<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
    <rss version="2.0"
         xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
         xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
        <channel>
            <title>Rss Feed calabria.usb.it</title>
            <link>https://calabria.usb.it/</link>
            <description>Le ultime notizie di calabria.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 16:29:40 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 16:29:40 +0200</lastBuildDate>
            
            <atom:link href="https://calabria.usb.it/rss.feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
            <generator>TYPO3 News extension</generator>
            
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156407</guid>
                        <pubDate>Thu, 20 Aug 2026 15:25:06 +0200</pubDate>
                        <title>Porto di Gioia Tauro: sei movimenti al minuto per l’azienda sono un record. Quando il mezzo si ribalta, la colpa diventa dell’operaio</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/porto-di-gioia-tauro-sei-movimenti-al-minuto-per-lazienda-sono-un-record-quando-il-mezzo-si-ribalta-la-colpa-diventa-delloperaio-1527.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 27 maggio uno straddle carrier si è ribaltato sulla banchina del porto di Gioia Tauro. Alessandro Cortese ha riportato tredici fratture vertebrali: terapia intensiva, sette giorni in neurochirurgia, a quasi tre mesi è ancora immobilizzato a casa. Ed è li che ha ricevuto il licenziamento per giusta causa inflitto dalla Medcenter Container Terminal.</p>
<p>Il caso di Alessandro purtroppo non è isolato: sono diverse le lettere di licenziamento arrivate ad altri lavoratori del terminal, prima e dopo di lui, e diversi i contenziosi già davanti al giudice. Quando i licenziamenti si ripetono così, la narrazione dell'errore individuale funziona da paravento.</p>
<p>Nella contestazione si parla di condotta &quot;abnorme ed eccentrica&quot;, riferita alla velocità al momento dell'incidente. Eccentrica rispetto a cosa? Nel maggio dello scorso anno MCT annunciava con orgoglio il proprio record: 9.200 movimenti in 24 ore su tutto il terminal, un container preso o posato ogni nove secondi senza mai fermarsi. E il 2025 si è chiuso con 4.490.566 TEU, +14%, presentato come record storico dello scalo.</p>
<p>Chi decide i ritmi della banchina? Li fissano il piano di lavoro, le finestre di ormeggio, gli impegni con gli armatori. Il lavoratore li subisce, e le contestazioni disciplinari che in quel terminal colpiscono chi resta sotto la media oraria lo dimostrano. Se la media bassa è materia disciplinare, allora la velocità la decide l'azienda. Quando poi quella velocità produce un mezzo rovesciato e tredici fratture, il record sparisce e la responsabilità diventa individuale.</p>
<p>Quei ritmi si accumulano sui corpi. Il 7 maggio abbiamo portato centinaia di portuali davanti al Ministero del Lavoro per chiedere il riconoscimento del lavoro portuale come attività usurante ai fini pensionistici, e il Ministero ha accolto la richiesta di un tavolo tecnico in tempi brevi. Tre mesi e mezzo dopo, quel tavolo non è stato ancora convocato.</p>
<p>C'è poi la formazione: quattordici ore di teoria, un attestato di frequenza, addestramento pratico mai completato, per un lavoratore assunto a febbraio senza esperienza specifica. L'addestramento sul campo è un obbligo dell'azienda. Se quattordici ore sono lo standard del terminal, la questione riguarda ogni operatore che monta in banchina.</p>
<p>E c'è il contratto a termine, in scadenza a febbraio 2027: chi ha una data di scadenza sulla testa difficilmente rallenta o dice che quel mezzo non lo sa ancora condurre. Se poi si fa male, il licenziamento arriva due mesi dopo, per fatti noti all'azienda fin dal giorno successivo.</p>
<p>Dal 27 maggio a oggi nessuno, tra chi in porto ha titolo per farlo, ha chiesto una verifica pubblica sui ritmi e sulla formazione, né conto di quante lettere di licenziamento siano uscite da quel terminal. Chi sceglie di tacere davanti a tredici fratture vertebrali ne risponderà ai portuali, non a noi.</p>
<p>Come USB Calabria e Or.S.A. Mari e Porti chiediamo la revoca del licenziamento e il reintegro di Alessandro, un tavolo urgente in Autorità Portuale su ritmi e addestramento, la convocazione del comitato di igiene e sicurezza, le verifiche di Ispettorato del Lavoro e ASP su tempi di ciclo, turni e registri di addestramento. Chiediamo che MCT renda pubblici i dati degli ultimi cinque anni su infortuni, licenziamenti e provvedimenti disciplinari verso lavoratori infortunati, e che il Ministero convochi finalmente il tavolo promesso a maggio.</p>
<p>Alessandro non resterà solo, seguiremo la sua vertenza in ogni sede, insieme a quelle degli altri lavoratori cacciati da quel terminal. Perché finché un container ogni nove secondi resta un vanto aziendale e tredici fratture vertebrali una responsabilità individuale, su quella banchina il conto lo pagherà sempre chi ci lavora.</p>
<p><em><em><strong>Or.S.A. Mari e Porti<br /> USB Calabria</strong></em></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/_processed_/6/6/csm_incidente_GT_5f4cec386f.jpg" length="263717" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156406</guid>
                        <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 14:56:00 +0200</pubDate>
                        <title>Hitachi Rail Reggio Calabria: dentro l&#039;appalto si lavora con la paura</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/hitachi-rail-reggio-calabria-dentro-lappalto-si-lavora-con-la-paura-1500.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto segnalazioni da lavoratori dell'indotto dello stabilimento Hitachi Rail di via Calamizzi. Lavoratori che ci hanno chiesto di restare anonimi. È un dato che racconta più di ogni altra cosa il clima che si respira dentro quella fabbrica.<br /> Si sono rivolti a noi perché abbiamo più volte denunciato pubblicamente i loro problemi. Nel febbraio 2025 abbiamo posto pubblicamente una questione che continuiamo a ritenere inaccettabile: ai lavoratori del magazzino, impiegati in subappalto attraverso Phoenix Logistic per conto dell'appaltatrice ISS Palumbo, viene applicato il CCNL Logistica, mentre ai dipendenti diretti si applica il CCNL Metalmeccanici, con trattamenti diversi a fronte di attività almeno in parte sovrapponibili. Abbiamo chiesto l'internalizzazione del servizio ricordando un dato che dovrebbe bastare da solo: quello di Reggio Calabria è l'unico magazzino che Hitachi Rail tiene esternalizzato in Italia.<br /> Dentro quel subappalto abbiamo trovato lavoratori inquadrati sotto le mansioni che svolgevano davvero. Al nostro delegato Nicola Giarmoleo era stato messo davanti un accordo conciliativo al ribasso. Non l'ha firmato, si è iscritto a USB, e insieme abbiamo portato la questione all'Ispettorato del Lavoro. Da quel momento è cominciato il travaglio fatto di richiami disciplinari che riteniamo pretestuosi ed esclusione sistematica dagli straordinari.<br /> Poi il licenziamento, per un'assenza a una visita fiscale durante la malattia. Sul piano formale quel licenziamento reggeva, e per questo non lo abbiamo impugnato. Restiamo però convinti che a un lavoratore qualunque, nella stessa identica situazione, quel provvedimento non sarebbe stato applicato. Nicola non era un lavoratore qualunque: aveva rifiutato un accordo al ribasso e aveva portato l'azienda davanti all'Ispettorato.<br /> E l'Ispettorato, a indagine chiusa, gli ha dato ragione. Ha accertato che svolgeva mansioni superiori non solo rispetto al livello di partenza, ma anche rispetto a quello che gli era stato assegnato con l'accordo che aveva rifiutato. Il posto però lo aveva già perso. Dentro un appalto si può avere ragione, avercela per iscritto, e restare comunque fuori. Chi ci scrive oggi chiedendo l'anonimato ha visto succedere esattamente questo.<br /> Poco più di due mesi fa un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia ha aperto uno squarcio sul sistema delle assunzioni nell'indotto reggino. Hitachi Rail non è coinvolta nell'indagine e gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva. Ma quell'inchiesta obbliga tutti a guardare un meccanismo che va oltre le responsabilità individuali. Quando il lavoro viene frammentato lungo catene di appalti e subappalti, il posto di lavoro smette di essere un diritto e diventa qualcosa che qualcuno può promettere, concedere o togliere. È lì che nasce il ricatto, prima e indipendentemente da ogni vicenda giudiziaria.<br /> Un grande gruppo industriale che costruisce treni e metropolitane per mezza Europa, con commesse in larga parte pubbliche, non può reggere il proprio modello produttivo sulla divisione tra lavoratori di serie A e lavoratori di serie B dentro lo stesso capannone. Ci viene segnalato che l'appalto in scadenza il 30 settembre sarebbe stato rinnovato per altri due anni. Se è così, sono altri due anni di doppio binario contrattuale a Reggio Calabria, mentre in tutti gli altri stabilimenti Hitachi Rail ha scelto la strada opposta.<br /> Per noi la questione resta quella di sempre: stesso lavoro, stessi diritti. Non ci aspettiamo che a rispondere sia l'azienda. Ci rivolgiamo ai lavoratori dell'indotto, a quelli inquadrati sotto le mansioni che svolgono davvero, a quelli a cui i permessi vengono concessi come favori, a quelli a cui è stato messo davanti un accordo da firmare senza confronto. Le buste paga si controllano una per una, le mansioni effettivamente svolte si ricostruiscono, le differenze retributive arretrate si recuperano, e per farlo esistono strumenti che funzionano anche senza esporsi in fabbrica. Nessuno deve fare l'eroe, ma nessuno è obbligato a lavorare nella paura.<br /> Chi vuole confrontarsi con noi può farlo anche singolarmente e in forma riservata: le porte della nostra sede di Via Nino Bixio sono sempre aperte.<br /> Un lavoratore solo può essere ricattato. I lavoratori organizzati possono cambiare le cose.</p>
<p><em><strong>USB Lavoro Privato - Reggio Calabria</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/Hitachi_01.jpg" length="390447" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156312</guid>
                        <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 10:46:14 +0200</pubDate>
                        <title>TPL Calabria, USB: esclusa dal confronto sulla Riforma mentre la Regione prepara il territorio e terreno al mercato</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/tpl-calabria-usb-esclusa-dal-confronto-sulla-riforma-mentre-la-regione-prepara-il-territorio-e-terreno-al-mercato-1049.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale denuncia il metodo opaco e discriminatorio con cui la Regione Calabria sta gestendo l'esame della proposta di legge sul nuovo TPL regionale.<br /> <br /> La Quarta Commissione del Consiglio regionale ha convocato per il 3&nbsp;agosto&nbsp;istituzioni, associazioni, aziende e sindacati di settore, escludendo USB, organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa e presente anche presso il CNEL. Pochi giorni dopo la stessa Commissione ha invitato separatamente una sigla di rilevanza solo territoriale.<br /> <br /> «Non contestiamo il diritto di altre sigle a esprimersi — dichiara USB — ma il criterio con cui la Regione sceglie i propri interlocutori: quando gli inviti sono discrezionali, il confronto istituzionale rischia di ridursi a pratica di &quot;amichettismo&quot; politico-sindacale». Un'eventuale convocazione tardiva, aggiunge USB, non sanerebbe il metodo scorretto già adottato.<br /> <br /> Anche i tempi sono indicativi: presentata il 17 luglio, la proposta è stata calendarizzata in audizione appena 17 giorni dopo, a fronte di un dossier di migliaia di pagine.<br /> <br /> Nel merito, la legge istituisce AMCAL, agenzia pubblica a cui vengono accentrati programmazione, gare e controllo dei servizi. Ma dietro la veste pubblica, denuncia USB, si profila un impianto di partenariato pubblico-privato, finanza di progetto e apertura al libero mercato: la Regione programma e controlla, mentre l'esercizio dei servizi passa ai privati, con il rischio che i costi ricadano su lavoratori e qualità del servizio.<br /> <br /> Il quadro finanziario aggrava la situazione: il Governo prevede di trasformare il Fondo nazionale TPL in compartecipazione IRPEF, con una possibile decurtazione di circa 240 milioni. La proposta calabrese, tuttavia, continua a fondarsi su quello stesso Fondo e su soli 38,6 milioni annui di risorse regionali autonome per 2027-2028, senza nuovi stanziamenti a copertura del rischio. Il testo subordina persino i livelli ottimali del servizio alla &quot;compatibilità con le disponibilità di bilancio&quot;.<br /> <br /> «L'apertura al mercato non è una soluzione — conclude USB — ma il meccanismo attraverso cui la scarsità di risorse si traduce in tagli alle corse, aumento delle tariffe, peggioramento dei turni e abbandono delle aree interne».<br /> <br /> USB chiede la sospensione dell'iter e un confronto reale, con tempi adeguati e criteri trasparenti. Rivendica un gestore unico regionale interamente pubblico, capace di integrare ferro e gomma, tutelare l'occupazione e garantire il diritto alla mobilità su tutto il territorio calabrese.<br /> <br /> USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale Calabria</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/csm_manif_tpl_71a76d72a9.jpg" length="100365" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156302</guid>
                        <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:13:39 +0200</pubDate>
                        <title> TPL Calabria, metodo opaco e discriminatorio: USB Lavoro Privato esclusa dal confronto</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/tpl-calabria-metodo-opaco-e-discriminatorio-usb-lavoro-privato-esclusa-dal-confronto-1321-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale denuncia il metodo opaco e discriminatorio con cui la Regione Calabria sta conducendo l’esame della proposta di legge sulla nuova disciplina del trasporto pubblico locale.</p>
<p class="text-justify">Il 27 luglio la Quarta Commissione del Consiglio regionale ha convocato per il 3 agosto istituzioni, aziende, associazioni e numerose organizzazioni sindacali, escludendo USB Lavoro Privato, Confederazione rappresentativa a livello nazionale e presente anche presso il CNEL. Tre giorni dopo ha invece esteso l’invito a una sigla dalla presenza limitata territorialmente e settorialmente.</p>
<p class="text-justify">Non contestiamo il diritto di altri a partecipare, ma la discrezionalità con cui la Regione sceglie gli interlocutori: così il confronto rischia di ridursi a una pratica di amichettismo politico e sindacale.</p>
