SANITA’ NELLA SIBARITIDE: AFFARI, CRIMINALITA’ E SOFFERENZE

Rossano Calabro -

Alto e basso Jonio cosentino nel mirino di gruppi di potere e affaristi senza scrupoli pronti ad investire sulla salute dei cittadini. E’ questo lo scenario che si prospetta anche in questo martoriato territorio dove l’Azienda, complice o causa del disastro organizzativo e finanziario che le nomine politiche hanno apportato in questi anni, si è arresa, con dolo o colpa, allo smantellamento del pubblico, con rischio inevitabile, di infiltrazione di noti soggetti permiabili al malaffare, alla illegalità e al clientelismo.

A supportare questo scenario è l’interrogazione parlamentare, del 7 ottobre 2016 a risposta scritta, indirizzata ai Ministri della Salute, dell’Interno e dell’Economia, dai Deputati Pippo Civati, Andrea Maestri e altri, interrogazione, ad oggi, incredibilmente ancora senza risposta.

Drammatica la situazione nella Provincia di Cosenza. A fronte di ben 158 cliniche e strutture sanitarie private, accreditate al Servizio Sanitario Nazionale, su 155 Comuni (più di una clinica a Paese) vi è la peggiore statistica di emigrazione sanitaria passiva verso altre regioni italiane. Il livello di assistenza, secondo uno studio dell’università svedese di Goteborg, è all’ultimo posto tra le 172 regioni europee e anche ultima in Italia per il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

A peggiorare la situazione sono le nomine “politiche” di Commissari ad acta, con conseguenti emanazioni di decreti dai contenuti incredibilmente atti a favorire un modello di sanità privata e conseguente inesorabile smantellamento dell’offerta sanitaria pubblica, già carente di assistenza domiciliare residenziale, semiresidenziale, disabili, pazienti psichiatrici e malati terminali.

E’ in questa situazione di caos con relativo flusso di denaro pubblico, spesso incontrollato (si pensa che le cliniche private della Provincia di Cosenza ricevono qualcosa come 19-20 milioni di accreditamenti), che si inserisce la condizione per un terreno fertile alle infiltrazioni mafiose, per come denunciato anche da recenti atti aziendali dell’ASP di Cosenza in merito alla ispezione della Commissione Antimafia.

E’ in questo pericoloso contesto che ascari, lobby di poteri finanziari, criminalità organizzata e politicanti senza scrupoli con immancabili agganci nelle amministrazioni comunali e regionali, per come già avvenuto sul Tirreno cosentino, vedono il territorio della Sibaritide, da Amendolara a Cariati, come nuova terra di conquista e affari sulla pelle dei cittadini e dei diritti costituzionali alla salute pubblica.

Perché la Calabria è anche terra di ‘ndrangheta.

 

                                                                                USB Rossano