Cgil e Cisl, ANZICHÉ DIFENDERE I LAVORATORI, PROVANO AD INTIMIDIRLI!

Lamezia Terme -

In stile intimidatorio e citando a sproposito normative, come l’A.C.N.Q., alcune organizzazioni sindacali cercano di spaventare e fare indebite pressioni sui lavoratori, che li hanno emarginati nelle ultime elezioni RSU, sulle stesse RSU e sui dirigenti regionali.

Un giorno forse queste organizzazioni capiranno che le RSU, elette democraticamente dai lavoratori, rispondono solo a questi ultimi e non certo alle segreterie dei sindacati, i quali hanno provato in tutti i modi (cercando di farlo, inutilmente, tuttora) a condizionarne la regolarità della loro funzione, come dimostrano le indicazioni di boicottaggio prima e la delirante nota che adesso è pervenuta, ad opera di due organizzazioni sindacali uscite pesantemente sconfitte dalle elezioni RSU, nelle quali i lavoratori, come detto, hanno decisamente preferito dare un segnale di profondo cambiamento dando fiducia ai rappresentanti di organizzazioni come la USB.

Non rassegnandosi all’idea che le RSU elette possano continuare a svolgere la loro autonoma funzione di difesa dei diritti e degli interessi dei lavoratori, scevre dai condizionamenti dei sindacati, hanno pensato bene di cercare di intorbidire le acque con diffide e, implicitamente, minacce piuttosto gravi.

Infatti attraverso una nota inviata al Presidente della Giunta regionale, ai dirigenti vari della regione e addirittura alla Procura della Repubblica, alla Guardia di Finanza ed alla Corte dei Conti (peccato che, per distrazione probabilmente, abbiano dimenticato la Commissione Antimafia, il Presidente della Repubblica, il Presidente della Commissione Europea e, perché no, anche il Segretario Generale dell’Onu), invitano a non convocare più le RSU!!!!!!

Senza voler scendere al livello davvero basso toccato nella nota, è il caso di soffermarsisolo sulle questioni da loro toccate.

L’elezione delle RSU decisa direttamente dai lavoratori, è stata ratificata e certificata dall’Aran, per cui gli eletti sono legittimati ad esercitare la propria funzione.

Come dovrebbe essere, poi, ben noto, agli estensori della nota, fin quando le RSU non provvederanno, se lo riterranno, ad emanare il nuovo regolamento interno o ad emendarlo, continua a vigere quello precedente.

E’ il regolamento vigente (ratificato, è il caso di ricordarlo, dalle RSU uscenti dove le due organizzazioni erano molto ben rappresentate) e non una invenzione estemporanea di qualcuno, quindi, a prevedere che, nel caso di reiterata assenza di membri della RSU, questi siano dichiarati decaduti, cosa che coerentemente, questa RSU ha giustamente fatto

Non di dimissioni, dunque, si tratta come pretestuosamente accennato dagli estensori della nota, bensì di sostituzioni decise nell’ambito del regolamento.

Qualora il Presidente della Giunta, o in sua vece i dirigenti delegati a farlo, non convocassero nelle riunioni la RSU legittimamente eletta, commetterebbero, in quel caso sì, un grave arbitrio, da  denunciare agli organi giudiziari competenti. Per cui davvero non comprendiamo come si possa istigare il Presidente della Giunta regionale, informando nel contempo anche organi giudiziari, a commettere illeciti che si verificherebbero se le RSU non fossero convocate, come queste OO.SS. chiedono!!!!

Appare poi quantomeno bizzarro che, per contestare un verbale del 21 settembre, venga citata e presa in esame, una delibera successiva, cioè del 24 settembre; ancora una volta, dunque, è pretestuoso e privo di riferimenti giuridici, mettere in discussione la validità di quanto deliberato dalle RSU nella seduta del 21 settembre, la cui efficacia non può, ovviamente, essere vanificata da una delibera successiva.

Per quanto attiene, infine, al monte ore di permessi spettanti alle RSU, ci piacerebbe davvero riuscire a comprendere dove sia il problema, visto che nella stessa nota (anche se in un inciso non evidenziato in grassetto, forse per provare a camuffarlo), viene riportato quanto previsto in materia, nell’accordo del ’98 e cioè che “il monte ore permessi viene gestito autonomamente dalle RSU”; in più, si omette di scrivere che gli stessi delegati RSU, non devono essere autorizzati a fruire dei permessi (entro i limiti concessi), ma devono limitarsi a comunicarlo per tempo all’amministrazione di appartenenza”, per cui è davvero una ingerenza intollerabile che OO.SS., pretendano di poter intervenire sull’argomento.

Certo, poi, che se OO.SS., anziché muoversi nell’ambito della tutela dei diritti sindacali, si mettono a discutere su come limitarli questi diritti (come se non ci pensassero già abbastanza i governi e le amministrazioni), si comprende perché i lavoratori del pubblico impiego si trovino in questo stato.

In tutti i casi, pensiamo che sinora non sia stata assolutamente messa in discussione la razionale distribuzione delle risorse, in quanto se quelle RSU, anziché boicottare continuamente le riunioni, si fossero presentate, avrebbero fruito anch’esse dei permessi.

In conclusione non possiamo non rilevare come, in mancanza di argomentazioni valide ed in mancanza della volontà diporre in essere azioni idonee alla difesa dei lavoratori, queste organizzazioni sindacali provino a “buttare tutto in caciara”, cercando di riemergere dal ghetto nel quale i lavoratori le hanno giustamente collocate.

I lavoratori hanno bisogno di essere tutelati, non di chiacchiere, per cui noi della USB, riteniamo, invece, come abbiamo sempre fatto, che le RSU abbiano un proprio ruolo specifico, diverso da quello dei sindacati, per cui noi non dobbiamo e non vogliamo intervenire, se non per ribadire e difendere la loro autonomia.