Calabria: i lavoratori del trasporto pubblico incrociano le braccia

I LAVORATORI DELLA "FERROVIE DELLA CALABRIA" BLOCCANO IL SERVIZIO SU TUTTA LA REGIONE

Cosenza -

A distanza di un anno esatto della sottoscrizione di un Accordo del 26 ottobre 2012, definito storico forse perché ha innescato la retromarcia facendoci tornare indietro di 50 anni; che ha cambiato in modo radicale la parte normativa riguardante l’orario di lavoro e i criteri per la formulazione dei turni di servizio; che ha ridotto il salario aziendale mediamente di 300 € che ha introdotto nuove flessibilità anche in deroga ai CCNL; che ha lasciato senza lavoro circa 100 colleghi; le lavoratrici e i lavoratori hanno deciso che è giunto il momento di chiudere, in modo definitivo, la crisi della loro azienda e dicono ADESSO BASTA alle prese in giro e alle false promesse fatte dalla Regione Calabria, dal management aziendale e dal sindacato trattante sottoscrittore dell’accordo richiamato.

 

Un accordo quindi, che ha causato danni irreparabili e svenduto conquiste salariali e diritti conquistati con anni di dure lotte e che sembra possa ancora incidere pesantemente sulle condizioni salariali e di lavoro a causa anche della maldestra interpretazione dell’azienda a cui il sindacato trattante non riesce ad opporsi e che non ha risolto la questione economica dell’azienda nonostante le laconiche dichiarazioni aziendali dove si afferma che i costi sono in linea con le risorse disponibili.

 

L’unica certezza e che si è ancora in attesa della quattordicesima mensilità di Luglio, del salario di Agosto, del rimborso Irpef, degli arretrati delle competenze accessorie dell’anno 2011, in media a oltre 3.000 € a dipendente; che l’azienda non versa oramai da circa due anni le quote associative ai fondi integrativi e ai fondi pensione, alle assicurazioni, alle finanziari alle banche che per questa ragione hanno anche bloccato i conti correnti negando anche la possibilità del credito.


Una situazione grave alla quale le lavoratrici e i lavoratori hanno deciso di dire basta mentre il sindacato trattante e la Regione Calabria, che avevano garantito la soluzione del problema, si sono letteralmente dileguati abbandonando il campo se non comparire e dire che si sta lavorando “alacremente” alla soluzione del problema.


Un sindacato trattante che si è sottratto alla crisi aziendale scaricandola solo sui lavoratori, conservando i suoi privilegi, l’azienda gli regala oltre 4.000 giornate di permessi sindacali e riconosce a chi è in ps la NIP (Nuova Indennità di Presenza) pari a 3,50 € giornalieri con un costo di oltre 650.000,00 € annui, nonostante i loro accordi di merito sottoscritti in sede nazionale; che continua nelle malversazioni allo scopo di privilegiare i propri iscritti in caso di nomine, trasferimenti ecc..


Nel frattempo la Regione Calabria resta immobile, ritarda a erogare i 120 MLN di € già stanziati per la copertura dei debiti contratti nei confronti delle FdC e per il risanamento delle infrastrutture. Risorse fondamentali per superare questa delicatissima fase in attesa dei 20 MLN stanziati dal Governo nazionale allo scopo di favorirne il trasferimento alla Regione Calabria della società.


Alle lavoratrici e i lavoratori hanno deciso e dicono ADESSO BASTA. Da parte nostra, come sempre, non mancherà il nostro sostegno. Il Trasporto Pubblico Locale e le società a capitale pubblico come le FdC, ambedue beni comuni, devono essere difese a ogni costo al fine di garantire dignità alle maestranze, occupazione e diritti e ai cittadini il diritto sociale della mobilità.


Insieme quindi, cittadini, associazioni e lavoratrici e lavoratore del TPL possono vincere questa importante battaglia contro le privatizzazioni dei diritti e dei beni comuni.

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