<p class="text-justify">A conti fatti, però, è stato un bene non essere stati convocati, perché altrimenti saremmo stati chiamati a ratificare un percorso già avviato e a offrire copertura formale a decisioni già orientate.</p>
<p class="text-justify">Nel merito, la proposta di legge non è una semplice riorganizzazione amministrativa.</p>
<p class="text-justify">La legge istituisce AMCAL, una società per azioni interamente pubblica, alla quale vengono accentrate la programmazione operativa, la scelta delle modalità di affidamento, la costruzione dei lotti, le procedure di gara, la stipula dei contratti e il controllo dei servizi.</p>
<p class="text-justify">Dietro la forma pubblica dell’Agenzia emerge però con chiarezza l’indirizzo politico della riforma: partenariato pubblico-privato, investimenti privati, affidamenti mediante finanza di progetto, articolazione del servizio in lotti e autorizzazione di servizi a libero mercato.</p>
<p class="text-justify">Si costruisce così una regia pubblica non per realizzare un gestore regionale pubblico, ma per organizzare il mercato e predisporre gli affidamenti agli operatori.</p>
<p class="text-justify">La Regione sceglie quindi di mantenere in mano programmazione e controllo, lasciando al mercato l’esercizio dei servizi. Il pubblico finanzia e garantisce i ricavi; il privato ricerca il profitto, con il rischio che i costi vengano scaricati sui lavoratori e sulla qualità del servizio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Questa impostazione è ancora più grave alla luce di quanto sta accadendo a livello nazionale.</strong></p>
<p class="text-justify">Il Governo intende trasformare il Fondo nazionale TPL in una compartecipazione regionale all’IRPEF, con il rischio di una decurtazione di circa 240 milioni, della perdita del vincolo di destinazione e di una crescente incertezza nella distribuzione delle risorse tra Regioni e Comuni<strong>.</strong></p>
<p class="text-justify">La proposta calabrese continua però a fondare il finanziamento dei contratti di servizio proprio sul Fondo nazionale, sulle risorse regionali e su quelle degli enti locali. Per il 2027 e il 2028 vengono confermati soltanto 38,6 milioni annui di risorse autonome regionali, già iscritti in bilancio, senza nuovi stanziamenti capaci di proteggere il sistema dalla possibile riduzione delle risorse statali.</p>
<p class="text-justify"><strong>Nello stesso testo, persino il perseguimento dei livelli ottimali delle prestazioni viene subordinato alla formula “compatibilmente con le disponibilità di bilancio”.<br /> Il diritto alla mobilità viene quindi proclamato, ma i servizi saranno garantiti solo nei limiti delle risorse disponibili.</strong></p>
<p class="text-justify">In questo scenario, l’apertura al mercato non è una soluzione. È il meccanismo attraverso cui la scarsità di finanziamenti rischia di tradursi in riduzione delle percorrenze, aumento delle tariffe, peggioramento dei turni, compressione degli organici, subaffidamenti e abbandono delle aree interne e dei collegamenti meno redditizi.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB non avallerà questo processo.</strong><br /> Chiediamo la sospensione dell’iter e l’apertura di un confronto reale, con tempi adeguati e criteri trasparenti di partecipazione. Rivendichiamo un gestore unico regionale interamente pubblico, capace di integrare ferro e gomma, tutelare l’occupazione, garantire uniformità contrattuale e assicurare il diritto alla mobilità in tutto il territorio calabrese.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il trasporto pubblico locale non è un mercato da organizzare né uno spazio da distribuire tra interessi politici, aziendali e sindacali selezionati. È un servizio essenziale, finanziato con risorse collettive, che deve essere sottratto alle logiche del profitto e governato nell’interesse dei lavoratori, degli utenti e dei territori.</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale Calabria</em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/trasporti/Immagini/2026-08-01-tpl-calabria.png" length="629766" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156270</guid>
                        <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 16:34:11 +0200</pubDate>
                        <title>Sotto i pannelli non cresce il grano. Giù le mani dalla Piana degli Scrisi</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/sotto-i-pannelli-non-cresce-il-grano-giu-le-mani-dalla-piana-degli-scrisi-1635.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Calabria esprime pieno sostegno agli agricoltori e alle agricoltrici della Piana degli Scrisi, all'Associazione Contadini Maierato, ai comitati, alle associazioni e a tutte le realtà che si stanno opponendo al progetto &quot;Pizzo Vinci&quot;, e si schiera senza riserve al loro fianco. Lo chiamano agrivoltaico, ma quello che arriva tra Pizzo e Maierato sono 61.608 pannelli per 45 MW di potenza, un sistema di accumulo a batterie, oltre 73 ettari occupati direttamente e un'area complessiva che sfiora i cento ettari, tutti seminativi, con opere connesse che si allungano su Sant'Onofrio e Filogaso e con il vincolo preordinato all'esproprio già previsto a carico di 213 proprietari lungo il tracciato del cavidotto. Tutto questo in una fetta di territorio che già vede la presenza di 4 aree a forte concentramento di pannelli fotovoltaici e altri progetti, già approvati, saranno realizzati a breve. Il proponente è la Fri-El Spa, gruppo con sede amministrativa a Bolzano e sede principale a Roma, per un investimento dichiarato di circa 45 milioni di euro.<br /> Il conto vero, quello che nelle brochure aziendali non si trova mai, dice che al territorio restano qualche decina di posti nei mesi di cantiere, in appalto e subappalto, e poi una manutenzione ordinaria fatta da qualche unità lavorativa, mentre spariscono cento ettari di seminativo, le giornate agricole che quei campi generano ogni anno, la superficie che tiene in piedi titoli, contributi e capacità produttiva delle aziende, quasi tutte a gestione familiare, e la filiera del grano Rosìa, varietà iscritta nel Registro regionale della biodiversità e riconosciuta dal Ministero dell'Agricoltura come risorsa genetica da conservare. Insieme al grano se ne vanno la Via Popilia, la Via dei Francesi, il Casale e la fontana degli Scrisi, Rocca Angitola, il paesaggio dell'Oasi del Lago Angitola. Chiamare sviluppo la sostituzione di lavoro agricolo stabile con un campo di specchi telecomandato da altrove richiede una faccia tosta che in Calabria abbiamo imparato a riconoscere da lontano. Tutto questo per garantire profitti milionari alla compagnia energetica e ai proprietari della superficie della Piana degli Scrisi, i componenti della famiglia De Riso, ereditieri residenti fuori dalla regione, che hanno buon gioco nel non rinnovare i contratti a famiglie di agricoltori che lavorano in locazione da decenni senza riguardo alle conseguenze sociali e ambientali della loro decisione, come erano soliti fare i grandi proprietari terrieri dei secoli scorsi.<br /> Ci dicono che la Calabria deve “fare la sua parte”. I dati Terna sul 2024 raccontano che la richiesta elettrica regionale è stata di 6.125,9 GWh e i consumi finali di 5.050,4 GWh, a fronte di una produzione destinata al consumo di 13.024,5 GWh e di un export netto verso le altre regioni di 6.898,6 GWh, con il 70,8% della produzione lorda regionale ancora generato dal termoelettrico tradizionale a gas. Produciamo più del doppio di quello che consumiamo e nessuno ha mai chiesto alla Calabria di spegnere le centrali fossili. Alla Calabria si chiedono il suolo agricolo, il paesaggio, i cavidotti e gli espropri. I megawatt viaggiano verso nord, i profitti verso le sedi legali di aziende e proprietari terrieri, il consumo di suolo e le bollette restano qui, in una regione dove 143.400 famiglie, il 17,4% dei nuclei familiari, vivono in povertà energetica. Dalla centrale a carbone di Saline Joniche, fermata da nove anni di lotta popolare, al rigassificatore di Gioia Tauro che torna puntuale a ogni stagione dal 2005, dagli elettrodotti ai crinali coperti di pale, cambia la tecnologia e resta la funzione assegnata: terra di transito e di prelievo. È lo stesso schema del Ponte sullo Stretto, opera decisa altrove, presentata come destino, accompagnata da espropri e da promesse occupazionali che nessuno verifica mai a consuntivo. Chi ieri diceva che opporsi al Ponte significava essere contro il progresso oggi dice che opporsi al fotovoltaico su terra fertile significa essere contro l'ambiente. La lingua è la stessa e i decisori pure.<br /> Chiediamo con forza alla Regione Calabria e agli enti competenti di esprimere parere negativo archiviando l'iter autorizzativo, di ritirare il vincolo preordinato all'esproprio, di disporre verifiche tecniche indipendenti sulla reale natura dell'impianto con pubblicazione integrale degli atti, di avviare una moratoria regionale sui grandi impianti a terra su suolo agricolo produttivo e un piano del solare a consumo di suolo zero su tetti, capannoni e parcheggi della grande distribuzione. Chiediamo inoltre che una quota della produzione regionale sia destinata a comunità energetiche pubbliche e a una tariffa sociale per famiglie a basso reddito, disoccupati e pensionati, e che su ogni opera energetica autorizzata in Calabria valgano applicazione piena dei CCNL, divieto di catene di subappalto e assunzioni trasparenti su bacino territoriale. Ai sindaci e ai consigli comunali di Pizzo, Maierato, Sant'Onofrio e Filogaso chiediamo di pronunciarsi formalmente, senza lasciare che l'iter faccia il suo corso nel silenzio.<br /> Sosteniamo la raccolta firme nei comuni interessati, le assemblee pubbliche e ogni forma di mobilitazione che le comunità della Piana decideranno di darsi. Il grano Rosìa cresce dove c'è suolo vivo e gente che lo semina. Sotto 61.608 pannelli non cresce, e sotto una servitù non è mai cresciuto nulla per chi resta.</p>
<p><em><strong>USB Calabria</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/scrisi.jpeg" length="56583" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156249</guid>
                        <pubDate>Sun, 26 Jul 2026 23:16:55 +0200</pubDate>
                        <title> COSENZA CHIEDE GIUSTIZIA PER MOMO — MORTE DI STATO  LUNEDÌ 27 LUGLIO, ORE 18.30 — MANIFESTAZIONE POPOLARE Da via dei Mille, il quartiere di Mohamed</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/cosenza-chiede-giustizia-per-momo-morte-di-stato-lunedi-27-luglio-ore-1830-manifestazione-popolare-da-via-dei-mille-il-quartiere-di-mohamed-2318.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mohamed Amin Bessioud aveva venticinque anni. Era un cittadino italiano. Per tutti era Momo. Aveva una fragilità psicologica profonda, nota e documentata. Eppure, in questo Paese, essere fragili non ti protegge: ti espone.</p>
<p>Minuto dopo minuto, la morte di Momo assume contorni sempre più gravi e le responsabilità delle forze dell'ordine sono sempre più chiare. Non è stata fatalità. È stata morte di Stato.</p>
<p>Secondo le denunce della famiglia, raccolte dalle testimonianze che emergono in queste ore, il quadro è agghiacciante: isolamento, minacce, e il dolore di una madre a cui è stato persino impedito di soccorrere il proprio figlio mentre moriva. Un ragazzo già schiacciato dalla paura, finito al centro di un intervento drammatico e culminato nel gesto più tragico davanti a chi, invece di tutelarlo, lo ha messo alle strette.</p>
<p>Non si può morire così.</p>
<p>Non si può morire abbandonati dal sistema sociale prima, e schiacciati dalla violenza istituzionale poi. Non si può morire in custodia dello Stato senza che qualcuno risponda. Non si può morire a venticinque anni, fragile, solo, con la madre tenuta lontana nel momento del supremo bisogno.</p>
<p>La tragedia di Mohamed richiama drammaticamente quanto accaduto a Fakir qualche giorno fa a Bologna. Ci restituisce, ancora una volta, le conseguenze mortali della gestione della salute mentale in questo paese: contenimento e repressione al posto di cura e assistenza sociale. Quando la politica risponde alle disuguaglianze e al disagio con le manette anziché con i diritti, la violenza diventa uno strumento ordinario. È una realtà che in Calabria conosciamo bene, in un territorio abbandonato dove l’assenza di tutele per i più fragili uccide ogni giorno.</p>
<p>Di fronte all’ennesima ingiustizia nella storia di questa città, non possiamo tacere né rimanere in silenzio aspettando che qualcuno metta tutto sotto il tappeto.</p>
<p>Pretendiamo che sia fatta immediata e totale chiarezza su quanto accaduto e su ogni responsabilità. Pretendiamo che ogni operatore presente in quella casa risponda delle sue azioni e delle sue omissioni. Pretendiamo che la Procura non archivi, che il governo non si nasconda dietro il silenzio.</p>
<p>Mohamed meritava ascolto, supporto e protezione, non un epilogo simile. Meritava uno Stato che cura, non uno Stato che sorveglia. Meritava servizi sociali, non perquisizioni. Meritava di vivere.</p>
<p>Cosenza ha sempre dato prova di non lasciare indietro nessuno e di saper rispondere a testa alta agli abusi di potere. La città in cui vogliamo vivere non è quella in cui chi è invisibile e in condizione di disagio sociale ed economico è destinato a morire.</p>
<p>Come comunità cittadina ci ritroveremo uniti per pretendere verità e giustizia.</p>
<p>Lunedì 27 luglio, dalle 18:30, partenza da via dei Mille, il quartiere di Mohamed.</p>
<p>Giustizia per Momo. Giustizia per tutte e tutti.</p>
<p>MOMO. UNO DI NOI.</p>
<p>Unione Sindacale di Base Cosenza</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/_processed_/f/e/csm_IMG-20260724-WA0019_9fed7709a5.jpg" length="280816" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156235</guid>
                        <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 15:41:00 +0200</pubDate>
