Lettera A S.E. Prefetto della Repubblica di Catanzaro

Catanzaro -

Visto che, la legge italiana riconosce si tratta di “infortunio sul lavoro” se il lavoratore, a causa del lavoro che sta svolgendo , riporta un danno fisico e/o psichico che gli impedisce di continuare a lavorare per un periodo, più o meno lungo, e che ciò deve essere stabilito da un medico con apposito documento (certificato medico di infortunio sul lavoro).

O peggio, nel caso in questione a seguito di malore questo comune non ha inteso attivare le procedure sanitarie previste, al fine della salvaguardia di una vita umana, ripiegando su una procedura anomale e facendo accompagnare il dipendente colto da malore in servizio nella propria abitazione con mezzi di questa amministrazione.

Con le successive conseguenze che hanno portato alla morte del dipendente in oggetto. 10 gennaio 2018.

Premesso quanto sopra, a nome e per conto dei figli Anna e Vincenza, nonché della consorte Teresa, con la presente siamo a chiedere in qualità di associazione sindacale e patronato che assisteva il dipendente in oggetto, quali determinazioni si stanno intraprendendo in favore del dipendente.

Tutto ciò premesso vi invito ad un riscontro, con riserva di agire presso le competenti sedi per eventuali risarcimento di tutti i danni subiti e subendi, con ogni più ampia riserva di diritti, ragioni e azioni.

Distinti saluti.

 

per Confederazione Regionale USB Calabria
Antonio Jiritano