Direttore generale e Magnifico rettore mettono il bavaglio alla comunicazione della Mediterranea

Reggio Calabria -

In tempi di Covid-19, con aule chiuse e servizi ridotti, l’informazione è diventata ancora più importante per le università. Dal web, dai social e da tutti i media disponibili, gli studenti hanno trovato comunque il modo per tenersi in contatto e sentirsi parte della comunità accademica. Comunicatori e giornalisti, social manager ed addetti alle relazioni hanno garantito la continuità dell’informazione, limitando i disagi imposti da marzo per il lockdown. In questo contesto, l’assurdità di quanto accade all’Università Mediterranea di Reggio Calabria assume i toni del grottesco.

 

Con i dipendenti in smart working e una marea di problemi da risolvere per chiudere l’anno accademico, svolgere i test ed iniziare il nuovo, il direttore generale della Mediterranea d’intesa con il Rettore, ha pensato di regalare al personale un nuovo assetto organizzativo senza aver redatto il Piano Triennale di Fabbisogno di Personale 2020-2022, senza aver proceduto ad una mappatura delle competenze e senza aver reingegnerizzato i processi.

 

L’ultimo giorno lavorativo, il 31 luglio 2020, è stata pubblicata la nuova riorganizzazione delle strutture dell’università di Reggio Calabria che si è rivelata la cartina di tornasole dell’incapacità gestionale che regna sovrana alla Mediterranea.

 

Ci chiediamo ad esempio qual è la ratio che ha spinto il direttore generale a trasferire personale formato ad hoc dal settore di pertinenza ad altro? Si è forse trattato di una punizione? E a proposito di punizioni… Qual è lo spirito guida che ha suggerito al direttore generale lo smantellamento del settore della Comunicazione, nello specifico Ufficio Stampa Centrale e Ufficio Stampa del Dipartimento di Agraria.

 

Con un solo atto è stato messo il bavaglio a tre giornalisti che hanno la sfortuna di operare in una istituzione repressiva e antidemocratica. A pensarci bene però un piccolo bavaglio ai colleghi giornalisti era già stato messo infatti fin dai tempi in cui era direttore generale l’attuale rettore, che ha censurato la tanto apprezzata rassegna stampa quotidiana.

 

Eppure la Mediterranea è stata tra i primi atenei in Italia a dotarsi sia dell’URP che di Uffici Stampa, in applicazione alla legge 150/2000, scegliendo di formare investendo sul personale interno. È evidente che per la Comunicazione della Mediterranea è stato deciso da anni di operare per la sua demolizione. Uno stillicidio che ha piano piano svuotato attività, limitato autonomia, demansionato e mortificato il personale. 

Così il settore della Comunicazione, con gli Uffici Stampa e l’URP, si è trasformato da cigno a brutto anatroccolo e, dal 1° ottobre, la Mediterranea sarà privata di settori nevralgici e strategici.

 

Ma si rendono conto i censori rettore e direttore generale dell’assurdità di tale scelta addirittura in aperto contrasto con lo stesso Contratto nazionale del Comparto Università che all’art. 59 dispone l’istituzione negli atenei di “Nuovi profili per le attività di comunicazione e informazione”?

 

È legittimo dunque chiedersi chi in futuro gestirà i rapporti con la stampa. Chi organizzerà le conferenze stampa? Chi predisporrà i comunicati stampa? Chi curerà i rapporti con il pubblico? Chi redigerà il Piano annuale della comunicazione? Chi gestirà i social? Chi risponderà alle centinaia di telefonate che attualmente arrivano giornalmente all’URP?

 

Perché privare la comunità accademica di giornalisti professionisti? Si tratta, ancora una volta, di conclamata incapacità gestionale di una governance insicura e dispotica che censura l’informazione?

 

Siamo indignati dal silenzio intorno a questo ennesimo attacco alla libertà di stampa. Siamo angosciati perché in questa istituzione nessuno osa denunciare la questione. Siamo sconcertati dal silenzio di TUTTE le componenti del Consiglio di Amministrazione: personale docente, ricercatore, tecnico-amministrativo, studenti e delle due personalità esterne alla Mediterranea.

 

La USB PI Federazione Calabria unitamente alla CISL Federazione Università e al delegato RSU/USB PI dell’ateneo reggino, esprimono con forza la piena solidarietà nei confronti dei giornalisti dell’Università di Reggio Calabria e auspicano che il sindacato dei giornalisti calabresi faccia sentire forte e chiara la propria voce ai vertici della Mediterranea. 

 

RSU/USB PI - Giuseppe Toscano

p/ USB PI Federazione Calabria - Filippo Luverà

p/ CISL Federazione Università - Consolato Santacaterina

 

 

Questo sito usa i cookie

Questo sito usa cookie tecnici e cookie per effettuare statistiche sulla navigazione. Procedendo nella navigazione accetti implicitamente l'uso dei cookie. In alternativa puoi selezionare una delle opzioni qui sotto. I cookie tecnici saranno utilizzati in ogni caso.