                        <title>Nomina controversa al Nucleo di Valutazione della Mediterranea. USB chiede il ritiro della nomina del prof. Francesco Tomasello</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/nomina-controversa-al-nucleo-di-valutazione-della-mediterranea-usb-chiede-il-ritiro-della-nomina-del-prof-francesco-tomasello-0843.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il resoconto ufficiale delle sedute del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione dell'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria del 21 luglio 2026 evidenzia la designazione del prof. Francesco Tomasello, già Rettore dell'Università degli Studi di Messina e professore ordinario di Neurochirurgia in quiescenza, quale componente del Nucleo di Valutazione di Ateneo per la parte restante del mandato, in sostituzione del dimissionario avv. Francesco Dattola.<br /> USB chiede pubblicamente agli organi di governo dell'Ateneo di ritirare questa nomina.<br /> Il Nucleo di Valutazione è un organismo centrale nella vita dell'università pubblica: verifica il corretto utilizzo delle risorse, valuta strutture e personale, esprime pareri sui requisiti dei percorsi formativi e svolge anche le funzioni di Organismo Indipendente di Valutazione.<br /> È, in sostanza, uno dei principali presidi interni di legalità, trasparenza e qualità dell'istituzione universitaria. Chi ne fa parte è chiamato a valutare anche la correttezza dei processi attraverso i quali l'Ateneo recluta, valuta e promuove il proprio personale.<br /> Appare dunque del tutto inopportuna la scelta di nominare in questo organismo una persona che ha riportato una condanna definitiva per tentata concussione continuata, commessa nella qualità di Rettore, in relazione a un concorso per professore associato bandito con decreto rettorale nel maggio 2005 presso la Facoltà di Veterinaria dell'Università degli Studi di Messina, a favore del figlio dell'allora preside della stessa Facoltà.<br /> La pena non è stata scontata in quanto coperta dall'indulto. La condanna, tuttavia, resta. E con essa resta intatta la questione dell'opportunità istituzionale di affidare un incarico all'interno dell'organismo chiamato a vigilare sulla correttezza e sulla qualità delle procedure dell'Università pubblica.<br /> Per questo chiediamo di conoscere con chiarezza le modalità attraverso le quali si è arrivati a questa designazione.<br /> È stato pubblicato un avviso pubblico? È stata predisposta una rosa di nominativi? Quali criteri di selezione sono stati adottati? Quali valutazioni sono state compiute dagli organi di governo dell'Ateneo prima di procedere alla nomina?<br /> Chiediamo inoltre di sapere se il Regolamento per il funzionamento del Nucleo di Valutazione – OIV preveda specifici requisiti soggettivi per l'accesso all'organismo.<br /> Per gli Organismi Indipendenti di Valutazione delle pubbliche amministrazioni, la normativa nazionale prevede requisiti di integrità e specifiche cause di incompatibilità, tra cui quelle connesse a condanne per reati contro la pubblica amministrazione. Vogliamo sapere se il regolamento della Mediterranea preveda criteri analoghi.<br /> Se così non fosse, ci troveremmo di fronte a una grave lacuna regolamentare che, a nostro avviso, dovrebbe essere sanata con la massima urgenza.<br /> L'Università pubblica calabrese vive di risorse pubbliche e delle tasse pagate dalle famiglie, spesso costrette a enormi sacrifici e, in molti casi, persino a indebitarsi per garantire ai propri figli la possibilità di studiare.<br /> Dentro quelle stesse mura lavorano assegnisti di ricerca, dottorandi, precari della ricerca, personale tecnico e amministrativo. Persone che affrontano concorsi e selezioni senza padrini, senza scorciatoie e senza telefonate, e che attendono spesso per anni il riconoscimento del proprio lavoro e delle proprie professionalità.<br /> A loro, agli studenti e all'intera comunità accademica va spiegato con quale metro vengono scelte le persone chiamate a controllare la correttezza delle procedure dell'Ateneo.<br /> Perché quando viene meno la credibilità degli organismi di controllo, a rimetterci non è soltanto una nomina. A rimetterci è la credibilità dell'istituzione universitaria nel suo complesso.<br /> E questo, per la Mediterranea e per l'università pubblica, non ce lo possiamo permettere.</p>
<p><br /> Federazione provinciale USB di Reggio Calabria:<br /> Giuseppe Marra</p>
<p>RSU Università Mediterranea:<br /> Giuseppe Toscano (Coordinatore)<br /> Amelia Canale (Componente)</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/unimed.jpg" length="76648" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156148</guid>
                        <pubDate>Thu, 16 Jul 2026 17:56:43 +0200</pubDate>
                        <title>VALUTAZIONE PERFORMANCE 2026: USB VINCE LA BATTAGLIA SUI 60 GIORNI!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/valutazione-performance-2026-usb-vince-la-battaglia-sui-60-giorni-1757.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>Accolte in pieno le nostre diffide. Ottenuti i chiarimenti a tutela di salute, permessi e diritti sindacali. </strong></p>
<p class="text-center"><strong>Egli altri? Come sempre assenti.</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>L'Amministrazione ha dovuto fare marcia indietro.</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Con la pubblicazione della <strong>Circolare n. 6 del 15 luglio 2026</strong>, il Capo Dipartimento ha finalmente emanato le note esplicative sul nuovo Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMVP), <strong>dando pienamente ragione alle tesi che USB ha sostenuto con forza e in totale solitudine</strong>.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>La nostra battaglia: due note per rompere il muro di gomma</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Mentre sul comparto calava <u>il <strong>silenzio assordante di tutte le altre sigle sindacali</strong></u>, incapaci di reagire o forse complici di un regolamento penalizzante, la nostra Organizzazione si è attivata immediatamente a tutela dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Abbiamo tempestato l'Amministrazione e la Funzione Pubblica con <em>due note ufficiali e durissime</em>:</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">1. <strong>La nota del 23 marzo 2026</strong>, con cui denunciavamo il carattere discriminatorio del requisito dei 60 giorni &quot;senza soluzione di continuità&quot; e</p>
<p class="text-justify">2. <strong>Il sollecito del 13 aprile 2026</strong>, con cui diffidavamo i Dipartimenti e chiedevano l'intervento interpretativo della Presidenza del Consiglio contro un vero e proprio attacco al diritto alla salute e alla genitorialità.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Il Capo Dipartimento ci dà ragione: ecco cosa abbiamo ottenuto</strong> dopo mesi di attesa e grazie alla pressione costante di USB, la Circolare n. 6 ha smantellato i criteri punitivi iniziali, recependo le nostre richieste.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Da oggi è nero su bianco che:</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>Nessuna penalizzazione sulla salute</strong>: Ferie, ricoveri ospedalieri, day hospital e terapie salvavita NON interrompono il computo dei 60 giorni.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Tutele blindate per la Legge 104</strong>: I permessi per l'assistenza ai disabili sono salvaguardati e considerati utili alla valutazione.</li> 	<li class="text-justify">&nbsp;<strong>Diritti sindacali e Part-time garantiti</strong>: I permessi sindacali e i contratti a tempo parziale sono riconosciuti a tutti gli effetti come "servizio attivo". 	<p class="text-center"><strong><u>UNICA PECCA</u></strong><strong>:</strong></p> 	<p class="text-center"><strong>Il Ministero non cede sulle malattie con ritenuta e assenze ad altro titolo.</strong></p> 	<p>&nbsp;</p> 	<p>L'unica nota dolente riguarda <strong><u>le malattie ordinarie soggette a ritenuta economica e le assenze ad altro titolo.</u></strong></p> 	<p>&nbsp;</p> 	<p>Su questo punto l'Amministrazione ha purtroppo tenuto il punto: tali assenze <strong>interrompono il calcolo del periodo utile</strong>. Al rientro del lavoratore, i giorni maturati in precedenza vengono congelati e il conteggio della performance riprende a decorrere solo dal giorno dell'effettivo rientro in servizio attivo.</p> 	<p>&nbsp;</p> 	<p>Si tratta di una misura ingiusta e penalizzante per chi si ammala o deve assentarsi per motivi personali.</p> 	<p>&nbsp;</p> 	<p><strong>Un successo targato esclusivamente USB</strong></p> 	<p>&nbsp;</p> 	<p>Questo risultato dimostra, ancora una volta, la differenza tra chi firma i contratti a scatola chiusa e chi, come USB PI Ministero dell’Interno, analizza i testi, scova le trappole contro i lavoratori e lotta per eliminarle.</p> 	<p>&nbsp;</p> 	<p>Chi sperava di far passare sotto silenzio un sistema che costringeva i dipendenti a 12 settimane di lavoro consecutivo senza poter usufruire dei propri diritti costituzionali ha dovuto fare i conti con la nostra determinazione.</p> 	<p>&nbsp;</p> 	<p>La Circolare n. 6 è una vittoria dei lavoratori, ottenuta grazie al coraggio e <strong><u><em>alla coerenza dell'Unione Sindacale di Base</em></u></strong>.</p> 	<p>&nbsp;</p> 	<p>Continueremo a vigilare nei singoli uffici affinché queste linee guida siano applicate immediatamente e senza abusi, pronti a dare battaglia anche sulle tutele ancora negate.</p> 	<p><strong><em>In allegato INTERVENTI VARIE&nbsp;e RISPOSTA dell'Amministrazione.</em></strong></p> 	</li> </ul><p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PUBBLICO IMPIEGO – MINISTERO DELL’INTERNO</strong></p>
<p class="text-justify"><a href="https://interno.usb.it/fileadmin/archivio/interno/Richiesta_intervento_interpretativo_sul_sistema_di_misurazione_e_valutazione_della_performance_organizzativa_e_individuale_del_personale_contrattualizzato_di_livello_dirigenziale_e_non_dirigenziale.pdf" target="_blank" rel="noreferrer"><img src="https://interno.usb.it/typo3conf/ext/usb_settori/Resources/Public/Icons/File/pdf.png" /> </a> <a href="https://interno.usb.it/fileadmin/archivio/interno/Richiesta_intervento_interpretativo_sul_sistema_di_misurazione_e_valutazione_della_performance_organizzativa_e_individuale_del_personale_contrattualizzato_di_livello_dirigenziale_e_non_dirigenziale.pdf" target="_blank" rel="noreferrer"> Richiesta_intervento_interpretativo_sul_sistema_di_misurazione_e_valutazione_della_performance_organizzativa_e_individuale_del_personale_contrattualizzato_di_livello_dirigenziale_e_non_dirigenziale.pdf </a>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><a href="https://interno.usb.it/fileadmin/archivio/interno/COMUNICATO_CHIARIMENTI_VALUTAZIONE_2026.pdf" target="_blank" rel="noreferrer"><img src="https://interno.usb.it/typo3conf/ext/usb_settori/Resources/Public/Icons/File/pdf.png" /> </a> <a href="https://interno.usb.it/fileadmin/archivio/interno/COMUNICATO_CHIARIMENTI_VALUTAZIONE_2026.pdf" target="_blank" rel="noreferrer"> COMUNICATO_CHIARIMENTI_VALUTAZIONE_2026.pdf </a>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/usb.jpg" length="57421" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155998</guid>
                        <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:30:37 +0200</pubDate>
                        <title> Addetti alla sicurezza della sicurtransport di Catanzaro:  terminate altre due iniziative sindacali ; ispettorato del lavoro e Prefettura, mancano ancora altre denunce </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/addetti-alla-sicurezza-della-sicurtransport-di-catanzaro-terminate-altre-due-iniziative-sindacali-ispettorato-del-lavoro-e-prefettura-mancano-ancora-altre-denunce-0934.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una serie di iniziative di questi mesi, la USB lavoro privato ha presentato prima all’ispettorato del lavoro e successivamente convocati dalla Prefettura di Catanzaro, una serie di esposti sulla situazione che giornalmente vivono questi lavoratori.</p>
<p>Lavoratori della vigilanza armata e non armata con stipendi sicuramente non proporzionate alla qualità del lavoro che svolgono, basti pensare che ancora oggi per il personale non armato vengono firmati Contratti di lavoro di circa 6€ all’ora !! non vanno meglio i vigilanti armati dove si prospetta un altro rinnovo come al solito al massimo del ribasso.</p>
<p>Ma a livello locale nella sede di località Caraffa di CZ, abbiamo evidenziato come la gestione del personale viene condotta in modo vessatorio e discriminate verso una parte dei lavoratori.</p>
<p>Lavoratori “appoggiati” dai loro capetti aziendali, esonerati da feste, dai sabati dalle domeniche e dai notturni, mentre altri non solo coprono tutti i turni regolarmente, ma non gli vengono rispettati nemmeno i turni di recupero psicofisico, - smontano dalla notte e riprendono a lavorare alle ore 6,00 dell’indomani mattina!</p>
<p>Le irregolarità più assurde nello sfruttamento dei lavoratori.</p>
<p>Ma ce di più per i lavoratori della sede di caraffa di CZ, l’illogicità di una gestione disastrosa: i lavoratori si dovrebbero recare alla sede di servizio e beggiare la presenza - e dalla sede di servizio essere inviati sui luoghi da vigilare con le vetture dell’azienda - alla sicurtransport questo NON avviene i lavoratori vengono inviati sui luoghi da controllare con la PROPRIA vettura; senza loghi della azienda di sicurezza, anonimi lavoratori “buttati” per il territorio calabrese alla mercè di possibili malintenzionati.</p>
<p>Non solo la sicurezza degli stessi vigilantes è messa in pericolo, ma con stipendi da fame, una crisi economica che ci soffoca e spese di carburanti per recarsi sui luoghi di lavoro, alla sicurtransport siamo entrati nell’area dei poveri più poveri.</p>
<p>Alla luce della nostra rappresentanza aziendale, (USB non firma Ccnl da fame), ha chiesto alle autorità locali un intervento possibilmente celere, contro il subendo modo continuativo di vessazioni e atteggiamenti ostili che non fanno altro che causare danni alla persona ed allo stesso servizio di vigilanza, non è più tempo di rimanere in silenzio o girarsi dall’altra parte.</p>
<p>Oltre ad altre irregolarità che sono state poste al tavolo di discussione - dovranno essere oggetto di verifiche e valutazioni anche l’idoneità organizzativa se corrisponde ai dettami di legge e non sia difforme da quella proposta precedentemente dall’azienda, abbiamo chiesto dopo le opportune indagini la cessazione, al più presto, di attività illegali giornaliere nei confronti dei lavoratori. E come recita la Costituzione: &quot;…vogliamo una esistenza libera e dignitosa…”</p>
<p>Unione Sindacale di Base Fed. Calabria</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/Security-869216_1280.jpg" length="190081" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155982</guid>
                        <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:56:28 +0200</pubDate>
