CALABRIA: LA REGIONE ASSUME DALL'ESTERNO E TRASCURA I PROPRI LAVORATORI

Catanzaro -

La regione Calabria non cessa di stupire assumendo, con scorciatoie ed espedienti, nuovo personale, ma continuando, nel contempo, ad ignorare e penalizzare i propri dipendenti.

Noi però non smettiamo di indignarci e di denunciare tutto ciò.

Non è davvero più tollerabile continuare a mortificare i lavoratori della regione colpiti da una indifferenza da parte dei vertici, che dura ormai da anni: 100 giovani laureati due anni fa, 28 precari della struttura Audit a partire al prossimo 1° dicembre, oltre a numerosi lavoratori che sono singolarmente transitati nei ruoli della regione, tutti assunti con alte qualifiche professionali. La motivazione è sempre la stessa, carenza di personale nell’area direttiva!

Eppure nel 2008 per circa 350 lavoratori laureati e diplomati, inquadrati da precari nelle aree D e C, la sorte è stata ben diversa: infatti, assunti finalmente a tempo indeterminato dopo innumerevoli vicissitudini, sono stati incredibilmente inquadrati non nelle loro qualifiche, bensì tutti nella qualifica iniziale “B1”, cioè come commessi e parliamo, è bene ricordarlo, di architetti, ingegneri, laureati in varie discipline e diplomati!!!!

Le professionalità acquisite con gli studi e con l’esperienza professionale maturata, messa in un cassetto senza alcun riguardo, così come avviene per tanti altri lavoratori della regione che potrebbero facilmente ricoprire quegli incarichi.

Ma se c’è carenza nelle aree superiori, perché assumere personale dall’esterno, anziché utilizzare le tante professionalità già presenti nell’organico?

Verrebbe da pensare che, in occasione delle scadenze elettorali, si accentui la tendenza ad assumere atteggiamenti clientelari; inoltre, è più comodo utilizzare e sfruttare questi 350 lavoratori impegnandoli in mansioni più importanti, pagandoli però come B1.

Riteniamo, però, che sia giunta l’ora di far smettere questo scempio di assunzioni quanto meno sospette e, nel contempo, di ridare dignità ai lavoratori già in organico nella regione.

Alla nuova giunta che guiderà la Calabria, chiediamo sin d’ora l’attivazione di uno specifico tavolo tecnico tra la USB e la Regione, per l’individuazione degli strumenti per il riconoscimento delle professionalità già presenti all’interno dell’organico.

La nostra pazienza e quella di tutti i lavoratori della regione Calabria è davvero terminata, c’è molta rabbia e chi si appresta a guidare la nuova giunta, con questa rabbia dovrà fare i conti.