LA “BUONA SCUOLA” METTE I LAVORATORI L'UNO CONTRO L'ALTRO

Una delle conseguenze nefaste della Legge 107 “BUONA SCUOLA” è quella di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri!

Lamezia Terme -

Con l’ultima fase dalla mobilità si chiude un anno di manifestazioni, di incontri, di lotte, di proposte che rischiano di non trovare soluzioni permanenti per il futuro.

Alcune delle iniziative che si susseguono giorno dopo giorno stanno mettendo i lavoratori della scuola gli uni contro gli altri:

Gli immessi in ruolo fase C da Gae contro gli idonei del concorso 2012, che rimangono in regione; I docenti rimasti in Gae contro gli immessi in ruolo da Gae e finiti al nord che richiedono tutti i posti disponibili per le assegnazioni; Ed ancora i docenti delle Gae che sostengono che i concorsi del 2012 e del 2016 non dovevano essere banditi in quanto c’erano ancora gli idonei del 99… e tanto altro ancora

Si ha l’impressione che qualcuno giochi a “soffiare sul fuoco”, specialmente quando, all’interno delle manifestazioni, c'è chi propone di affidarsi tutti ad un legale per un ricorso di massa a sostegno dei docenti calabresi trasferiti dall’algoritmo al Nord (basta qualche operazione matematica per capire quali interessi sono in gioco).

Si soffia sul fuoco anche quando si fanno richieste che a prima vista appaiono perfette e nei fatti ledono interessi di altri!

E' necessario esprimere qualche considerazione Vincolo triennale:

chi nel passato si è trasferito al nord per poter lavorare, immesso in ruolo, e che da anni tenta di rientrare, HA IL DIRATTO ALLA PRECEDENZA rispetto a chi oggi ha scelto di partecipare alle assunzioni della “buona scuola” sapendo di correre il rischio di doversi trasferire? Alla emigrazione di tanti assunti di oggi si contrappone il rientro di tanti altri! (Altra cosa sono gli errori dell’algoritmo ed il rifiuto del ministero di porvi rimedio).

Concorsi:

Da sempre l’ultimo concorso ha abolito le graduatorie dei concorsi precedenti. Chi sostiene che non dovevano essere indetti i concorsi del 2012 e del 2016 non lede il diritto di tanti giovano che finito il percorso di studi si sarebbero trovata sbarrata la strada per l’accesso all’insegnamento?

Da sempre per i vincitori o idonei al concorso i posti erano vincolati a livello regionale e quindi non doveva essere garantito loro questo diritto? (Queste persone non hanno “rubato” il posto a nessuno perché si è utilizzata la quota del 50%) Si potrebbe rispondere: anche noi da Gae eravamo in una graduatoria provinciale e dovevamo restare in provincia! VERO … c’è un ma…. Se questo fosse successo la stragrande maggioranza dei docenti meridionali non sarebbe stata assunta. L’unificazione delle Gae provinciali in una Gae nazionale ha portato all’assunzione di un numero di docenti meridionali più alto dei posti disponibili nelle provincie meridionali, la scelta è stata o immissione in ruolo con il rischio del trasferimento o non essere immessi in ruolo!

Assegnazione provvisoria:

la richiesta di utilizzare tutti i posti che si riesce a racimolare da utilizzare per chi è costretto al trasferimento LEDE IL DIRITTO di chi è in Gae ed ha scelto di non partecipare alla fase assunzionale per non correre il rischio di doversi trasferire al nord

Chiedere di cambiare le regole a gioco fatto in favore degli uni ed a danno di altri E’ IMPROPONIBILE!

Se quanto esposto, invertendo le parti, riguardasse uno di noi o dei nostri figli, reagiremmo allo stesso modo?

Chi si pone a tutela di tutti i lavoratori ed anche di chi un lavoro non riesce a trovarlo deve avere la capacità di contemperare esigenze diverse, non di salvaguardare una parte a danno di altre, ed ancor più, nel nostro caso, deve tutelare la scuola pubblica statale;

-      Tutelando il diritto all’istruzione si tutela il diritto al lavoro;

-      Chiedendo un maggiore tempo scuola tuteliamo il diritto al lavoro;

-      Esigendo il TEMPO PIENO per le regioni meridionali si tutela il diritto al lavoro;

-      Esigendo il rispetto della legalità garantiamo pari opportunità a tutti ed il diritto al lavoro.

L’elenco delle cose possibili da fare è ancora lungo. Una è la cosa essenziale” LA PRESA DI COSCIENZA DEL PROBLEMA con una piattaforma condivisa”!

Per quanto riguarda il T.Pieno e il T.Prolungato, prima di tutto è necessario superare le resistenze interne al Collegio Docenti e quindi ogni scuola faccia le dovute richieste.

Alla politica meridionale chiediamo che si faccia portatrice presso il governo ed il Parlamento di questa esigenza.

Chiediamo anche alla Politica di confrontarsi pubblicamente su tutto il territorio nazionale su questi temi e su come superare le nefaste conseguenze della “buona scuola”.

Per quanto riguarda la “pratica” della legalità (non l’insegnamento) chiediamo a tutti gli organismi interessati di fare ognuno la loro parte cominciando dal rispetto delle norme di sicurezza nelle scuole: che senso ha richiamare nelle circolari ministeriali queste norme quando nessuno le applica, a cominciare dai docenti che entrano in classi insicure senza batter ciglio!

Alle Amministrazioni Locali chiediamo di mettere a disposizione tutto il patrimonio di edilizia scolastica utilizzabile al fine e di sollecitare l’Amministrazione scolastica al rispetto delle norme relative al rapporto alunno /mq per aula.

Chiediamo Ai Dirigenti Scolastici di accompagnare la richiesta delle classi con l’attestazione del rispetto di tale norma.

Chiediamo agli USR e agli ATP di accogliere tali richieste e di rispettare il numero massimo di alunni (venti) in presenza di soggetti diversamente abili.

Questi problemi possono cominciare a trovare soluzione concreta e permanente già dal prossimo anno scolastico.

Chiediamo allo STATO, al Parlamento e alla Politica di rispettare le leggi emanate.

Chiediamo alla scuola di praticare la legalità.

 

                                                         USB SCUOLA CALABRIA