                        <title>Vittoria nell&#039;ateneo dell&#039;Università della Calabria: ora servono ulteriori risposte e interventi concreti, a partire dalle internalizzazioni</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/vittoria-nellateneo-delluniversita-della-calabria-ora-servono-ulteriori-risposte-e-interventi-concreti-a-partire-dalle-internalizzazioni-0958.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>A seguito del nostro intervento pubblico della scorsa settimana, dopo che la questione era già stata portata all'attenzione dell'Ateneo anche da Aula Studio Liberata, rispetto alla gravissima situazione vissuta da decine di dottorandi e dottorande dell'Università della Calabria, sono arrivati i primi importanti risultati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Rettore ci ha ufficialmente comunicato che le liquidazioni delle maggiorazioni delle borse di dottorato per i periodi di ricerca all'estero eccedenti i sei mesi obbligatori saranno anticipate: il pagamento, inizialmente previsto per il mese&nbsp;di ottobre, sarà effettuato in queste settimane. Chiediamo all'Ateneo di sollecitare l'ANVUR per il rilascio dei nulla osta mancanti, nessuno deve essere costretto ad aspettare ancora.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella stessa comunicazione ci è stata inoltre annunciata l'istituzione di un fondo di Ateneo destinato ad anticipare le somme spettanti ai dottorandi e alle dottorande, con successiva rivalsa dell'Università nei confronti del MUR, dei Dipartimenti o delle aziende partner competenti. Si tratta di un intervento strutturale a tutela della sicurezza economica di chi fa ricerca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Accogliamo positivamente questo risultato, che rappresenta una prima risposta concreta alle rivendicazioni avanzate in queste settimane. Si tratta di un passo importante che dimostra come la mobilitazione e l'azione sindacale possano produrre cambiamenti tangibili quando vengono poste al centro le condizioni materiali di chi lavora nella ricerca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al tempo stesso, riteniamo che quanto accaduto non debba più ripetersi. È necessario che l'Università si doti stabilmente di strumenti e procedure che garantiscano il pagamento tempestivo delle spettanze, senza scaricare su chi lavora il peso di ritardi e della confusione amministrativa interna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo risultato rappresenta un importante passo in avanti, ma non basta. Servono ulteriori risposte e interventi concreti, a partire dalla battaglia per l'internalizzazione dei servizi dell'Ateneo, dalla riduzione degli appalti e dalla tutela del lavoro precario di chi fa ricerca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi lavora deve essere pagato e deve poter operare in condizioni dignitose, senza se e senza ma. Su questo continueremo a rappresentare una spina nel fianco, determinati e costanti nelle rivendicazioni e nelle mobilitazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosenza,&nbsp;29 giugno 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Cosenza</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/Unione_Sindacale_di_Base_logo.png" length="217101" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155736</guid>
                        <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:41:39 +0200</pubDate>
                        <title>La strage dei quattro braccianti di Amendolare è promemoria del caporalato che stringe i lavoratori migranti</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/la-strage-dei-quattro-braccianti-di-amendolare-e-promemoria-del-caporalato-che-stringe-i-lavoratori-migranti-1107.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La strage dei quattro braccianti ad Amendolara è l'ennesimo, tragico promemoria: il caporalato stringe nella sua morsa anche la Piana di Sibari. 4 braccianti sono stati uccisi in modo inumano solo perché chiedevano paghe migliori e un contratto.</p>
<p>Troppo spesso ce ne dimentichiamo, o preferiamo fingere che il problema non esista. Qui lo sfruttamento non ha l'impatto visivo della tendopoli di San Ferdinando; è un'infamia invisibile, che si consuma nell'ombra. I braccianti non si vedono quando, alle quattro o alle cinque del mattino, sono già in strada ad aspettare il furgone del caporale. E nessuno vuole vederli quando vengono schiacciati da paghe da fame di appena 15 euro al giorno.</p>
<p>Quasi mai ci ricordiamo che sono lavoratori sfruttati; preferiamo marchiarli come &quot;immigrati irregolari&quot;. Ci accorgiamo di loro solo quando serve un capro espiatorio: dalla percezione di insicurezza nei nostri paesi alla mancanza di lavoro, la colpa di ogni male sociale viene sistematicamente scaricata sulle loro spalle.</p>
<p>Ma qui, come nel resto d'Italia, le condizioni di vita di queste persone sono disumane. Il lavoro è massacrante, la paga è misera e l'indifferenza generale è totale. Tutto questo mentre si moltiplicano i casi di braccianti uccisi, feriti o stroncati dalla fatica, per poi essere abbandonati sul ciglio della strada come oggetti fuori d'uso.</p>
<p>I quattro braccianti di Amendolara sono vittime del caporalato tanto quanto il lavoratore che, solo pochi giorni fa nel vicentino, è caduto da un albero ed è stato scaricato dai padroni agonizzante sull'asfalto. Sono gli ultimi nomi di una strage silenziosa e invisibile.</p>
<p>Se il caporalato esiste, la colpa non è di chi ne è vittima, ma del sistema in cui viviamo. Bisogna avere il coraggio di dirlo chiaramente: questo massacro ha dei responsabili politici ben precisi ed è il risultato diretto delle leggi italiane sulla migrazione.</p>
<p>Dall'introduzione della scellerata legge Bossi-Fini in poi, passando per tutti i provvedimenti successivi che ne hanno ricalcato la logica, lo Stato italiano ha scientemente scelto di criminalizzare i migranti. Legando il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, queste leggi non hanno contrastato l'illegalità, ma l'hanno programmaticamente prodotta. Hanno privato migliaia di persone della propria dignità giuridica, respingendole nell'invisibilità e trasformandole in carne da macello per i padroni. La Bossi-Fini e i decreti successivi sono il braccio armato del caporalato: riducendo i lavoratori a &quot;clandestini&quot;, hanno tolto loro ogni potere contrattuale e la possibilità stessa di denunciare i propri aguzzini per paura dell'espulsione.</p>
<p>A questa trappola normativa si affiancano le colpe strutturali di un intero modello economico:</p>
<p>Il caporalato esiste perché qualcuno deve arricchirsi sul sangue e sul sudore di chi spacca la schiena nei campi ogni giorno.</p>
<p>Esiste perché la questione della terra, ottant'anni fa, non è mai stata risolta davvero, lasciando spazio a nuove forme di latifondo e a una competizione spietata sui mercati globali.</p>
<p>Esiste perché, al fianco di chi si arricchisce, chi ci governa si volta dall'altra parte. Tanto questi braccianti non votano, non producono consenso.</p>
<p>Il caporalato non si ferma con le ipocrite leggi di facciata varate da chi è responsabile di questo sistema. Si sradica solo smantellando l'intera impalcatura normativa che criminalizza i migranti, restituendo dignità, permessi di soggiorno stabili e pieni diritti a questi lavoratori.</p>
<p>Come Unione Sindacale di Base non assisteremo in silenzio a questa macelleria sociale. Davanti all'ennesima strage e all'indifferenza delle istituzioni, siamo pronti alla mobilitazione perché davanti alla gravità di questi fatti la risposta non può che essere la lotta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosenza, 02 giugno 2026</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/braccianti2.jpg" length="32643" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155693</guid>
                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 11:59:04 +0200</pubDate>
                        <title>Porto di Gioia Tauro: un altro operaio ferito. Domani in presidio contro insicurezza, sfruttamento e traffici di guerra</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/porto-di-gioia-tauro-un-altro-operaio-ferito-domani-in-presidio-contro-insicurezza-sfruttamento-e-traffici-di-guerra-1201.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio, sulla banchina del porto di Gioia Tauro, uno straddle carrier - il mezzo pesante utilizzato per la movimentazione dei container - si è ribaltato durante le operazioni di lavoro. A pagarne le conseguenze è stato Alessandro Cortese, giovane operatore portuale residente a Gioia Tauro, trasportato d’urgenza all’ospedale di Polistena per accertamenti e cure.</p>
<p>USB Calabria e Orsa Porti esprimono piena solidarietà ad Alessandro, alla sua famiglia e a tutti i portuali dello scalo gioiese. Un lavoratore ferito, un mezzo che si rovescia, una banchina che ancora una volta si trasforma in luogo di pericolo: episodi che riportano al centro il tema delle condizioni di lavoro all’interno del porto, dei ritmi sempre più pesanti, della pressione produttiva e della necessità di garantire manutenzione costante e rigorosa dei mezzi utilizzati quotidianamente.</p>
<p>In questo Paese continuano a morire quasi tre lavoratori al giorno. Secondo i dati INAIL relativi al 2025, sono state 1.093 le persone che non sono tornate a casa dal lavoro. Una strage continua che attraversa fabbriche, cantieri, campagne, magazzini e porti. Anche Gioia Tauro, uno degli scali più importanti del Mediterraneo, continua a vivere una contraddizione profonda: centralità strategica per il commercio internazionale e compressione crescente delle condizioni di sicurezza e tutela della salute di chi lavora.</p>
<p>È sempre più urgente l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e del reato di lesioni gravi e gravissime sul lavoro, richiesta attraverso una proposta di legge e sostenuta da migliaia di firme raccolte in tutto il Paese. Di fronte alla strage quotidiana, il governo continua invece a rispondere con misure insufficienti e incentivi alle imprese, mentre servirebbero controlli reali, responsabilità penale effettiva e maggiori strumenti di tutela e rappresentanza per i lavoratori.</p>
<p>Il porto di Gioia Tauro è inoltre al centro di una vertenza politica e morale che non intendiamo abbandonare. Nella giornata di oggi è atteso l’arrivo di una nave che, secondo i sistemi di tracking, dovrebbe ripartire domani con parte dei container già bloccati nei mesi scorsi dopo le segnalazioni relative a carichi di acciaio balistico destinato alla produzione di armi e munizioni. Materiale destinato alla guerra mentre a Gaza continua il massacro della popolazione palestinese.</p>
<p>Da una parte il lavoro reso sempre più insicuro e sacrificabile, dall’altra le filiere economiche e commerciali che alimentano guerre, occupazione e distruzione. Due facce dello stesso modello economico che considera vite umane, territori e diritti come variabili subordinate al profitto.</p>
<p>Continueremo a monitorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e a mantenere alta l’attenzione sui traffici che attraversano il porto di Gioia Tauro.</p>
<p>Per questi motivi domani saremo in presidio davanti al gate principale del porto dalle ore 17.00 insieme alle realtà calabresi che continuano a mobilitarsi contro la guerra, contro i traffici di armi e contro un sistema che produce sfruttamento, precarietà e morte.</p>
<p>La sicurezza sul lavoro e il rifiuto della complicità con la guerra restano due terreni di lotta che continueremo a tenere insieme.</p>
<p><em><strong>Or.S.A. Mari e Porti<br /> USB Calabria</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/_processed_/6/6/csm_incidente_GT_5f4cec386f.jpg" length="263717" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155582</guid>
                        <pubDate>Sun, 17 May 2026 18:09:13 +0200</pubDate>
                        <title>Ex LSU-LPU, a Lamezia incontro con il Ministro Zangrillo: confermato l’impegno ad affrontare la vertenza</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/ex-lsu-lpu-a-lamezia-incontro-con-il-ministro-zangrillo-confermato-limpegno-ad-affrontare-la-vertenza-1813.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori ex LSU-LPU della Calabria ha segnato oggi un importante passaggio politico e istituzionale.<br /> Nonostante il cambio di sede imposto al presidio, una delegazione dell’USB e dei lavoratori ex LSU-LPU ha avuto questa mattina un incontro diretto con il Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, che, pur all’interno di un programma particolarmente fitto, ha voluto ritagliare un momento di confronto con i lavoratori, ascoltandone ancora una volta le ragioni e le richieste.<br /> Desideriamo inoltre riconoscere la positiva interlocuzione e la mediazione istituzionale messa in campo dalla Questura di Catanzaro nel corso della giornata, che ha consentito di creare le condizioni per questo importante momento di confronto diretto tra i lavoratori e il Ministro.<br /> Nel corso dell’incontro, la delegazione USB ha rappresentato al Ministro le principali criticità che continuano a interessare migliaia di lavoratrici, lavoratori e pensionati ex LSU-LPU della Calabria, a partire dal pieno riconoscimento dei contributi previdenziali maturati durante oltre vent’anni di attività svolta nelle pubbliche amministrazioni, dal raggiungimento dell’orario pieno per il personale ancora in servizio e dalla necessità di garantire condizioni salariali e pensionistiche coerenti con il lavoro realmente prestato.<br /> Il Ministro Zangrillo ha voluto ribadire personalmente la volontà di affrontare una questione annosa, confermando gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori.<br /> USB accoglie positivamente questo ulteriore momento di confronto istituzionale, frutto anche della determinazione dimostrata oggi dalle lavoratrici e dai lavoratori presenti a Lamezia.<br /> La vertenza degli ex LSU-LPU prosegue con la consapevolezza che, quando i lavoratori si organizzano, si mobilitano e fanno sentire la propria voce, nessuna questione può essere considerata invisibile.</p>
<p><em><strong>USB Pubblico Impiego Calabria</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/WhatsApp_Image_2026-05-17_at_15.11.19.jpeg" length="826789" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155573</guid>
                        <pubDate>Sat, 16 May 2026 16:25:41 +0200</pubDate>
                        <title>Ex LSU-LPU allontanati di 8 chilometri dal congresso di Forza Italia: “Questa sarebbe la libertà di manifestare?”</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/ex-lsu-lpu-allontanati-di-8-chilometri-dal-congresso-di-forza-italia-questa-sarebbe-la-liberta-di-manifestare-1627.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina ci sono state comunicate dalla Questura di Catanzaro le prescrizioni relative al presidio dei lavoratori ex LSU-LPU convocato per domani in occasione del congresso regionale di Forza Italia alla presenza del vicepremier Antonio Tajani, del Ministro Paolo Zangrillo e dell’on. Francesco Cannizzaro.</p>
