni del Parlamento europeo ha preso in considerazione, mantenendola aperta, la petizione presentata dagli abitanti delle zone attraversate dall’elettrodotto Laino-Rizziconi di proprietà della multinazionale Terna. Peraltro è stata trasmessa copia anche alla commissione Ambiente, «per capire insieme – si legge nella nota ufficiale - com’è meglio procedere».

Da diversi anni, nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni locali asservite agli interessi dei gruppi di potere, gli abitanti dei territori interessati dalla presenza dell’elettrodotto, denunciano i gravi danni arrecati alla salute ed all’ambiente da questa mostruosa infrastruttura che provoca inquinamento elettromagnetico e che nessun beneficio porta alla Calabria, né in termini occupazionali né sul piano del risparmio energetico. Soltanto il coraggio degli attivisti del comitato ha mantenuto viva l’attenzione dei media su questa vicenda, metafora amara di una classe politica che ha svenduto la dignità e la qualità dell’ecosistema in cambio di uno “sviluppo senza gioia”, remunerativo solo per pochissimi.

Riteniamo che un governo sedicente democratico e progressista, abbia il dovere di intervenire su tali problematiche. La vicenda dell’elettrodotto, infatti, non è un caso isolato in provincia di Cosenza. Pensiamo ai veleni dell’azienda tessile Marlane, interrati a Praia; ricordiamo la contaminazione di vaste aree come quella di Settimo di Montalto, intossicata prima dall’inceneritore e poi dalla Legnochimica. Segnaliamo casi come quello delle ferriti di zinco nella piana di Sibari, che al di là dei trionfalismi di qualche Sindaco sono in gran parte sepolte in siti ancora da individuare. Non perdiamo di vista vicende mai chiarite come quella delle sostanze radioattive che alcune procure presumono siano state interrate nell’area di Lattarico. Aspettiamo un pronunciamento di giustizia dalla corte d’Assise di Cosenza che il prossimo 6 marzo emetterà la sentenza sulla valle del fiume Oliva nei pressi di Amantea, dove sono state clandestinamente smaltite sostanze radioattive ed industriali di provenienza dubbia, riconducibili al giallo mai risolto delle navi dei veleni.

Sono tutte gravi e nocive ferite per il nostro territorio, minacce per la salute di centinaia di migliaia di persone, ostacoli alla realizzazione di qualsiasi prospettiva di creazione di nuovi posti di lavoro e redistribuzione della ricchezza.

Riteniamo che il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, debba assumere un’iniziativa di monitoraggio e bonifica di queste aree, nonché di sostegno alle lotte ambientaliste. Se è un governatore, non lasci governare le multinazionali, le ecomafie e i gruppi di potere che continuano a succhiarci il sangue per accaparrarsi le risorse naturali.

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