ASSUNTI DAVVERO

SCIOPERO

Lamezia Terme -

A TUTTI I LAVORATORI

SOCIALMENTE UTILI

E DI PUBBLICA UTILITA’

della Calabria

 

OGGETTO: SCIOPERO NAZIONALE DEL 6 OTTOBRE 2006 - ROMA

 

Per sostenere la proposta di legge presentata dai senatori Salvi, Bulgarelli e Ribaldi, che prevede l’assunzione di tutti i precari della Pubblica Amministrazione (di cui si allega un sunto), la RdB Cub ha indetto lo Sciopero Nazionale per giorno 6 Ottobre 2006 a Roma.

Si invitano, pertanto, tutti gli LSU ed LPU della Calabria che non si accontentano delle continue soluzioni tampone e che lottano per vedere riconosciuti i propri diritti di LAVORATORI, a partecipare in massa.

A tal proposito, si comunica che la Federazione Regionale Rdb Cub organizzerà dei pullman per consentire la partecipazione di tutti i lavoratori.

Sarebbe opportuno che, ogni delegato o chi per lui, nel proprio Ente di appartenenza, si assuma l’impegno di raccogliere i nominativi (con i relativi recapiti telefonici) di quanti decideranno di essere presenti in occasione dello sciopero.

 

 

 

Per ogni ulteriore informazione contattare i rappresentanti:

• Antonio Fragiacomo – cell. 347 1137546

• Antonella Moraca – cell. 349 1753637

• Gaetano Grande – cell. 339 1349322

• Ginevra Rizzuto – cell. 328 6596559

 

PROPOSTA DI LEGGE

ASSUNTI DAVVERO.

 

Proponiamo una legge per la :

“Stabilizzazione, attraverso la stipula di contratti a tempo indeterminato, delle lavoratrici e dei lavoratori con contratto di lavoro atipico, assegni di ricerca o similari, LSU e dipendenti delle ditte e cooperative appaltatrici dei servizi pubblici, operanti nelle pubbliche amministrazioni” .

 

Quello del precariato è un problema reale, che coinvolge milioni di lavoratori pubblici e privati per i quali quella della precarietà è una condizione materiale con la quale si confrontano e scontrano quotidianamente e non nei salotti più o meno buoni della televisione e della politica.

I dati ufficiali e statistici, frutto di numerose indagini condotte in questi anni, lasciano pochi dubbi e fanno emergere che i lavoratori precari in Italia sono oltre 2,5 milioni.

In realtà l’enorme diffusione di forme di lavoro precario si giustifica soprattutto con l’esigenza datoriale di rendere ricattabile e altamente produttivo il lavoratore riducendo al minimo le garanzie e i diritti. Questa è la logica che sottostà al lavoro precario e che, nascosta dagli stessi governi di centro sinistra e dai sindacati concertativi con la promessa di una crescita di occupazione e non dimostrata nei fatti, con il tempo è stata messa a nudo: far ricadere sui lavoratori il costo della competitività e dei parametri di Maastricht. La larga e sistematica diffusione di queste forme di lavoro ha evidenziato la contraddizione insita rispetto alle legittime aspettative di vita stabile dei lavoratori precari e la non incidenza di questa operazione di scaricamento delle difficoltà sui lavoratori con le attese di maggiore e buona occupazione largamente diffuse, soprattutto al sud.

Contratti atipici e a termine non sono solo il presente del settore privato ma hanno negli ultimi anni caratterizzato la forma privilegiata, se non esclusiva, di accesso al lavoro pubblico e il lavoratori precari nella pubblica amministrazione negli ultimi cinque anni, aggiungendosi ai LSU precari cronici più che storici, rappresentano una realtà consolidata e in crescita continua.

A nostro avviso, l’attuale situazione di precariato diffuso anche nella P.A., come gli stessi dati ufficiali (Istat e Conto Economico) attestano, si è creata per una precisa volontà politica volta non a rendere più efficiente ed economica la Pubblica Amministrazione ma solo più ricattabile la forza lavoro e a spostare ingenti risorse pubbliche verso il capitale privato.

Precarietà, stretta sul personale e esternalizzazioni sono i tre cardini su cui si sta riorganizzando il sistema dei servizi pubblici e del pubblico impiego, con conseguenze che vanno ben al di là di ogni pudore di risparmio di spesa poiché si traducono semplicemente in una riduzione della quantità e qualità dei pubblici servizi e dello Stato sociale che si accompagna a un forte attacco a un pezzo significativo e trainante del mondo del lavoro in Italia.

In tal modo si realizza il consolidamento della logica della precarizzazione, flessibilizzazione del mondo del lavoro, accompagnata alla riduzione del potere di acquisto dei salari e a rinnovi contrattuali sempre più al ribasso in termini economici e di diritti dei lavoratori, che fa da contraltare all’aumento delle rendite dei capitali finanziari e delle grandi holding dei servizi.

E’ possibile partire dal pubblico impiego, come laboratorio sperimentale della precarietà e punta più alta dell’attacco al diritto al lavoro buono e garantito, per una ripresa di protagonismo dei Lavoratori per la riconquista di diritti, dignità e salario.

Inoltre, c’è la necessità di unificare e consolidare le vertenze per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro nel pubblico impiego che possa esprimersi in un movimento reale e nazionale per proporre e ottenere dal nuovo Governo l’approvazione di una legge che dia risposte concrete e definitive per far uscire dalla precarietà le centinaia di migliaia di lavoratori precari e esternalizzati e segnare una radicale inversione di tendenza rispetto alle politiche messe in atto dai Governi precedenti.

Come Rappresentanze Sindacali di Base riteniamo che proprio dalla punta di diamante del lavoro precario pubblico si possa con questa proposta di legge di sanatoria generalizzata e assunzione programmata nelle pubbliche amministrazioni rimettere radicalmente in discussione il ricorso al lavoro precario nella Pubblica Amministrazione e i processi di esternalizzazione dei servizi pubblici, per un ritorno al ruolo occupatore e moderatore dello Stato e della pubblica amministrazione nel mercato del lavoro senza che questo debba voler dire assistenzialismo ma, anzi, difesa dei diritti dei Lavoratori, del ruolo del servizio pubblico, moderazione sia dei costi che delle tariffe e maggiore qualità del servizio all’utenza.

 

La proposta di Legge contenuta in questo libricino è il frutto dell’analisi e del lavoro “sul campo” della Federazione Nazionale delle Rappresentanze Sindacali di Base e del Centro studi Cestes-Proteo.

 

 

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