<p>Adducendo esigenze di ordine pubblico e sicurezza, ai lavoratori è stato imposto di svolgere il presidio non davanti al nuovo Palasport di Lamezia Terme, luogo naturale dell’iniziativa, ma nell’area dell’isola pedonale di Corso Giovanni Nicotera, a circa otto chilometri di distanza. Ognuno tragga le proprie conclusioni.</p>
<p>Ci viene difficile credere che il problema sia realmente l’ordine pubblico, soprattutto considerando che nelle stesse previsioni numeriche comunicate formalmente alla Questura si parlava della presenza di poche decine di lavoratori, una iniziativa dal valore prima di tutto simbolico e testimoniale, ben lontana da qualunque scenario che potesse giustificare un allontanamento di otto chilometri dal luogo della manifestazione.</p>
<p>A rendere ancora più incomprensibile questa decisione vi è il fatto che il Questore non abbia ritenuto nemmeno opportuno convocare preventivamente la nostra organizzazione sindacale per ascoltarne le ragioni e verificare la possibilità di una soluzione condivisa. Una scelta che, a nostro avviso, conferma quanto sarebbe stato difficile sostenere nel merito, in un confronto diretto, le dichiarate ragioni di ordine pubblico poste alla base di un provvedimento tanto sproporzionato.</p>
<p>A questo punto appare sempre più evidente la volontà di rendere invisibile una vertenza scomoda, di allontanare dalla passerella mediatica del congresso uomini e donne che da tantissimi anni mandano avanti Comuni ed enti pubblici e che domani avrebbero voluto chiedere, semplicemente, il rispetto di impegni pubblicamente assunti.</p>
<p>Evidentemente, nella Calabria patinata dei reel istituzionali, della propaganda permanente e dei comizi elettorali, la presenza di lavoratrici, lavoratori e pensionati con stipendi insufficienti e pensioni da fame rischia di disturbare la narrazione.</p>
<p>È questo il punto politico: pensare che dei calabresi possano presentarsi nel giorno della loro festa politica per chiedere il rispetto della parola data è, quindi, uno scenario che qualcuno ritiene inaccettabile.</p>
<p>E se ci si oppone, il messaggio è chiaro: arrivano prescrizioni, divieti, identificazioni, verbali e potenzialmente sanzioni economiche. Così si prova a colpire economicamente proprio chi già oggi fatica ad arrivare alla fine del mese a causa di decenni di scelte sbagliate compiute dai governi nazionali e regionali che si sono succeduti, compresi quelli attualmente in carica.</p>
<p>Questa è l’idea di libertà di manifestazione e di partecipazione che resta oggi ai lavoratori, dentro il clima politico prodotto dai cosiddetti decreti sicurezza.</p>
<p>Ma noi non abbiamo alcuna intenzione di arretrare.</p>
<p>Domani, domenica 17 maggio alle ore 9.30, saremo comunque presenti nell’area di Corso Giovanni Nicotera, nel luogo che ci è stato imposto, trasformando quel presidio in una assemblea pubblica dei lavoratori ex LSU-LPU, per decidere insieme i prossimi passi della mobilitazione.</p>
<p>Invitiamo la stampa, gli organi di informazione, le realtà sociali e democratiche del territorio a essere presenti e a non lasciare passare sotto silenzio questa pagina che riteniamo grave per la democrazia e per il diritto di manifestare.</p>
<p>Rivolgiamo infine un ultimo appello al Ministro Paolo Zangrillo: dopo aver assunto, ormai più di nove mesi fa, l’impegno ad aprire un tavolo nazionale mai convocato, abbia almeno il rispetto istituzionale di ricevere domani una delegazione dei lavoratori ex LSU-LPU.</p>
<p>Perché la dignità dei lavoratori non si può spostare di otto chilometri.</p>
<p class="text-right"><em><strong>USB Pubblico Impiego Calabria</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/lsu_lpu.png" length="2590097" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155569</guid>
                        <pubDate>Fri, 15 May 2026 15:41:34 +0200</pubDate>
                        <title>Servizi psichiatrici nel reggino, la crisi continua: USB denuncia una pericolosa vacatio amministrativa</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/servizi-psichiatrici-nel-reggino-la-crisi-continua-usb-denuncia-una-pericolosa-vacatio-amministrativa-1543.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Reggio Calabria ha ricevuto per conoscenza la nota trasmessa dalla Cooperativa Sociale Città del Sole al Presidente Occhiuto e al Dipartimento Salute della Regione Calabria, con la quale viene rappresentata una situazione che, se confermata nei termini esposti, appare di estrema gravità e non più tollerabile.<br /> Parliamo di una realtà impegnata in un settore delicatissimo come quello della residenzialità psichiatrica, un ambito che in questi anni ha visto la nostra organizzazione sindacale protagonista di numerose iniziative, mobilitazioni, denunce pubbliche e vertenze territoriali per restituire dignità ai lavoratori, assistenza agli utenti e trasparenza ad un sistema troppo spesso segnato da precarietà, sottodimensionamento, incertezze amministrative e logiche estranee al diritto alla cura, nonché da un vergognoso blocco dei ricoveri.<br /> Da quanto emerge dalla comunicazione ricevuta, il procedimento di accreditamento istituzionale della struttura risulterebbe definito sotto il profilo istruttorio e sostanzialmente pronto alla conclusione già nelle scorse settimane. Nonostante ciò, ad oggi, tutto sembrerebbe ancora fermo, mentre una struttura che da oltre trent’anni garantisce assistenza a persone particolarmente fragili continua ad operare in condizioni di evidente penalizzazione, con posti autorizzati ma non utilizzabili, equilibrio economico compromesso e livelli occupazionali esposti a rischi sempre più concreti.<br /> Come USB denunciamo con forza che la tanto strombazzata uscita dal commissariamento della sanità calabrese rischia di essersi tradotta, nei fatti, in una pericolosa fase di vacatio amministrativa, una terra di mezzo nella quale il passaggio di consegne tra struttura commissariale e Regione Calabria sembrerebbe avere prodotto rallentamenti, incertezze decisionali e paralisi su procedimenti che riteniamo sostanzialmente definiti e che avrebbero dovuto essere conclusi senza ulteriori rinvii.<br /> Se questo scenario dovesse trovare conferma, ci troveremmo davanti ad una responsabilità politica e amministrativa gravissima, perché i ritardi burocratici non restano chiusi negli uffici ma ricadono direttamente sulla pelle dei lavoratori, degli utenti, delle famiglie e dell’intero sistema sociosanitario del territorio.<br /> USB chiede che venga fatta immediata chiarezza sui procedimenti ancora bloccati nella fase post-commissariale, sui tempi certi di conclusione degli iter già definiti e sulle responsabilità di eventuali ritardi.<br /> Non consentiremo che lavoratori, utenti e territori paghino il prezzo di passaggi di consegne tra apparati istituzionali. In un settore delicato come quello della salute mentale, dove la continuità assistenziale rappresenta un presidio sociale fondamentale, ogni ritardo amministrativo può trasformarsi in un danno concreto per chi lavora, per chi cura e per chi ha bisogno di essere curato.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/Asp_protesta_psichiatria-2.jpg" length="59157" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155554</guid>
                        <pubDate>Thu, 14 May 2026 12:25:24 +0200</pubDate>
                        <title>Ex LSU-LPU, il 17 maggio presidio a Lamezia davanti al congresso di Forza Italia: “Gli impegni presi vanno rispettati”</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/ex-lsu-lpu-il-17-maggio-presidio-a-lamezia-davanti-al-congresso-di-forza-italia-gli-impegni-presi-vanno-rispettati-1226.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’USB e i lavoratori ex LSU-LPU annunciano per domenica 17 maggio, a partire dalle ore 9.30, davanti al Palasport di Lamezia Terme, un presidio in occasione del congresso di Forza Italia, alla presenza del vicepremier Antonio Tajani, del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e dell’on. Francesco Cannizzaro.<br /> La mobilitazione nasce dalla necessità di richiamare pubblicamente gli impegni politici assunti e, a oggi, rimasti senza alcun seguito concreto.<br /> Nell’agosto del 2025, una delegazione di USB e dei lavoratori ex LSU-LPU aveva incontrato il Ministro Zangrillo e l’on. Cannizzaro, che in quella sede si erano impegnati a promuovere, già nelle settimane successive, l’apertura di un tavolo nazionale con il Governo, i ministeri competenti, l’INPS e tutti i soggetti istituzionali interessati per affrontare una delle più gravi ingiustizie che continuano a colpire migliaia di lavoratrici e lavoratori calabresi: il mancato riconoscimento pieno, anche sul piano economico, dei contributi previdenziali maturati durante oltre vent’anni di lavoro negli enti pubblici.<br /> Da allora sono trascorsi mesi. USB, senza mai interrompere il confronto istituzionale, si è più volte rivolta all’on. Cannizzaro, che si era fatto garante dell’apertura del tavolo romano, ricevendo però soltanto rinvii, rassicurazioni generiche e continue dilazioni dei tempi. A oggi, quel tavolo non è mai stato convocato.<br /> Nel frattempo, migliaia di lavoratori continuano a pagare sulla propria pelle le conseguenze di questa situazione: personale stabilizzato tardivamente, spesso con contratti part-time e stipendi insufficienti a garantire condizioni di vita dignitose; lavoratrici e lavoratori prossimi alla pensione che rischiano di non vedere valorizzati decenni di attività realmente svolta; pensionati che, dopo una vita al servizio di Comuni ed enti pubblici, sono oggi costretti a vivere con assegni pensionistici irrisori, in una fase storica segnata dall’aumento continuo del costo della vita, delle bollette, dei beni essenziali e dei servizi.<br /> Ed è per queste ragioni che il 17 maggio saremo a Lamezia. Non per chiedere favori, ma per pretendere il rispetto di impegni politici assunti pubblicamente davanti ai lavoratori.<br /> USB ribadisce con forza l’urgenza della convocazione immediata del tavolo nazionale con Governo, ministeri competenti, INPS, Regione Calabria e tutti i soggetti istituzionali interessati, finalizzato a definire una soluzione complessiva e strutturale che garantisca il pieno riconoscimento dei contributi previdenziali maturati dagli ex LSU-LPU, il raggiungimento dell’orario pieno per tutto il personale ancora in servizio e condizioni salariali e pensionistiche coerenti con il lavoro realmente svolto nelle pubbliche amministrazioni.<br /> Dopo oltre vent’anni di lavoro precario, stipendi insufficienti e pensioni da fame, il tempo delle attese è finito.<br /> Adesso servono date certe, atti concreti e il rispetto degli impegni assunti.</p>
<p><em><strong>USB Pubblico Impiego Calabria</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/lsulpu_lamezia.png" length="2816833" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155531</guid>
                        <pubDate>Wed, 13 May 2026 12:25:51 +0200</pubDate>
                        <title>Coopservice–ASP Reggio Calabria: mesi di riposi negati, turni a mezzanotte e salari a rischio. USB: il sistema degli appalti continua a produrre sfruttamento</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/coopservice-asp-reggio-calabria-mesi-di-riposi-negati-turni-a-mezzanotte-e-salari-a-rischio-usb-il-sistema-degli-appalti-continua-a-produrre-sfruttamento-1232.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’USB Lavoro Privato di Reggio Calabria ha formalmente aperto lo stato di agitazione del personale dipendente della Coopservice impiegato nei servizi di pulizia delle strutture dell’ASP di Reggio Calabria e ha attivato la seconda fase delle procedure di raffreddamento previste dalla Legge 146/1990, chiedendo la convocazione urgente presso la Prefettura di Reggio Calabria, primo passo verso la proclamazione dello sciopero in assenza di risposte concrete.</p>
<p>A settembre 2025, con l’introduzione di una nuova organizzazione del lavoro nei reparti h24 del presidio ospedaliero di Polistena, in particolare pronto soccorso e sala operatoria, si sono determinate condizioni organizzative che, con il passare delle settimane, hanno prodotto una sempre più evidente compressione dei riposi settimanali e un progressivo peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro del personale impiegato nel servizio di pulizie della Coopservice.</p>
<p>Turnazioni che, in alcuni mesi, garantivano appena uno, al massimo due giorni di completa assenza dall’ospedale. Per tutto il resto del mese, i turni erano costruiti in modo tale da riportare queste lavoratrici dentro il presidio ogni giorno, anche solo per poche ore, cancellando di fatto il diritto a un reale recupero fisico, familiare e psicologico.</p>
<p>Settimane intere nelle quali il confine tra tempo di lavoro e tempo di vita è stato completamente azzerato: donne, madri, famiglie, figli da seguire, case da mandare avanti, salute psicofisica messa quotidianamente sotto pressione. E tutto questo nel silenzio delle altre organizzazioni sindacali.</p>
<p>A fronte delle segnalazioni successivamente raccolte da parte di alcune lavoratrici, USB è intervenuta immediatamente, formalizzando già nel mese di gennaio una prima contestazione all’azienda e chiedendo un urgente intervento correttivo.</p>
<p>Per mesi, però, alle denunce delle lavoratrici e alle richieste sindacali non è arrivata alcuna risposta concreta.</p>
<p>Di fronte a questo muro di silenzio, USB è stata costretta, nel mese di aprile, ad aprire formalmente lo stato di agitazione e ad attivare le procedure di raffreddamento previste dalla Legge 146/1990.</p>
<p>Solo a quel punto la Coopservice ha rimesso mano a una turnazione ormai indifendibile. Ma invece di risolvere il problema, la risposta aziendale rischia di scaricare ancora una volta il costo della vertenza sulle lavoratrici.</p>
<p>Il nuovo modello imposto unilateralmente prevede infatti il passaggio da turni di 8 ore a turni di 6 ore, con un cambio turno fissato addirittura alla mezzanotte.</p>
<p>Una scelta che colpisce in modo particolare proprio le lavoratrici che hanno denunciato, costrette a entrare o uscire dall’ospedale nel cuore della notte, spesso da sole, in un contesto che presenta criticità evidenti anche sul piano della sicurezza. Lo stesso presidio ospedaliero di Polistena è stato infatti oggetto di pubbliche denunce per furti, atti vandalici e insufficienza dei controlli nelle fasce serali e notturne.</p>
<p>A questo si aggiunge un ulteriore elemento che USB non può ignorare: con i nuovi turni da 6 ore vengono meno quelle ore supplementari strutturali che per anni hanno integrato in maniera stabile il salario di queste lavoratrici, con il rischio concreto di una perdita economica per chi già vive di stipendi insufficienti.</p>
