DIRITTO ALLA CARRIERA: LETTERA APERTA AI LAVORATORI EX LSU-LPU

Lamezia Terme -

Lettera aperta ai lavoratori ex Lsu-Lpu della regione Calabria

Cari colleghi, la situazione di stallo rispetto alle richieste di progressioni economiche e riconoscimento delle professionalità che vi riguardano, ci preoccupano e non poco.

Insieme nel passato anche recente abbiamo ottenuto dei grandi risultati, forse insperati prima.

Così come insieme ad altri lavoratori di altri settori, siamo riusciti più volte a far rispettare dei diritti che venivano quotidianamente calpestati.

Una cosa ha accomunato le tante azioni: la lotta e la partecipazione dei lavoratori.

E’ evidente, infatti, che il nostro modo di fare sindacato non prevede il concetto di delega (che tanti danni ha fatto tra i lavoratori, contribuendo ad allontanarli dalla conoscenza dei problemi e delle soluzioni), ma mette al centro delle iniziative gli stessi lavoratori che devono essere protagonisti del loro futuro.

USB, così come RdB prima, è uno strumento che i lavoratori hanno per ottenere il rispetto dei propri diritti e la conquista di nuovi traguardi, visto che mette a disposizione di tutti le proprie sedi, l’esperienza sindacale e la capacità di organizzare le lotte ed i lavoratori.

Alcuni di voi, dopo aver ottenuto i risultati che ci eravamo prefissati, hanno ritenuto di abbandonarci, ci è dispiaciuto, ovviamente, perché gli iscritti e solo gli iscritti (non abbiamo sponsor di alcun tipo, né vogliamo averne) ci permettono di avere le risorse e la forza per sostenere le ragioni dei lavoratori, ma non ci siamo comunque sentiti usati: noi andiamo avanti in tutti i casi e decisi più che mai a far rispettare i diritti di tutti i lavoratori.

Di contro, non si può non registrare che il nostro peso nei confronti della regione, è diminuito e questo allontana non poco la possibile soluzione dei problemi.

D’altra parte, i danni prodotti dalla delega in bianco lasciata agli altri sindacati, danni che sono sotto gli occhi di tutti, anche perché la famosa concertazione, è servita solo quale merce di scambio per ottenere posizioni di privilegio: nell’accordo del 3 maggio dello scorso anno, sottoscritto dalla Funzione Pubblica e da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e company (solo USB si è rifiutata di firmarlo), viene addirittura lodata la spending review, definita dall’accordo, sottoscritto dalla triplice e accoliti, come un’occasione per modernizzare la pubblica amministrazione: la spending review????? E come si modernizza la P.A., attraverso i licenziamenti e i tagli dei servizi essenziali?

Perché tutto ciò? Perché in cambio ottengono qualcosa. Volete sapere cosa? I lavoratori pubblici che saranno licenziati, potranno essere riammessi nel mondo del lavoro (con la crisi, le aziende che chiudono, milioni di disoccupati e nessuno che assume, vorremmo capire come) dopo un corso di riqualificazione; indovinate da chi saranno tenuti questi corsi? Sì avete indovinato, proprio dai nostri “amici” sindacalisti che ci vendono e incassano.

Per tornare alle vostre vicende dirette (ma anche la spending review ed il comportamento dei sindacati complici sono vicende che vi riguardano), noi dell’USB, come certamente sapete, abbiamo scritto più volte nelle scorse settimane all’assessore Tallini ed al Dirigente Generale Nucara, per avere un incontro dove discutere delle progressioni economiche dei lavoratori Lsu-Lpu (e per far bloccare una procedura concorsuale esterna che scavalca ancora una volta voi lavoratori), ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

A questo punto, solo un’azione di forza potrebbe cambiare le cose: non ci vogliono ricevere? E noi andiamo ad occupare le loro stanze e ci facciamo ricevere per forza.

Crediamo che il diritto alla carriera, così brutalmente negato alla vostra categoria, vada difeso con tutte le forze.

Noi siamo pronti, e voi?

Riteniamo che l’accettazione passiva di ciò che riguarda il nostro futuro sia quanto di peggio possa accaderci.

Possiamo cambiare le cose, ma dobbiamo crederci tutti quanti e tutti insieme.

Aspettiamo vostre risposte (via mail, per telefono, come vi pare) per discutere insieme come alzare il livello di mobilitazione, con la consapevolezza che solo con il “conflitto” potremo ottenere il rispetto dei nostri diritti e le cose che chiediamo.

Per farlo, però, occorre che tutti i lavoratori interessati si dichiarino disponibili a lottare in prima persona assieme a noi, come è già successo nel passato con grandi risultati.

Noi dell’USB siamo un sindacato conflittuale, ma il conflitto non si può praticare attraverso la delega, il conflitto presuppone la partecipazione diretta.

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