20 luglio Genova – 19 luglio Catanzaro: il lavaggio delle coscienze!

La destra italiana che si assolve sui fatti di Genova con se stessa!

Catanzaro -

Pur vivendo in un’epoca in cui il relativismo la fa da padrona, in certi casi c’è ancora una linea che separa nettamente ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, quello che è decente da quello che non lo è, ma anche la vita dalla morte.

Nel nostro caso specifico, purtroppo, questa linea è ben evidente ed è idealmente costituita dai cadaveri di Carlo Giuliani, di Davide Bifolco, di Gabriele Sandri, Riccardo Magherini, Federico Aldrovandi e tutti i (purtroppo) numerosi loro emuli, e che poi prosegue alimentata dal sangue del carcere di Santa Maria Capua Vetere e dalla vergogna della caserma “Levante” di Piacenza che tutt’ora serve a distinguere senza se e senza ma due diversi approcci alla vita: da un lato chi reputa più importante una vetrina rotta dalla vita di un ragazzo -e dall’altro chi continua insistentemente a cercare la verità.

Se si provasse a vedere al giorno d’oggi senza i paraocchi del pregiudizio le rivendicazioni di quei giovani e meno giovani che scesero in piazza, ci si renderebbe conto di come tante delle storture attuali (dall’aumento delle diseguaglianze alla delocalizzazione selvaggia, dall’attacco al welfare alla catastrofe climatica) fossero già ampiamente profetizzate.

Nonostante siano passati vent’anni dalle giornate del G8 genovese, il ricordo è impresso nelle menti di tutti i settori dell’opinione pubblica, evidentemente anche negli autori materiali di quella mattanza che in barba agli scandali che li vedono coinvolti con una cadenza tanto regolare quanto inquietante in ogni angolo del paese, provano a rifarsi una verginità stravolgendo la storia e le brutali violenze di quelle giornate che, vale la pena ricordare anche Amnesty international ha definito la più grande sospensione dei diritti democratici in Europa dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Non è un caso che dopo quelle atroci giornate in diversi paesi, come la Germania, siano stati istituiti dei corsi preparatori per le forze dell’ordine prima di scendere in piazza, proprio per evitare di comportarsi come i loro colleghi italiani.

Infatti a Genova in quei giorni dalle questure di Genova entrava ed usciva solo la feccia delinquenziale del nostro paese, per organizzare i pestaggi.

Probabilmente è vivo anche nei ricordi dei loro mandanti, quel ceto politico che verrà “degnamente” rappresentato anche nella nostra terra lunedì, ( OGGI)  da un presidente facente funzioni che ha costantemente ricoperto di vergogna la nostra regione, tra comportamenti flokloristici e una gestione fallimentare della pandemia e il nome forte e “cool” della destra calabrese, oggi all’opposizione al governo nazionale (non si sa se per calcolo politico o per reale convinzione) dopo aver mutuato diverse parole d’ordine dei manifestanti di Genova 2001, mentre venivano puntualmente massacrati da coloro con cui si ritroverà a questo squallido gran galà. Del resto, come abbiamo potuto vedere nel corso di questi mesi, il loro rispetto per la vita è tale dal non fermarsi neanche di fronte alla più becera strumentalizzazione del Placanica, utile in campagna elettorale per serrare i ranghi dei segmenti reazionari durante la campagna elettorale, salvo essere ributtato nel dimenticatoio quando non serve più, cercando ovviamente di far passare in sordina le sue dichiarazioni postume su cui gettava più di qualche ombra - per usare un eufemismo - sulla ricostruzione ufficiale di quelle giornate, ovviamente mai approfondite e subito silenziate.

È per questo e per molto altro ancora che riteniamo la kermesse del 19 di tutta la destra calabrese sia l’ennesima solfa di un’orchestra stonata che sola se la canta e sola se la suona, oltre che uno squallido teatrino elettorale.

Una provocazione troppo grande per la nostra città e la nostra regione, già messe a dura a prova dalla tracotanza della sua classe dirigente in questi mesi e pertanto non è ai soli addetti ai lavori che ci rivolgiamo, ma a tutti quei pezzi di società che non possono accettare che la verità venga scritta coi manganelli e che l’ultimo reale tentativo di costruire un altro mondo migliore rispetto a quello degli Spirli’, dei governi, di Confindustria e del revanscismo fascista, diventi oggetto di dileggio in questo happening da parte di chi non sa che farsene della democrazia e dei diritti umani e di chiedere a gran voce che le presunte motivazioni dei carnefici di Genova e di chi li difende tutt’ora abbiano prima o poi la possibilità di avere un contraddittorio.

La linea che divide questi due universi concettuali è marcata e bisogna scegliere da che parte stare, prima che riscrivano il passato e ci facciano amare i nostri carnefici.

 

Firmato: USB , collettivo Catanzaro, collettivo ci siamo rotte i tabù Catanzaro, Calabria Resistente solidale ,

rifondazione comunista Calabria, potere al popolo Calabria.

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