<p>Per questo USB Lavoro Privato ha formalmente chiesto la convocazione urgente presso la Prefettura di Reggio Calabria, attivando la seconda fase delle procedure previste dalla Legge 146/1990 e preparando, in assenza di risposte concrete, la proclamazione di una prima giornata di sciopero nelle strutture dell’ASP di Reggio Calabria.</p>
<p>Questa vertenza va oltre il singolo ospedale. È la fotografia di un sistema di appalti ed esternalizzazioni costruito sul massimo ribasso, dove il profitto continua troppo spesso a poggiare sulla compressione dei diritti, sulla disponibilità permanente e sul sacrificio del tempo di vita di chi lavora.</p>
<p>USB non accetterà che chi denuncia venga punito, isolato o colpito economicamente, ed è pronta a mettere in campo ogni iniziativa utile alla difesa dei diritti, del salario e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nei servizi in appalto.</p>
<p>Perché negli appalti non si può continuare a fare margine sulla pelle di chi lavora.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/img26o52025.png" length="2587297" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155492</guid>
                        <pubDate>Fri, 08 May 2026 17:35:36 +0200</pubDate>
                        <title>USB e Orsa Porti: dallo sciopero del 7 maggio un segnale forte da tutti i porti italiani. Da Gioia Tauro un contributo decisivo alla vertenza su lavoro usurante, pace e legalità</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/usb-e-orsa-porti-dallo-sciopero-del-7-maggio-un-segnale-forte-da-tutti-i-porti-italiani-da-gioia-tauro-un-contributo-decisivo-alla-vertenza-su-lavoro-usurante-pace-e-legalita-1738.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La straordinaria giornata di lotta del 7 maggio ha segnato un passaggio importante per l’intero mondo del lavoro portuale italiano. Lo sciopero nazionale promosso da USB Porti, che ha aperto e reso possibile un percorso di mobilitazione oggi sempre più ampio nel settore, ha registrato una partecipazione ampia e determinata nei principali scali del Paese, dalle banchine ai piazzali, fino al presidio nazionale davanti al Ministero del Lavoro a Roma.</p>
<p>Una mobilitazione che ha costretto il Governo ad aprire un primo tavolo tecnico sul riconoscimento del lavoro portuale come attività usurante ai fini pensionistici, una rivendicazione che nasce direttamente dalla fatica, dai rischi e dall’usura fisica e psicologica che migliaia di lavoratori affrontano ogni giorno nei porti italiani. La convocazione del tavolo rappresenta un primo risultato concreto prodotto dalla mobilitazione nazionale dei portuali.</p>
<p>Particolarmente significativa è stata la presenza della delegazione proveniente dal porto di Gioia Tauro, che ha partecipato al presidio romano. Tra i componenti della delegazione anche Mimmo Macrì, segretario dell’ORSA Porti, protagonista di una collaborazione sindacale ormai storica con USB Porti e componente della delegazione ricevuta presso il Ministero del Lavoro.</p>
<p>Nel corso dell’incontro istituzionale, Mimmo Macrì ha richiamato con forza un punto che per noi è politico, sindacale e morale insieme: il porto di Gioia Tauro è un porto commerciale e non può diventare, direttamente o indirettamente, uno snodo logistico di traffici collegati alle guerre che stanno devastando interi popoli.</p>
<p>È stato ribadito con chiarezza che non è accettabile che lavoratori, spesso inconsapevolmente, possano trovarsi a movimentare carichi collegati ai conflitti che stanno insanguinando il pianeta, a partire dal genocidio che colpisce il popolo palestinese.</p>
<p>Per questo abbiamo richiamato ancora una volta il caso dei container bloccati a Porto di Gioia Tauro e la necessità che venga pienamente rispettata la legge 185/90, che disciplina esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento, chiedendo al Governo trasparenza, controlli reali e il blocco di ogni complicità con l’economia di guerra.</p>
<p>Lo sciopero del 7 maggio si inserisce dentro uno scenario più generale di mobilitazione che lega salario, pensioni, salute, sicurezza, opposizione al riarmo e difesa dei beni pubblici, dentro quella prospettiva di mobilitazione permanente che si sta costruendo in tutto il Paese.</p>
<p>Da Gioia Tauro e dalla Calabria tutta rilanciamo quindi i prossimi appuntamenti di lotta: lo sciopero generale del 18 maggio e la grande manifestazione nazionale operaia del 23 maggio a Roma, due tappe fondamentali per continuare a costruire una risposta collettiva contro precarietà, sfruttamento, militarizzazione e guerra.</p>
<p>I portuali di Gioia Tauro, come hanno dimostrato ieri, saranno ancora una volta in prima fila.</p>
<p><em><em><strong>Or.S.A. Mari e Porti<br /> USB Calabria</strong></em></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/_processed_/c/c/csm_689155654_1465597858703276_2309956959605534958_n_6cb8494e6b.jpg" length="397507" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155323</guid>
                        <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:34:46 +0200</pubDate>
                        <title>Nuova finanziaria proiettata al riarmo, serve la mobilitazione perché a pagare sono i lavoratori e cittadini;  23 maggio prossimo manifestazione nazionale a Roma! </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/nuova-finanziaria-proiettata-al-riarmo-serve-la-mobilitazione-perche-a-pagare-sono-i-lavoratori-e-cittadini-23-maggio-prossimo-manifestazione-nazionale-a-roma-1435.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Non ci siamo mai fermati con le mobilitazioni in piazza, ripartiamo dalle assemblee nei luoghi di lavoro, per arrivare alla manifestazione nazionale contro il solito prelievo dalle tasche dei lavoratori di quanto rimane di pietosi stipendi e pensioni.</p>
<p>Un futuro sempre più oscuro per il paese per i cittadini lavoratori che, devono affrontare le spese del caro vita con i miseri stipendi, oggi recarsi al lavoro è una spesa che influisce molto sull’economia di famiglia.</p>
<p>Raggiungere i luoghi di lavoro con distanze chilometriche necessita di una nuova programmazione del lavoro, anche alla luce di scarsi investimenti nei trasporti dove in Calabria l’alta velocità è stata rimandata all’individuazione di fondi ordinari e la viabilità si potrebbe definire scandalosa, che rendono obbligatorio usare le auto private.</p>
<p>Senza contare che in termini di precarietà generale siamo al primo posto: - la zona di espansione economica NON è mai decollata e non potrà mai decollare se mancano le infrastrutture; che NON sono il ponte sullo stretto,&nbsp; - dopodiché torneremo a denunciare lo sfruttamento degli stagionali anche per l’anno in corso, - manderemo a casa definitivamente <em>( sono già senza lavoro da mesi )</em> gli ultimi residui di Tirocinanti che fino ad oggi hanno portato avanti la P.A.&nbsp; - e ci faremo dileggiare sulla sanità dal presidente rieletto che tutto va bene!&nbsp; mentre spendiamo oltre 325 milioni di migrazione sanitaria ( senza contare quanti non possono curarsi ) !!</p>
<p>Non possiamo accettare che ci sia meno stato sociale e più armi in questo paese che vive di precariato giornaliero e sfruttamento, sono anni che sopportiamo la messa a posto del bilancio nazionale con sacrifici, mentre la realtà è che i soldi si spendono per riarmare il paese, l’Europa e pure la nato!!</p>
<p>Tutte politiche che non rientrano nella vita quotidiana di chi deve affrontare questo caro vita, dove l’inflazione sale giorno per giorno, questo non è altro che, mentre il potere d’acquisto dei salari crolla e la precarietà si prolunga, miliardi di euro vengono donati alle multinazionali delle armi, ed alle banche, che negli ultimi anni hanno visto i loro profitti svilupparsi vertiginosamente.</p>
<p>E come ogni anno anche nel futuro ci attendono tagli e debiti per finanziare le priorità, tra cui gli armamenti, già la precedente manovra ha previsto riduzioni di spesa in vari ministeri e una rimodulazione di fondi, influenzando settori come trasporti e mobilità, oggi altri tagli alla sanità ed ai trasporti per fare fronte all’idiozia di una guerra, a cui il paese presta il fianco aggravando le spese famigliari.</p>
<p>I miliardi spesi per sostenere il riarmo non fanno altro che aumentare il deficit nazionale che oggi si aggira oltre i -tre mila miliardi-, a ciò vanno aggiunti i soldi per -PNRR <u>da restituire</u>, i soldi delle -finanziarie fatte a debito <u>da restituire</u>; un paese in netta depressione dove a farne le spese saremo noi cittadini!&nbsp;</p>
<p>Le uniche voci della finanziaria di aumento sono i sussidi alle imprese e la crescita degli investimenti in armamenti, il tutto in un quadro in cui, mentre i salari reali pagano ancora il crollo avvenuto negli ultimi anni, i padroni accrescono i loro profitti nonostante la generale stagnazione dell’economia.</p>
<p>Hanno utilizzato i vincoli di bilancio europei per giustificare gli ennesimi tagli allo stato sociale e la meschina disponibilità di fondi per il salario indiretto quali i servizi pubblici&nbsp; e differito quello delle pensioni, dei cittadini italiani, questa manovra in termini di aggressione agli stipendi ed alla precarietà è stata capace di superare di gran lunga le precedenti crisi: la pandemia e le precedenti guerre non nostre!</p>
<p>Uno stillicidio della spesa sociale, sussidi a chi in questi anni ha fatto profitto grazie a sfruttamento e aumento dei prezzi, benefici fittizi pagati con i soldi di tutti.</p>
<p>Un andamento che è in perfetta continuità con quello che ha caratterizzato le scelte dei governi precedenti&nbsp; e che può essere ostacolato soltanto da una permanente risposta dei lavoratori e dei cittadini attraverso il conflitto sociale.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/typo3conf/ext/usb_base/Resources/Public/Logo/main_logo_300x298.png" length="11722" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155179</guid>
                        <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 10:22:14 +0200</pubDate>
                        <title>USB e ORSA PORTI: le risposte del Governo confermano le nostre denunce sui traffici di materiali bellici nei porti</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/usb-e-orsa-porti-le-risposte-del-governo-confermano-le-nostre-denunce-sui-traffici-di-materiali-bellici-nei-porti-1024.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, insieme a BDS, GMTG e alle altre realtà del Coordinamento Calabria per la Palestina, siamo stati presenti davanti al gate del porto di Gioia Tauro con un’iniziativa di volantinaggio e confronto con le lavoratrici e i lavoratori.<br /> Una presenza necessaria per mantenere alta l’attenzione sul passaggio di materiali legati all’industria bellica attraverso il nostro porto, in un contesto internazionale segnato da guerre di dominio e sopraffazione che colpiscono popolazioni civili inermi.<br /> Mentre a Gioia Tauro si svolgeva questa iniziativa, la Commissione Trasporti della Camera discuteva le interrogazioni a risposta immediata rivolte al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tra queste, quella presentata dal deputato del M5S Mario Perantoni sul caso della nave MSC Vega e dei container fermati a Cagliari.<br /> La risposta del Governo, per bocca del sottosegretario Tullio Ferrante, conferma elementi che vanno nella direzione delle denunce che come USB e Orsa Porti portiamo avanti da giorni: materiali classificati come dual use, acciaio balistico, sono stati effettivamente individuati e sottoposti a controllo. Si tratta di un passaggio importante, che riconosce la fondatezza delle preoccupazioni sollevate e rafforza il senso della mobilitazione nei porti.<br /> Allo stesso tempo, emerge con chiarezza una gestione che non affronta fino in fondo la questione politica. I materiali non risultano sequestrati e viene esplicitamente indicata la possibilità che possano essere rispediti al mittente, consentendo così la prosecuzione del viaggio verso Israele lungo altre rotte. Questo vale per Cagliari, ma il ragionamento riguarda anche Gioia Tauro.<br /> Certo, con le nostre mobilitazioni non abbiamo fermato i traffici di guerra. Ma è evidente che li abbiamo rallentati, li abbiamo portati alla luce e sottratti così al silenzio. E in un contesto in cui ogni carico può tradursi in strumenti di morte, anche rallentare ha un valore concreto: significa allungare, anche solo di poco, la vita di chi oggi si trova sotto le bombe e paga il prezzo più alto delle guerre.<br /> Per questo continueremo a esserci, nei porti e nei territori, insieme a tutte le realtà che in queste settimane stanno costruendo mobilitazione e consapevolezza. Come deciso ieri nel corso dell’incontro all’Ostello Dambe So, che ha preceduto il volantinaggio, continueremo a vigilare attraverso un Osservatorio popolare, perché ciò che passa dai porti riguarda tutte e tutti e non può avvenire nell’indifferenza generale.</p>
<p><em><strong>USB Calabria<br /> Orsa Porti Gioia Tauro</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/presidio3.jpeg" length="174661" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155132</guid>
                        <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:46:36 +0100</pubDate>
                        <title>Tendopoli di San Ferdinando: chiesto un incontro urgente al Prefetto. Superare i ghetti con soluzioni diffuse e dignitose</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/tendopoli-di-san-ferdinando-chiesto-un-incontro-urgente-al-prefetto-superare-i-ghetti-con-soluzioni-diffuse-e-dignitose-1151.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>A seguito del decreto n. 238 del 23 marzo 2026 del Commissario straordinario per le periferie Fabio Ciciliano e delle notizie sull’imminente smantellamento della tendopoli di San Ferdinando, l’USB di Reggio Calabria e l’Associazione Terra e Libertà – Piana di Gioia Tauro hanno inviato una richiesta di incontro urgente al Prefetto di Reggio Calabria.</p>
<p>Parliamo di una realtà che da anni riguarda centinaia di lavoratori, in gran parte impiegati nei campi della Piana, costretti a vivere in condizioni abitative precarie e indegne. Per questo riteniamo giusto e necessario superare definitivamente la logica delle tendopoli e degli insediamenti informali.</p>
<p>Proprio per questo, però, è fondamentale capire come si intenda procedere concretamente. Il trasferimento previsto verso il borgo sociale di Taurianova rischia di non essere sufficiente ad accogliere tutte le persone oggi presenti. È un aspetto che va chiarito, perché da questo dipende la possibilità di garantire a tutti una soluzione reale e non temporanea.</p>
<p>C’è poi un altro elemento che merita attenzione. Spostare un numero elevato di persone in un’unica struttura richiede servizi adeguati, un accompagnamento sociale continuo e un rapporto equilibrato con il territorio. Senza questi elementi, il rischio è quello di creare nuove difficoltà, sia per chi viene trasferito sia per la comunità locale.</p>
<p>In questo quadro, riteniamo importante valorizzare tutte le risorse già disponibili. Le palazzine di contrada Serricella a Rosarno, realizzate proprio per rispondere a bisogni abitativi di questo tipo, risultano ancora inutilizzate e potrebbero contribuire ad ampliare le soluzioni, evitando una concentrazione eccessiva in un solo sito.</p>
<p>La nostra posizione è chiara da tempo: i ghetti vanno superati davvero. Non solo perché si vive in condizioni inaccettabili, ma perché sono un modello che isola le persone e le rende più esposte allo sfruttamento.</p>
<p>Superarli significa costruire alternative credibili. Nei nostri territori esiste un’enorme quantità di immobili vuoti che, se utilizzati in modo diffuso, possono offrire soluzioni abitative dignitose, favorire percorsi di integrazione e allo stesso tempo attivare economie locali legate agli affitti, alla manutenzione e alla riqualificazione.</p>
<p>Non è una proposta astratta. Esperienze come Drosi e Dambe So dimostrano che un modello diverso è possibile e funziona nel tempo.</p>
<p>Per questo riteniamo necessario un confronto immediato con la Prefettura, per avere un quadro chiaro delle scelte in corso e contribuire a individuare soluzioni che tengano insieme dignità, diritto all’abitare e contrasto allo sfruttamento lavorativo nella Piana di Gioia Tauro.</p>
<p><em>USB Reggio Calabria<br /> Terra e Libertà - Piana di Gioia Tauro</em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/USB_reclutare_i_braccianti_attraverso_i_Centri_per_l_impiego.jpg" length="99976" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155122</guid>
                        <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 14:57:12 +0100</pubDate>
                        <title>USB Vigili del Fuoco Calabria: cordoglio al collega Antonio Macrina</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/usb-vigili-del-fuoco-calabria-cordoglio-al-collega-antonio-macrina-1459.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’USB del comparto dei Vigili del Fuoco della Calabria, insieme a tutta la base degli Operativi e degli Amministrativi, si stringe con profonda commozione attorno al collega, compagno e combattente di sempre Antonio Macrina e a tutta la sua famiglia per la scomparsa della carissima mamma.</p>
<p>In momenti come questi le parole spesso non bastano ad alleviare il dolore di una perdita così grande. Possiamo però far sentire la nostra vicinanza, il nostro affetto e la nostra solidarietà ad Antonio, che in questi anni ha sempre dimostrato impegno, umanità, spirito di sacrificio e dedizione, dentro e fuori il posto di lavoro, rappresentando per molti di noi non solo un collega, ma un punto di riferimento, un amico, un compagno di battaglie.</p>
<p>A lui e alla sua famiglia rivolgiamo il nostro abbraccio più sincero, con la certezza che il ricordo e l’amore per la sua cara mamma resteranno per sempre vivi nei loro cuori.</p>
<p>La grande famiglia dell’USB Vigili del Fuoco Calabria si unisce al dolore della famiglia Macrina, porgendo le più sentite condoglianze.</p>
<p>MAMMA DI ANTONIO CHE LA TERRA TI SIA LIEVE</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/_processed_/9/b/csm_492092567_1183508860235842_4487694152762055009_n_13a882d173.jpg" length="128280" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155039</guid>
                        <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 17:40:26 +0100</pubDate>
                        <title>USB e Orsa Porti sui container fermi al Porto di Gioia Tauro</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/usb-e-orsa-porti-sui-container-fermi-al-porto-di-gioia-tauro-1742.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata odierna, grazie all’impegno e alla sensibilità della deputata Anna Laura Orrico, abbiamo partecipato con un nostro delegato – in rappresentanza di USB e Orsa Porti – al confronto avvenuto all’interno dell’area portuale di Gioia Tauro con i responsabili dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza, in merito alla vicenda dei container sospetti in transito verso Israele.<br /> Nel corso dell’incontro è stato confermato che le autorità competenti si erano già attivate a seguito delle segnalazioni ricevute, procedendo tempestivamente al blocco dei container e all’avvio delle verifiche sul contenuto. Attualmente risultano posti sotto controllo doganale 8 container contenenti barre d’acciaio, la cui natura è oggetto di ulteriori accertamenti tecnici già richiesti dalle autorità competenti.<br /> I controlli effettuati finora risultano coerenti con gli elementi che avevano motivato le segnalazioni promosse dal movimento BDS, confermando la necessità di mantenere alta l’attenzione su questa vicenda.<br /> Resta ora da accertare con precisione la natura dei materiali trasportati. Sarà determinante stabilire se si tratti di acciaio balistico o comunque di leghe progettate per impieghi militari. In tal caso ci troveremmo di fronte a materiali riconducibili alla legge 185/90, che disciplina il controllo su esportazione, importazione e transito di armamenti e prevede limiti stringenti, fino al divieto, nei confronti di paesi coinvolti in conflitti armati, come Israele.<br /> USB e Orsa Porti ribadiscono con determinazione che il porto di Gioia Tauro non può essere utilizzato come snodo logistico al servizio della guerra. Non può essere consentito che infrastrutture civili vengano piegate a traffici che alimentano morte, distruzione e instabilità.<br /> Continueremo a esercitare la massima vigilanza su quanto sta emergendo, pretendendo piena trasparenza, rispetto delle norme e tutela dei lavoratori e del territorio. La mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni, anche alla luce dell’arrivo di nuove navi, perché riteniamo non ammissibile qualsiasi utilizzo del porto in contrasto con i principi di pace e con gli interessi collettivi.</p>
<p><em><strong>USB Calabria<br /> Orsa Porti Gioia Tauro</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/_processed_/d/8/csm_gioia_tauro_port_2400x1800_enhanced_41ed1d3b29.png" length="5247797" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155005</guid>
                        <pubDate>Sun, 15 Mar 2026 16:22:14 +0100</pubDate>
                        <title>Gioia Tauro, container sospetti diretti a Israele: servono controlli immediati. Appello di USB e Orsa Porti</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/gioia-tauro-container-sospetti-diretti-a-israele-servono-controlli-immediati-appello-di-usb-e-orsa-porti-1624.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’inchiesta pubblicata nei giorni scorsi dalla giornalista Linda Maggiori ha portato all’attenzione pubblica un possibile traffico di componenti militari destinati a Israele che coinvolgerebbe anche il porto di Gioia Tauro.<br /> Secondo questa ricostruzione, basata sul lavoro di monitoraggio dell'organizzazione internazionale No Harbour for Genocide, un gruppo di container partito dall’India e diretto verso i porti israeliani di Port of Ashdod e Port of Haifa conterrebbe acciaio balistico o componenti per munizionamento destinati all’industria militare.<br /> In questo quadro il porto di Gioia Tauro risulterebbe uno dei nodi logistici utilizzati per il trasferimento dei container lungo la catena del trasporto marittimo internazionale.<br /> I container segnalati nei giorni scorsi hanno lasciato ieri il porto a bordo della nave MSC Lucy. La partenza della nave è stata anticipata di circa dodici ore rispetto al programma previsto.<br /> Una circostanza che pone interrogativi legittimi: si è trattato semplicemente di operazioni portuali concluse con particolare rapidità oppure della volontà di evitare possibili controlli dopo le richieste di ispezione presentate alle autorità competenti nell’ambito di un’azione internazionale promossa dal movimento BDS (Boycott, Divestment and Sanctions) e dalle reti pro-Palestina di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia?<br /> Nel frattempo è attesa nel porto di Gioia Tauro la nave MSC Siena, proveniente dalla Spagna, che trasporterebbe altri tre container appartenenti alla stessa spedizione già segnalata.<br /> Per questo chiediamo con forza che Dogana e Guardia di Finanza effettuino immediatamente le verifiche necessarie sui container in arrivo. Gli organi competenti sono già stati messi a conoscenza dei numeri identificativi dei container: effettuare i controlli richiederebbe poco tempo e permetterebbe di fare piena chiarezza su quanto sta accadendo.<br /> In tutto il mondo i lavoratori della logistica e dei porti stanno sollevando il problema della propria responsabilità nella catena della guerra. Chiediamo ai lavoratori portuali di Gioia Tauro di non rendersi complici della filiera bellica e di rivendicare il diritto di non collaborare con operazioni che alimentano guerre, distruzione e massacri.<br /> In molti porti del mondo lavoratrici e lavoratori hanno già scelto di non movimentare carichi destinati a conflitti armati quando esistono dubbi fondati sulla natura delle merci. Non si tratta di gesti simbolici, ma dell’affermazione concreta della dignità del lavoro e del rispetto dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.<br /> Per questo chiediamo che i container in arrivo con la MSC Siena non vengano movimentati fino a quando non saranno effettuati i controlli richiesti.<br /> Allo stesso tempo è necessario dirlo con chiarezza: non si può scaricare tutta la responsabilità sui lavoratori. Non si può pretendere che siano solo i portuali a farsi carico di decisioni che riguardano scelte politiche, controlli istituzionali e responsabilità delle imprese.<br /> Serve uno sforzo collettivo della società civile, delle associazioni, dei movimenti, delle realtà sociali e democratiche e soprattutto delle istituzioni del territorio per pretendere trasparenza e rispetto delle leggi.<br /> Per discutere pubblicamente di questa situazione e coordinare le iniziative da intraprendere invitiamo tutte e tutti a partecipare a un’assemblea pubblica che si terrà <strong>lunedì 16 marzo alle ore 18.00 presso la Casa del Popolo “Giuseppe Valarioti” di Rosarno</strong>.<br /> La questione riguarda il nostro territorio, il nostro porto, la sicurezza delle nostre comunità e il netto rifiuto di trasformare infrastrutture civili in ingranaggi delle guerre di saccheggio e di occupazione.</p>
<p><em><strong>USB Calabria<br /> Orsa Porti Gioia Tauro</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/_processed_/d/8/csm_gioia_tauro_port_2400x1800_enhanced_41ed1d3b29.png" length="5247797" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154958</guid>
                        <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:31:30 +0100</pubDate>
                        <title>Sanità, cittadini rimbalzati tra specialisti, medico di base e CUP: il problema delle prescrizioni delle visite di controllo non è ancora risolto</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/sanita-cittadini-rimbalzati-tra-specialisti-medico-di-base-e-cup-il-problema-delle-prescrizioni-delle-visite-di-controllo-non-e-ancora-risolto-1733.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la diffida inviata il 6 luglio 2025, con cui avevamo segnalato a tutte le ASP e alle Aziende ospedaliere regionali le criticità legate alla mancata prescrizione delle visite di controllo da parte degli specialisti, registriamo alcuni segnali di miglioramento. Tuttavia continuano a verificarsi situazioni che dimostrano come il problema non sia stato ancora risolto.</p>
<p>Negli ultimi tempi abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di cittadini che si sono visti respingere dal CUP la prenotazione di visite specialistiche di controllo. In questi casi gli utenti sono stati invitati a tornare dal medico di medicina generale per modificare la prescrizione.</p>
<p>Il nodo della questione è noto. Alcune prestazioni di controllo, che dovrebbero essere prescritte direttamente dallo specialista al termine della visita, vengono invece rimandate al medico di base. Ma il sistema di prenotazione non accetta visite di controllo prescritte dal medico di medicina generale, il quale può indicare soltanto una prima visita.</p>
<p>Si crea così un corto circuito che finisce per scaricarsi interamente sui cittadini: il paziente viene rimandato dal CUP al medico di famiglia e poi nuovamente al CUP, con perdita di tempo, disagi e ulteriore stress per persone che hanno semplicemente bisogno di proseguire il proprio percorso di cura. La situazione diventa ancora più paradossale quando il paziente è titolare di un’esenzione per la patologia in oggetto.</p>
<p>A questo problema si aggiunge quello delle modalità di prenotazione. È stata salutata come un successo dell’amministrazione Occhiuto la convenzione con Poste Italiane per consentire le prenotazioni sanitarie anche presso gli sportelli postali, ampliando così il numero dei punti di accesso al servizio, come già avviene nelle farmacie. Si tratta però di servizi a pagamento per i cittadini, utilizzati soprattutto da chi ha meno dimestichezza con le procedure informatiche gratuite, in particolare molti anziani.</p>
<p>Quando una prenotazione viene respinta e deve essere rifatta, il cittadino si trova quindi a dover ripetere l’intera procedura e, in molti casi, a sostenere nuovamente il costo del servizio. Può sembrare una cifra modesta, ma per molte persone queste spese si sommano facilmente. Due euro da una parte, due euro dall’altra, insieme ai costi di farmaci che non sempre sono prescrivibili e devono essere acquistati comunque di tasca propria. In questo modo il diritto alla salute rischia di trasformarsi progressivamente in un peso sempre più gravoso per le tasche dei cittadini.</p>
<p>Non intendiamo alimentare una contrapposizione tra professionisti della sanità. Il problema non riguarda il singolo medico, ma un’organizzazione dei servizi che troppo spesso non mette specialisti e medici di medicina generale nelle condizioni di lavorare in modo coordinato ed efficace.</p>
<p>Per questo torniamo a sollecitare le aziende sanitarie affinché vengano date indicazioni operative chiare e vengano garantite le condizioni perché gli specialisti possano prescrivere direttamente le visite di controllo quando necessarie, evitando rimpalli tra servizi diversi.</p>
<p>Semplificare i percorsi di prescrizione e prenotazione significa tutelare il diritto alla cura dei cittadini e, allo stesso tempo, restituire condizioni di lavoro più sostenibili ai professionisti della sanità pubblica.</p>
<p><em><strong>USB Calabria<br /> <strong>Abaco Calabria</strong></strong></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/cup.png" length="1827106" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154929</guid>
                        <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 11:38:54 +0100</pubDate>
                        <title>USB Scuola attiva a Reggio Calabria e nella Locride lo sportello per l’aggiornamento delle GPS 2026-2028</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-attiva-a-reggio-calabria-e-nella-locride-lo-sportello-per-laggiornamento-delle-gps-2026-2028-1139.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con l’avvio dell’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per il biennio 2026-2028, USB Scuola attiva sul territorio reggino uno sportello dedicato ai docenti che devono procedere all’inserimento o alla revisione della propria posizione nelle graduatorie.<br /> L’obiettivo è offrire un supporto serio e trasparente a migliaia di insegnanti precari che ogni anno affrontano procedure complesse e spesso caratterizzate da informazioni frammentarie o da consulenze poco affidabili. USB Scuola mette a disposizione un servizio basato sull’esperienza diretta maturata nel settore scolastico e sull’impegno sindacale a tutela dei lavoratori della scuola, garantendo consulenza chiara, orientamento personalizzato sul punteggio e un accompagnamento attento durante tutte le fasi della procedura.<br /> “Per noi – spiegano da USB Scuola – ogni docente non è un numero ma un lavoratore da tutelare e valorizzare. In un contesto segnato da precarietà diffusa e da continui cambiamenti normativi, è fondamentale poter contare su un punto di riferimento affidabile che metta al centro i diritti e le esigenze degli insegnanti”.<br /> Lo sportello USB Scuola sarà attivo a Reggio Calabria, in via Nino Bixio 52, il lunedì e il mercoledì dalle 14 alle 18, mentre nella Locride sarà operativo a Bianco, in via Vittoria 40, il martedì, giovedì e venerdì sempre dalle 14 alle 18.<br /> I docenti interessati possono ricevere informazioni e prenotare un appuntamento contattando il numero 320 6886575.<br /> USB Scuola rinnova così il proprio impegno a fianco dei lavoratori della scuola, offrendo strumenti concreti di tutela, informazione e orientamento in un passaggio decisivo come quello dell’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze, ricordando che una corretta compilazione della domanda può incidere in modo determinante sulle opportunità di lavoro per i prossimi anni scolastici.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/gps2026.jpeg" length="694067" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154920</guid>
                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 13:40:00 +0100</pubDate>
                        <title>Vertenza Gicap: si vede la luce in fondo al tunnel per i lavoratori di via Pio XI</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/vertenza-gicap-convocato-il-tavolo-in-prefettura-0843-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo mesi di incertezza e di rimpalli di responsabilità che hanno tenuto in un limbo i lavoratori impiegati nel punto vendita ex ARD Discount di via Pio XI, dal tavolo convocato oggi presso la Prefettura arriva finalmente un segnale concreto di soluzione.<br /> Ringraziamo la Prefetta Clara Vaccaro che, sin dall’apertura dell’incontro, ha chiarito un punto fondamentale: non era obiettivo del tavolo stabilire chi abbia ragione nella disputa aperta da gennaio tra Gicap e Iracarni, una controversia tra aziende che ha generato come unico effetto quello di lasciare 17 madri e padri di famiglia del nostro territorio bloccati in una situazione paradossale: formalmente occupati ma senza lavoro, senza reddito e senza tutele. Con grande equilibrio e determinazione, la Prefetta ha orientato il confronto verso una soluzione concreta, facendo in modo che il tavolo producesse risultati utili per i lavoratori.<br /> Un ringraziamento va anche al Sindaco f.f. di Reggio Calabria Domenico Battaglia, che si è speso per accelerare la convocazione dell’incontro e ha voluto essere presente al tavolo, sottolineando come il nostro territorio non possa permettersi la perdita neanche di un posto di lavoro.<br /> Ringraziamo inoltre le delegazioni dell’Ispettorato del Lavoro e dell’INPS, che hanno avviato la procedura per riconoscere d’ufficio le dimissioni dei lavoratori e consentire loro di uscire finalmente da questa vicenda assurda.<br /> Dopo settimane di blocco e di scambi di accuse tra aziende che però non smuovevano di un millimetro la vicenda, si intravede finalmente una via d’uscita che permette ai lavoratori di riprendere in mano il proprio futuro.<br /> Ci auguriamo che adesso si possa procedere senza ulteriori indugi all’avvio della nuova esperienza imprenditoriale, che non solo dovrebbe garantire il mantenimento degli attuali posti di lavoro, ma dovrebbe addirittura generare nuove assunzioni.<br /> Come USB continueremo a seguire con attenzione l’evolversi della situazione. Oggi registriamo passi avanti importanti che ci auguriamo possano tradursi rapidamente nel ritorno al lavoro di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.</p>
<p><em><strong>USB Lavoro Privato - Reggio Calabria</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/_processed_/f/2/csm_gicap_c8d2550943.jpeg" length="589822" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154903</guid>
                        <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 08:40:33 +0100</pubDate>
                        <title>Vertenza Gicap: convocato il tavolo in Prefettura</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/vertenza-gicap-convocato-il-tavolo-in-prefettura-0842.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>È stato convocato per domani, venerdì 6 marzo, il tavolo in Prefettura richiesto nei giorni scorsi dall’USB per affrontare la situazione dei lavoratori dell’ex punto vendita ARD Discount di via Pio XI. Al confronto, oltre alla nostra organizzazione sindacale, sono state invitate a partecipare anche le aziende interessate, Gicap e Iracarni, insieme all’Ispettorato del Lavoro, all’INPS e al Sindaco di Reggio Calabria.</p>
<p>Ringraziamo la Prefetta Clara Vaccaro per la sensibilità dimostrata nel raccogliere la nostra richiesta e per aver promosso un momento di confronto tra tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti. Un ringraziamento va anche al Sindaco f.f. di Reggio Calabria Domenico Battaglia, che ha prontamente sostenuto la causa di questi lavoratori, e a tutti coloro che in questi giorni stanno dimostrando loro attenzione e vicinanza.</p>
<p>La vertenza che si è aperta dall’inizio di quest’anno ha visto 17 lavoratrici e lavoratori ritrovarsi in una situazione paradossale: formalmente occupati ma senza lavoro, senza reddito e senza ammortizzatori sociali, a causa di un rimpallo di responsabilità tra aziende e procedure amministrative.</p>
<p>La convocazione del tavolo rappresenta un passaggio necessario. Ci auguriamo che l’incontro di domani possa essere finalmente un momento risolutivo e che si creino le condizioni per restituire dignità e prospettiva a queste persone, consentendo loro di tornare al più presto al lavoro.</p>
<p>USB continuerà a seguire la vertenza con determinazione, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché questa situazione venga sbloccata e si arrivi rapidamente a una soluzione giusta.</p>
<p><em><strong>USB Lavoro Privato - Reggio Calabria</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/vertenza_gicap.jpg" length="333549" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154763</guid>
                        <pubDate>Fri, 20 Feb 2026 07:16:38 +0100</pubDate>
                        <title>Sanzioni ai medici di base, per USB servono atti concreti e non rassicurazioni</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/sanzioni-ai-medici-di-base-per-usb-servono-atti-concreti-e-non-rassicurazioni-0719.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo letto sulla stampa della presunta “risoluzione” della vicenda delle sanzioni ai medici di medicina generale dell’ASP di Reggio Calabria grazie all’intervento dell’on. Loizzo. Ogni iniziativa che contribuisca a fare chiarezza su una questione che ha suscitato forte preoccupazione tra professionisti e cittadini è certamente positiva, tanto più se promossa da un esponente politico di rilievo nazionale. Proprio per questo riteniamo necessario comprendere nel merito in cosa consista concretamente tale risoluzione, al di là della sintesi offerta dai resoconti giornalistici.</p>
<p>Nel comunicato dell’on. Loizzo si fa riferimento all’attivazione di commissioni di valutazione che sarebbero rimaste inattive. Se il riferimento è alle Commissioni Distrettuali per l’appropriatezza prescrittiva disciplinate dal DCA 66/2015, occorre però ricordare che si tratta delle stesse commissioni che hanno esaminato le anomalie segnalate dal Servizio Farmaceutico Territoriale e che hanno predisposto le contestazioni oggi al centro del dibattito pubblico. Non siamo quindi di fronte a un organismo nuovo, ma a una struttura prevista dal regolamento regionale e operativa da anni.</p>
<p>Il DCA 66/2015 prevede espressamente che al medico venga assegnato un termine non inferiore a quindici giorni per presentare controdeduzioni o chiedere di essere ascoltato. La norma, quindi, stabilisce un limite minimo, non una scadenza fissa e rigida. Proprio per questo, a fronte di contestazioni che in molti casi riguardano centinaia o migliaia di prescrizioni, spesso risalenti nel tempo, sarebbe stato doveroso assegnare tempi congrui e proporzionati alla mole degli addebiti.</p>
<p>Invece, dalle lettere di contestazione già inviate, risulta che il termine concesso sia stato limitato a quindici giorni, ossia il minimo previsto. È evidente che predisporre controdeduzioni puntuali, documentate e riferite a ciascun paziente in un arco temporale così ristretto rende di fatto impossibile un contraddittorio serio e sostanziale.</p>
<p>A questo punto occorre chiarezza: si intende annullare le contestazioni già notificate per riassegnare termini adeguati e realmente proporzionati, oppure si lascerà ai singoli medici l’onere di impugnarle in sede giudiziaria? Perché in quest’ultimo caso si rischia di esporre l’amministrazione a un contenzioso diffuso, con possibili ulteriori oneri per i bilanci pubblici, aggravando i costi invece di tutelare l’interesse collettivo.</p>
<p>Nel frattempo questo clima sta consolidando una medicina difensiva: medici che, per timore di sanzioni economiche, evitano di prescrivere esami e farmaci anche quando clinicamente necessari. A rimetterci sono i cittadini, soprattutto i più fragili, mentre la spesa sanitaria viene ridotta a parametro statistico da riportare entro soglie prefissate, invece che considerata in relazione ai bisogni reali di salute.</p>
<p>Non vorremmo che si stesse semplicemente cercando di rassicurare un’opinione pubblica giustamente indignata senza intervenire sui meccanismi che hanno generato il problema. Come organizzazione sindacale non intendiamo arretrare finché ai medici non sarà garantita la possibilità di svolgere pienamente il proprio dovere, con autonomia e responsabilità, nell’interesse esclusivo della salute dei pazienti.</p>
<p>Difendere l’autonomia clinica significa tutelare il diritto alla cura e la qualità dell’assistenza, soprattutto per le persone più fragili. Il diritto alla salute non può essere subordinato a soglie di spesa o percentuali da rispettare. Su questo continueremo a vigilare e a mobilitarci con determinazione, perché la sanità pubblica deve rispondere ai bisogni reali della popolazione, non a logiche meramente contabili.</p>
<p class="text-right"><em><em><strong>USB Sanità Calabria</strong></em></em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/archivio/calabria/loizzo_medico.jpg" length="117916" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154728</guid>
                        <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 15:14:37 +0100</pubDate>
                        <title> Catanzaro, 20 febbraio al Museo del Rock, Via Alessandro Turco convegno sulle motivazioni del no al referendum</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://calabria.usb.it/leggi-notizia/catanzaro-20-febbraio-al-museo-del-rock-via-alessandro-turco-convegno-sulle-motivazioni-del-no-al-referendum-1520.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si terra il venerdì prossimo 20 febbraio alle ore 17,00 il dibattito sulle motivazioni del No al referendum illustrato dai relatori ai cittadini.</p>
<p>Come USB non abbiamo mai creduto che il referendum servisse a separare le carriere dei magistrati ma c’era ben altro, modifiche strutturali molto importanti come il mutamento di ben 7 articoli della Costituzione.</p>
<p>Che l’obiettivo generale era indubbiamente sottomettere la magistratura; potere indipendente dello Stato, alla politica tanto è che lo stesso ministro lo ha chiaramente dichiarato:” questa modifica serve all’attuale governo cosi come servirà al prossimo governo”!</p>
<p>A memoria solo nel “ventennio” la magistratura fu assoggettata al potere politico NON vorremmo tornare nuovamente a quella epoca!!</p>
<p>La legge Nordio quindi NON riforma nulla nella giustizia:</p>
<p>non migliora la autorità giudiziaria per i cittadini che attendono anni per processi – non si intravedono assunzioni in magistratura, nemmeno la precarietà all’interno dei tribunali viene affrontata – nulla che possa riguardare la cittadinanza italiana in materia di giustizia, mette solo a rischio l’autonomia e gli equilibri tra i vari poteri dello Stato.</p>
<p>La USB da sempre in piazza a rivendicare assunzioni nella pubblica amministrazione ed in magistratura e soprattutto ci siamo, e ci stiamo opponendo, al riarmo del paese con spese a carico dei cittadini, -al finanziamento della Nato, - a finanziarie costruite a debito e PNRR da restituire sempre a carico dei cittadini, quindi riteniamo che 500 Milioni di referendum per asservire un potere dello Stato al governo NON sia accettabile.</p>
<p>Avere una magistratura autonoma da qualsiasi altro potere dello Stato non è una concessione ma è sinonimo di uguaglianza per tutti, soprattutto per difendere la Costituzione italiana da: premierato, autonomia differenziata ed oggi dal sottomettere i magistrati alle politiche di governo.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://calabria.usb.it/fileadmin/_processed_/c/4/csm_IMG-20260207-WA0069_6308c30a07.jpg" length="262663" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
            
        </channel>
    </rss>

